MARIO ROSINI TRIO a Sapri per ISPANI JAZZ 2025

Ispani Jazz 2025 - Mario Rosini Trio - 12 settembre 2025 - Parco della Trovatella - Sapri (Sa)

Ispani Jazz 2025

Mario Rosini Trio

12 settembre 2025
Parco della Trovatella
Sapri (SA)

Mario Rosini col suo trio ha incantato il pubblico dei suoi affezionati estimatori con un’ampia carrellata dei suoi successi, dai più famosi ai più recenti, e da brani di altri autori molto noti e graditi dagli appassionati.

Lo spettacolo di è tenuto il 12 settembre, in una calda serata di fine estate nella cornice del Parco della Trovatella di Sapri, luogo intriso di storia, di fede e di tradizioni e affetto popolari immerso nel Parco Nazionale del Cilento.

Le doti del Rosini “intrattenitore”, al contempo pianista e cantante, sono state imprescindibilmente supportate dalla base armonica e ritmica fornita da Paolo Romano al basso e Carlo Caligiuri alla batteria e percussioni.

Un altro colpo formidabile messo a segno dalla tenace e pervicace passione per la musica di classe del “patron” Giovanni Riccardi nell’ambito delle iniziative annualmente programmate per Ispani Jazz 2025.

Mario Rosini Trio

Mario Rosini – Voice, Piano
Paolo Romano – Bass
Carlo Caligiuri – Drums

 

 

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Maurizio Spennato
In principio furono un mangiadischi e un registratore a nastro, con cui “rubare” la musica, che all’epoca non era a portata di orecchio come oggi, dalla TV, dalla radio e, dai dischi prestati da amici, parenti, compagni e, in seguito, colleghi e conoscenti. Quando sentii “Il Primo Giorno di Primavera”, dei Dik Dik (sull’onda stilistica di “A Whiter Shade Of Pale”, dei Procol Harum, a sua volta ispirata alla progressione armonica dell’Aria Sulla IV Corda, di J. S. Bach) da una ”band” di periferia, mi folgorò il suono dell’Hammond, che mi spinse ad iscrivermi ad una scuola di musica. Oltre ai fondamenti della musica, conobbi e familiarizzai con organo, pianoforte e tantissimi strumenti musicali di cui non avevo idea (e, tra differenze e similitudini, mi innamorai di ciascuno di essi), con la Canzone Napoletana classica ma anche con quella moderna, di Renato Carosone, e con le riletture di Peppino Di Capri e di Fred Bongusto. Quando scoprii di avere un discreto orecchio musicale, abbandonai lo studio e mi buttai nei primi complessini di ragazzi. Finita questa stagione, rimase l’ascolto dei dischi e della musica in generale dove imparavo ad apprezzare le differenze delle contaminazioni tra generi e le influenze della Bossa Nova, del Blues, del Jazz e del Rock sulla musica Pop. Da allora non ho mai smesso di raccogliere musica - in una collezione di oltre 2000 dischi – di ascoltarla, “osservarla” e “studiarla” criticamente e di descriverla, documentarla e trasmetterne, anche visivamente attraverso la fotografia, tutte le emozioni che riesco a coglierne nei concerti “live” che ho l’opportunità di seguire.