BOAVISTA | L’evasione, l’intima osservazione, la vita

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Ci troviamo tra le trame del pop rock italiano, quello non troppo immediato ma certamente per niente lontano alle tantissime proposte del genere, quello che al romanticismo richiede peso poetico, ma poi decide di risolvere con quello che è un cliché tutto italiano. Ed è qui che interviene il suono, ben mantecato di elettronica ma pur sempre suonato, reale, vero, di chitarre e di massicce pareti ben arredate. Formazione bolognese quella dei Boavista che mette in scena questo esordio dal titolo “Lì dove ci sono le stelle”, disco di continuazione, di un dialogo mai interrotto, dagli anni ’90 ai fantasmi (belli sia chiaro) del mainstream rock inglese. Metropolitano e se vogliamo anche notturno

 

 

Sicuramente si torna a parlare di suono suonato. Una posizione netta e “controcorrente” rispetto a quello che si vede oggi. Dove nasce?

Siamo cresciuti così… abbiamo studiato assoli di chitarra, abbiamo imparato a campionare suoni, è istinto.

 

Elettronica a corredo… poca e ben dosata. Anche questa scelta è poco usuale nel pop di oggi…

Si… lo è, infatti tutta l’elettronica che ci concediamo arriva dopo, quasi in post produzione. Come ti dicevo, è istinto, tutto nasce da un piano o da una chitarra, non so se è bene o male… ma siamo noi.

 

Una citazione dantesca se non erro per questo titolo, vero?

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”… sì, è il nostro augurio… stringere i denti che presto torneremo di nuovo a guardare LI’ DOVE CI SONO LE STELLE… magari sdraiati su un prato e non dietro ad una finestra.

 

E parlando di produzione? Che direzione avete scelto ma soprattutto a chi vi siete ispirati?

Abbiamo scelto di rimanere coerenti al nostro vissuto, parliamo d’amore in tutte le sue forme, di vita e di tutto quello che ci si trova in mezzo. A chi ci ispiriamo? Non saprei dirtelo esattamente, siamo la somma di tanti ascolti fatti e che faremo…

 

Qualche guida esterna oppure tutto è farina del vostro sacco?

Tanta farina del nostro sacco, ma abbiamo il sesto membro della band, il nostro produttore – arrangiatore e molto altro – Filippo Manni. C’è lui dietro a molto di quello che abbiamo fatto, riesce ad essere l’elemento di sintesi di tante cose.