SAPRI JAZZ WAVES 2024 | Elisabetta Serio 4et S.G. Ste

Sapri Jazz Waves 2024 – XIV edizione

4 Agosto 2024
Area spettacoli
Lungomare di Sapri (SA)

“Delicata, sinuosa, avvolgente. Questi gli aggettivi per descrivere la musica e la personalità artistica di Elisabetta Serio.”
Sul palco ad accompagnarla anche l’attesa guest, Ste. La giovane cantante partenopea di origini nigeriane è tra le più promettenti della scena emergente. L’incontro musicale tra le due artiste è avvenuto in occasione del concerto “Le Vesuviane” tenutosi la scorsa estate presso l’Arena Flegrea, nel quale la Serio era anche Direttore d’orchestra.
A completare la formazione il sassofonista napoletano Luigi Di Nunzio, la batterista Elisabetta Saviano e la contrabbassista Federica Michisanti vincitrice del “Top Jazz 2023” in ben tre categorie: musicista, disco e formazione dell’anno.
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Elisabetta Serio Quartet – Special Guest Ste

Elisabetta Serio, Piano
Luigi Di Nunzio, Sax
Federica Michisanti, Double Bass
Elisabetta Saviano, Drums
Ste, Voce

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Maurizio Spennato
In principio furono un mangiadischi e un registratore a nastro, con cui “rubare” la musica, che all’epoca non era a portata di orecchio come oggi, dalla TV, dalla radio e, dai dischi prestati da amici, parenti, compagni e, in seguito, colleghi e conoscenti. Quando sentii “Il Primo Giorno di Primavera”, dei Dik Dik (sull’onda stilistica di “A Whiter Shade Of Pale”, dei Procol Harum, a sua volta ispirata alla progressione armonica dell’Aria Sulla IV Corda, di J. S. Bach) da una ”band” di periferia, mi folgorò il suono dell’Hammond, che mi spinse ad iscrivermi ad una scuola di musica. Oltre ai fondamenti della musica, conobbi e familiarizzai con organo, pianoforte e tantissimi strumenti musicali di cui non avevo idea (e, tra differenze e similitudini, mi innamorai di ciascuno di essi), con la Canzone Napoletana classica ma anche con quella moderna, di Renato Carosone, e con le riletture di Peppino Di Capri e di Fred Bongusto. Quando scoprii di avere un discreto orecchio musicale, abbandonai lo studio e mi buttai nei primi complessini di ragazzi. Finita questa stagione, rimase l’ascolto dei dischi e della musica in generale dove imparavo ad apprezzare le differenze delle contaminazioni tra generi e le influenze della Bossa Nova, del Blues, del Jazz e del Rock sulla musica Pop. Da allora non ho mai smesso di raccogliere musica - in una collezione di oltre 2000 dischi – di ascoltarla, “osservarla” e “studiarla” criticamente e di descriverla, documentarla e trasmetterne, anche visivamente attraverso la fotografia, tutte le emozioni che riesco a coglierne nei concerti “live” che ho l’opportunità di seguire.