MICHAEL FORMANEK | Imperfect Measures

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MICHAEL FORMANEK
Imperfect Measures
Intakt Records, CD 359
2021

In un’altra recente occasione [n.d.r.  MEINRAD KNEER | Vocabularies] svolgevamo una sintetica disamina della letteratura discografica per contrabbasso solo, primariamente focalizzata sul mondo del jazz, che attraverso più generazioni e svariati sottogeneri espressivi ha in effetti espresso un ventaglio di personificazioni dello strumento e del proprio ruolo; secondo l’autarchico animatore del presente album Michael Formanek “sebbene il contrabbasso sembri suonare nello sfondo, sono i bassisti a scrivere la storia del jazz” – posizione partigiana e discutibile, probabilmente, ma con la quale il Nostro avoca a sé e alla filiera dei suoi omologhi, praticamente d’ufficio, un ruolo cardinale entro il filone.

L’operoso musicista, originario della West Coast ed installatosi con ruolo ineludibile sulla scena newyorkese, si è costruito solida credibilità non circoscritto alla scena nord-americana, lungo una partecipazione concertistica e discografica di ruolo esposto nelle orbite di Tim Berne ed Uri Caine, alla testa di diverse esperienze proprie in Enja ed ECM, avendo peraltro rilasciato un primo saggio di contrabbasso solo (”Am I Bothering You?”) già un quarto di secolo fa.

Mi sono reso conto che la pratica del solo è per me molto più simile ad un processo compositivo che ad una pratica esecutiva” secondo le parole di Formanek, che conseguentemente ne rilascia un’aggiornata testimonianza, qui dispensata lungo nove assortite misure connotate ad un primo esame da indubbia perizia fraseologica nell’oculato bilanciamento del sovrappeso timbrico, smarcandosi con eloquenza espressiva da ogni zavorrante “gravitas” (con l’ulteriore vezzo di alleviare l’impegno profuso nella definizione di “misure imperfette” nel titolo del lavoro).

Di ciò attesta l’ascolto, dalla pulsazione potente e sempre tracciabile dell’iniziale Quickdraw, transitando per la scultorea assertività di On the Skin, non priva di marmoreo classicismo, le frenesie lineari dell’arco in A Maze, ed in così alterna successione si perviene all’introspezione immaginifica dell’increspata Wisp, e alle nervose scansioni della conclusiva The Stand.

Connotato da una diteggiatura calibrata e una costante leggibilità, si può da una parte considerare il carattere della sequenza pervaso dal senso dell’urgenza e da un generale tono di freschezza, pure non sfugge il palese grado di pianificazione estetica del complesso dell’opera, che avvalora il peso della scrittura in dinamico bilanciamento con estro ed ispirazione istantanea.

Confezionato in digipack come le più recenti uscite Intakt, nel presente caso impreziosito dai contributi pittorici del graffitista Stephen Byram (già prodottosi per la label JMT e per diversi album di jazzisti d’area newyorkese), “Imperfect Measures” di fatto quota ulteriormente gli eterogenei investimenti di copertina (nei diversi sensi del termine) di Intakt records, che anche in questo critico periodo seguita coerentemente a collocare calibrate produzioni.

 

Musicisti:

Michael Formanek, contrabbasso

Tracklist:

01. Quickdraw 3:18
02. On the Skin 7:48
03. A Maze 3:37
04. Full Frontal 9:00
05. Airborne 8:50
06. Loop Back 5:54
07. Notice Moments 11:16
08. Wisp 2:51
09. The Stand 3:20

Link:

Michael Formanek

Intakt records