Victor Kuleshov e Eugene Skovorodnikov a Villa Guariglia – Vietri Sul Mare (SA), 4 agosto 2010

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Il canto trascritto

Mercoledì 4 agosto, alle ore 21,  il violino di Victor Kuleshov incontrerà il pianoforte di Eugene Skovorodnikov, per la XIII edizione dei Concerti d’Estate a Villa Guariglia



Mercoledì 4 agosto, la XIII edizione dei Concerti di Villa Guariglia, organizzata dal Cta di Vietri Sul Mare con il contributo della Provincia di Salerno, del Centro Studi Salernitani “Raffaele Guariglia”, del Comune di Vietri sul Mare, della Regione Campania-Assessorato Agricoltura, della Camera di Commercio di Salerno, della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, dell’Ept di Salerno ed il patrocinio della Coldiretti e dell’Enoteca Provinciale di Salerno e del  Conservatorio Statale di Musica di Salerno, ospiterà alle ore 21 (ingresso gratuito), il duo costituito da Victor Kuleshov al violino ed Eugene Skovorodnikov al pianoforte, proposto dalla sezione classica diretta da Francesco Nicolosi.

Il programma verrà inaugurato dalla Sonata in Mi minore KV.304 composta da Wolfgang Amadeus Mozart nel 1778. L’opera nasce nei disperati giorni della malattia e della morte della madre, evento che traspare nella prosciugata melanconia del primo tempo, sostenuto, nello sviluppo, dalla delicata ma inflessibile trama del contrappunto e ancor più nel disorientamento struggente del Minuetto. Riconosciuta come capolavoro sotto il profilo stilistico ed emotivo, questa pagina rimane il simbolo dell’accoramento romantico, quasi schubertiano, di questi mesi. Un balzo nel novecento con colui il quale è considerato il più importante compositore russo dopo  Shostakovich, Alfred Schnittke. Prolifico compositore di partiture per l’industria cinematografica sovietica, è un vario materiale tematico di colonne sonore che costituisce la base di questa “Suite in the Old style”  un affascinante pastiche con elementi neoclassici, composta nel 1972.  La Pastorale e il Ballet sono tratte da un film commedia sulle avventure amorose di un dentista, mentre la pantomima e il minuetto sono musiche tratte da un film d’animazione per bambini film. La fuga proviene da un documentario sulla doppia vita di uno sportivo (“Sport, Sport, Sport”).

La seconda parte della serata sarà interamente dedicata alla Sonata n  3 in Re minore, op.108, composta da Johannes Brahms tra il 1886 e il 1888. L’opera che giunse dopo la “piovosa” op.78 e la “primaverile” op.100 (un gioco di parole di Evans), è l’unica sonata ad essere strutturata in quattro movimenti, oltretutto di proporzioni quasi sinfoniche. Sebbene Brahms fosse maniaco nell’elaborare, nel ritoccare, limare, scavare, questo lavoro si presenta come uno dei più immediati ed istintivi: una Sonata tersa, sintetica, diretta emotivamente. Tra l’altro fu una partitura galeotta, che legò ancor più Clara Schumann a Brahms. Infatti, non appena completata, l’autore ne inviò una copia all’amica, da sempre infallibile e affettuosa consigliera. “Se non ti piace quando la proverai, – si leggeva nel biglietto d’accompagnamento, – non farla nemmeno ascoltare a Joachim, rimandamela subito indietro”. Clara, afflitta da un’impietosa artrite, non era più in grado di eseguirla (gliela fecero ascoltare la figlia Elise e l’amico Koning), ma non ebbe dubbi sull’importanza del lavoro. “Ancora una volta ci hai offerto un regalo meraviglioso. Più di ogni altro, ho amato il terzo movimento”. La tempra e la natura dell’op.108 sono differenti da quelle della altre tre sonate per violino: è passato il tempo delle passioni, tempestose o affettuose che fossero, dell’immensità tematica, del lirismo estroverso. Nasce una Sonata viva, ricca, brillante e romantica, ma senza forzatura alcuna, senza alcuna esagerazione: un’opera in cui ogni elemento è saldamente tenuto sotto controllo, dispiegante un’appassionata veemenza, un abbagliante splendore, una ricchezza di suono, una drammatica forza di pathos, tutto focose impennate e languidi abbandoni, con una contagiosa capacità di esultare.