MICHELE RABBIA – MARILYN CRISPELL – VINCENT COURTOIS | Shifting Grace

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MICHELE RABBIA - MARILYN CRISPELL - VINCENT COURTOIS
Shifting Grace
Cam Jazz
2006

“By definition, Grace is not a permanent state. On the other hand, one could barely consider it a state, despite what we are led to believe or rather, a breath, sliding, grazing that waits, is sought after and sometimes passes, thank goodness, skimming over what is arranged for us. It is in search of grace, so precious, so light, so fleeting that Michele Rabbia, Vincent Courtois and Marylin Crispell meet. They harmonise the pitch of their hearts and that of their instruments and listen to each other. Two of them, then three, following ever-changing geometries, they call this moment fleeting, in which balance is tested: it is no longer rising, and not yet falling shiftin’ grace”. (Yvan Amar, Radio France)

“Per definizione, la Grazia non è uno stato permanente. D’altro canto, si potrebbe a malapena considerarla uno stato, nonostante quello che siamo portati a credere, o meglio, un respiro, che scivola, che sfiora chi lo attende, è ricercato e a volte passa, grazie al cielo, sfiorando ciò che è predisposto per noi. È alla ricerca della grazia, così preziosa, così leggera, così fugace, che Michele Rabbia, Vincent Courtois e Marylin Crispell si incontrano. Armonizzano l’intonazione dei loro cuori e quella dei loro strumenti e si ascoltano. Due di loro, poi tre, seguendo geometrie sempre mutevoli, chiamano questo momento fugace, in cui l’equilibrio è messo alla prova: non è più in ascesa, e non è ancora in caduta grazia mutevole”. (Yvan Amar, Radio France)

 

Recitano così le note di copertina, scritte da Yvan Amar di Radio France per “Shifting Grace”, album di Michele Rabbia del 2006 per Cam Jazz in trio con Marilyn Crispell e Vincent Courtois.

Ci troviamo quindi nella dimensione della ricerca; il filo conduttore dell’intero album è il tema dell’incontro, ricorrente nei titoli di almeno cinque dei brani, forse proprio a rimarcare l’intento di accomunare le esperienze di ciascuno attraverso l’importanza e la centralità dell’incontro in senso lato.

I tre esploratori si avventurano, forti della loro consolidata esperienza, in territori sconosciuti per trovare sentieri comuni e improvvisare, di volta in volta, nuove soluzioni sostenendosi vicendevolmente e tenendosi sempre e comunque per mano. Non ci aspettiamo, quindi, melodie orecchiabili ed armonie scontate. Lungo il percorso si avanza, talvolta con passi sicuri, in armonia, come in Shifting Grace, il brano che dà il titolo all’album, a volte, come in Liaisons, incorrendo in “inciampi”, in situazioni dissonanti, che i compagni di viaggio devono essere pronti a sostenere ad assecondare. Ma tutto l’insieme fa parte del gioco, delle lande sconfinate dell’improvvisazione, vera e propria essenza del jazz, dove ben poco è concordato e molto è frutto del caso, dell’intesa momentanea, di quello “stato di Grazia” di cui si diceva poco prima; quel momento magico in cui i progetti, che si sono sviluppati autonomamente nella mente di ciascuno, si incontrano, si sovrappongono e si fondono; dove contano l’affiatamento, l’interplay, dove il comune sentire diventa musica che comunica emozioni quasi sempre, per loro natura, irripetibili e replicabili solo nella registrazione dell’attimo.

Michele Rabbia, forte della sua vasta esperienza con i maggiori jazzisti del panorama nazionale ed internazionale e dei prolungati studi presso la Berklee College of Music di Boston, è un compositore e batterista eclettico e raffinato, capace di stimolare, sviluppare ed amalgamare le dinamiche di gruppo facendo leva sulle enormi potenzialità espressive dei suoi colleghi. Come nelle mani di un mago due semplici bacchette diventano “magiche”, ammaliano ed incantano l’ascoltatore col suo tocco delicato e mai sovrastante.

I brani sono talvolta brevissimi, quasi dei camei, ma sempre e comunque intrisi di una complessità quasi incompiuta, che sembra proporre una sensazione, un’impressione, un attimo fuggente, lasciando all’ascoltatore la libertà di cogliere e fare suo quel particolare momento di “Grazia”.

Quasi tutto il carico melodico è affidato alla perizia pianistica della compositrice Marilyn Crispell, in ragione alla sua comprovata esperienza nel campo dell’improvvisazione, la quale condivide la parte armonica con Vincent Courtois, violoncellista jazz di scuola francese, con frequenti scambi e sovrapposizioni di ruolo.

Nel caso di Masque, il brano è declinato in due versioni, una all’inizio dell’album con solo batteria e piano e l’altra, a chiusura, in versione Trio.

In alcuni dei brani sono innestati interventi di elettronica a cura di Courtois e dello stesso Rabbia, come ad esempio in Encounter IV o con la proposizione di suoni non canonici, “rumori” propri della vita quotidiana, come in Fantasia Su Uno Scritto.

 

 

Musicisti:

Marilyn Crispell, piano
Michele Rabbia, drums, percussion, live electronics
Vincent Courtois, cello, electronics

Tracklist:

01. Masque (Rabbia) 6:31
02. Encounter I (Rabbia/Courtois/Crispell) 2:06
03. Figure (Rabbia) 3:00
04. Encounter II (Courtois/Crispell) 2:37
05. Fantasia su uno scritto (Rabbia) 3:28
06. Shifting Grace (Rabbia) 6:57
07. Liaisons (Rabbia) 4:04
08. Encounter III (Rabbia/Courtois/Crispell) 4:42
09. Encounter IV (Rabbia/Courtois) 2:24
10. Encounter V (Courtois/Crispell) 3:53
11. Petit Hommage (Rabbia) 1:01
12. Masque – Trio Version (Rabbia) 7:15

Registrato a Cavalicco (Udine) il 4, 5 dicembre 2005 presso Artesuono Recording Studio Recording & mixing engineer Stefano Amerio