SYLVIE  COURVOISIER  TRIO | Free Hoops

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SYLVIE  COURVOISIER  TRIO
Free Hoop
Intakt  records  CD 351
2020

Registriamo già diverse incarnazioni dell’attività in trio della pianista elvetica Sylvie Courvoisier  che, per quanto attiene ad una più “canonica” espressione in jazz, si riconferma nella line-up medesima del precedente “D’Agala” (2018) e più a ritroso dell’apprezzato “Double Windsor” (Tzadik, 2014), ritenendo di diverso orientamento formale la triplice associazione sonora espressa nel cameristico e astratto “Abaton” (ECM, 2003) con il violoncellista Erik Friedlander ed il violinista consorte e ricorrente partner Mark Feldman.

Esordendo con notevole plastica e propulsione sonora nell’increspata ed eponima Free Hoops, il trio guadagna in poche mosse animazione e corpo, fissando una scultorea fisionomia per un’interazione a tre d’intenso legante, connotazione peraltro sancita dalla sequenza delle stanze sonore.

Ondivaga ed obliqua dimensione danzante in Lulu Dance, carattere più apertamente free pur se di notevole strutturazione in Just Twisted, che dopo un fluido intro guadagna spiccato impianto ritmico: dedicato a John Zorn, figura altamente ispirativa nell’esortare la pianista alla costituzione di un trio proprio, il brano non casualmente reca alcuni eccentrici caratteri ascrivibili al vulcanico autore ‘avant’.

Astrattezza e libertà caratterizzano Requiem d’un songe, su cui spiccano gli iterativi richiami e i gemmanti segni di cristallo della tastiera di Courvoisier, nonché la plastica fibra lignea del contrabbasso di Gress; forte tessitura discorsiva in As We Are, quindi vaghezza e sottile mistero nell’incedere felpato e nell’espressione guizzante di Birdies of Paradise, infittito da brevi quanto suggestive onomatopee, trasfigurando in forma di dedica la nota passione ornitologica del bassista.

Veemente dimensione teatrante e ripartizione scenica di ruolo nella solida vena rappresentativa dall’incedere marcato, ma frenato e non-lineare, di Galore (che prende ad oggetto l’interesse per gli “scomodi groove lenti” da parte della pianista), rilevando ad epilogo un catartico allentamento delle tensioni nella conclusiva Highway 1, espressa per contrasto di volumi e controllato effettismo entro un impianto chiaroscurale.

Come nel precedente album, Courvoisier torna alle dediche a completamento dei titoli: già ossequiosa verso grandi consorelle e confratelli (le storiche pianiste Geri Allen e Irène Schweizer, i non meno iconici Ornette Coleman o John Abercrombie), nel presente caso il raggio delle attenzioni punta verso i più vicini sodali e le figure familiari, ispiratorie su materiali preparati con tangibile assimilazione delle dinamiche del piano-trio, di queste elaborandone i più canonici rudimenti così come gli orientamenti strutturalmente più aggiornati, quando non francamente eversivi.

Qui ancora coadiuvata con eccellenza dalla piena sintonia dei partecipanti ruoli ritmici, tali la sferzante agilità del drum-set di Kenny Wollesen (che vi importa anche la chincaglieria sonante delle ‘wollesonics’) e la pennellata di forte tratto e la cementante dinamica a quattro corde dello sperimentato Drew Gress, l’ormai affermata pianista elvetica, formatasi tra vedute Euro-free quanto fortemente esposta nella più nuova scena downtown newyorkese, sembra da gran tempo essersi affrancata da quella velatura di credibilità e prestigio indotta dalla riconoscibile (quantunque edificante) formazione post-accademica, funzionalmente integrata dalla diversificata presa di rischio con cui già in alcune decadi si è investita nella grande estensione delle eterogenee partnership, ed i relativi correlati delle espressioni concertistiche e della consistente discografia.

 

Album d’importante ripresa sonora e graziato da non pochi atouts da spendere e sviluppare entro una dimensione da palcoscenico, “Free Hoops” è con poche sorprese lavoro a consolidamento d’immagine e personalità di un’organica realtà trigona che, se nel presente caso non sembra puntare ad impartire lezione alcuna, nondimeno dichiara l’aspirazione ad una posizione ulteriormente auto-affermativa, forte del palese carico in forma di musicalità colta e veracemente curiosa, che trova alcuni dei suoi caratteristici tratti nell’ampiezza del respiro musicale e in un credibile istinto per la sorpresa.

 

Musicisti:

Sylvie  Courvoisier: pianoforte, composizioni
Kenny  Wollesen: batteria, wollesonics
Drew  Gress: contrabbasso

Tracklist:

01. Free Hoops 4:11
02. Lulu Dance 6:43
03. Just Twisted 4:10
04. Requiem d’un songe 7:34
05. As We Are 5:08
06. Birdies of Paradise 5:07
07. Galore 7:27
08. Nicotine Sarcoline 4:21
09. Highway 1 9:03

Link:

Sylvie Courvoisier