DAVE MURRAY BRAVE NEW WORLD TRIO | Seriana Promethea

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DAVE MURRAY BRAVE NEW WORLD TRIO
Seriana Promethea
Intakt Records
2022

Pathos, sostanza e ritmo. Sostantivi ben incarnati nelle figure di David Murray, Bradley Jones e Hamid Drake, incredibilmente fianco a fianco in questo “Seriana Promethea” ascritto al Brave New World Trio, ultimo tra le miriadi di progetti varati e guidati in oltre quarant’anni di onorata carriera dal magistrale sassofonista e compositore californiano. Almeno in questo caso si deve ringraziare l’ondata pandemica per aver consentito l’incontro (prima su diversi palchi europei e poi finalmente in studio) di tre musicisti di solito fra i più impegnati e giramondo della scena jazzistica internazionale.

 

Andando subito al sodo c’è un punto che è bene chiarire in anticipo: esteticamente e in modo del tutto antitetico rispetto alla ragione sociale (se c’entri anche il noto best-seller di Aldous Huxley non è dato saperlo), il materiale contenuto in “Seriana Promethea” non investiga niente di nuovo, inusuale o singolare.

Cresciuto a pane, impegno e avanguardia, Murray, nel passato, ha già detto il necessario e dimostrato il proprio valore. Nessuno lo può contestare. Negli ultimi vent’anni si è un po’ ammorbidito, ha flirtato con il versante mainstream e coltivato più del necessario (ma con che classe, diciamolo) il fertile orto dei suoni latini e caraibici, ma ad onor del vero non ha mai desistito dalla difesa e salvaguardia (dietro convinzioni anche molto personali) della cultura e delle radici “black” più nobili e avvincenti.

Così, al netto di tutto, “Seriana Promethea” è, sic et simpliciter, un disco di gran buon jazz alla vecchia maniera, notizia questa affatto negativa, vista la personalità e il valore tecnico di un trio che qui ne mantiene sempre alta la qualità senza mai farla scadere nell’ovvio. Murray, in particolare, suona in modo viscerale e diretto, unico come al solito, facendo leva sulla forte presa e cantabilità dei sette brani originali (sugli otto totali) che portano la sua firma.

In gran parte di essi si evince una pregevole osmosi tra jazz e black music, quasi un’ovvia alleanza estetica che tuttavia serve alla causa di un’esperienza d’ascolto fruibile e gradevole, ripagata da belle situazioni free-hard bop (Necktar, Switchin’ In The Kitchen, Am Gone Get Some) intense vibrazioni funk (la pulsante title track) e graffianti carezze in punta di soul (Metouka Sheli e Rainbows For Julia). Dulcis in fundo un’irresistibile rivisitazione di If You Want Me To Stay, hit di Sly Stone che da sola basterebbe a non far più togliere il disco dal vostro lettore.

Infine, riferito già del leader in gran spolvero sia al clarinetto sia al prediletto tenore, resta ovviamente da sottolineare la smagliante prova fornita in questo contesto da Jones e Drake, coppia ritmica impeccabile tanto sul versante del reciproco ascolto quanto su quello delle sortite individuali messe loro frequentemente a disposizione nel repertorio di un album certo non imprescindibile ma comunque notevole.

Voto: 7/10
Genere: Modern Jazz /Black Music / Funk

Musicisti:

David Murray – tenor sax, bass clarinet
Bradley Jones – double bass
Hamid Drake – drums

Tracklist:

01. Seriana Promethea
02. Necktar
03. Metouka Sheli (Ballad For Adrienne)
04. Rainbows For Julia
05. Switchin’ In The Kitchen
06. Anita et Annita
07. If You Want Me To Stay
08. Am Gone Get Some

Links:

Intakt Records