SILVIA CONTI | Un richiamo blues ne “L’incrocio del Diavolo”

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Un nuovo singolo dal titolo “L’incrocio del Diavolo” che mette in chiaro subito le coordinate per orientarci. Incrocio… Diavolo… come non richiamare il mito di Robert Johnson e come non aspettarsi un mood ispirato al buon vecchio blues. Torna in scena Silvia Conti con questo primo brano pubblicato ancora dalla RadiciMusic di Firenze, primo passaggio di una lunga serie di inediti attualmente in via di definizione che daranno vita, si spera, ad un nuovo disco di inediti. Dunque, le attese “blues” sono ampiamente accolte e celebrate: un brano “alla vecchia maniera”, sia per com’è concepita la forma, sia per il modo di viverlo e di cantarcelo. E dal video ufficiale arriva anche quella leggerezza e quella semplicità narrativa che probabilmente l’impegno sociale (in tutte le sue derive) del “pop” e della canzone indie ci ha fatto perdere di vista.

 

 

 

Siamo sempre affascinati e curiosi circa la produzione di un disco. Per questo ricamo blues cosa avete usato di particolare?

Abbiamo usato il buon vecchio metodo di “buona la prima”! Le tracce sono praticamente quelle del provino, volevamo una cosa frizzante, spontanea, naturale e sporca, esattamente come immaginavamo fossero i luoghi del fatidico incrocio.

 

E i suoni come avete scelto di riprenderli? Avete usato qualche tecnica particolare, qualche ricetta specifica… oppure niente di tutto questo?

Come ti ho detto sono quasi tutte tracce del provino. Lo abbiamo realizzato Bob Mangione, Tiziano Mazzoni e io, semplicemente armonica, chitarra e voce. E’ stata poi la magia di Gianfilippo Boni e degli altri fantastici musicisti a fare il resto, tutto sempre alla prima, di getto. E’ stato davvero bello.

 

Forse mi sarei aspettato un suono più ruvido e “live” e invece sento una definizione molto precisa sui contorni. Una mia impressione sbagliata?

Non so che dirti, le impressioni sono soggettive e quindi non sono mai giuste o sbagliate. Io credo che siamo riusciti a creare il suono che volevamo, in cui si percepissero le origini del blues e la complessa armonia che si crea tra i musicisti quando suonano insieme. Ci credo, io sento tutto questo.

 

Questo tuo nuovo singolo sembra una dichiarazione d’intenti… di vita o di arte?

Ti sembra bene, perché lo è. E lo è di entrambe le cose poiché io non vivo come una separazione le due, chiamiamole così, possibilità. La mia musica, le mie canzoni esprimono la mia vita, le mie emozioni e le mie esperienze. Tutto questo nuovo disco ne sarà colmo, molto più del precedente; sarà come scavare più a fondo dentro di me.

 

L’elettronica, alla fin della fiera? Quanto ti servirà per il futuro?

L’elettronica serve sempre ed è divertente e interessante. Ci sarà anche quella nel nuovo disco. Mi piace percorrere sentieri nuovi, mi piace mescolare, contaminare, unire e confondere. E in questo la musica è Dio.