VITTORIO CUCULO QUARTET incontra i Sassofoni della Filarmonica Sabina “Foronovana” | Ensemble

Perché un così grande nome, consolidata icona e “padre” di una considerevole pagina del jazz Italiano, decide di scendere in campo al fianco di un giovane saxofonista e del suo gruppo?

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VITTORIO CUCULO QUARTET incontra i Sassofoni della Filarmonica Sabina “Foronovana”
Ensemble
WOW RECORDS
2021

Non capita spesso di incontrare un musicista che, superando le normali competenze dell’ottimo professore che padroneggia con disinvoltura la tecnica del proprio strumento, riesca a farlo parlare, a dargli un’anima. E’ questa una delle caratteristiche che contraddistinguono i “grandi”, quegli artisti che hanno un “quid” in più, quel qualcosa di indefinibile, normalmente detto “talento”, capace di trasmettere particolari emozioni al proprio ascoltatore.

Non credo di esagerare affermando che è proprio questo il caso di Vittorio Cuculo, saxofonista alto e soprano che ha recentemente pubblicato Ensemble, il suo nuovo disco dal titolo non casuale e quanto mai appropriato, perché nella pratica, com’è scritto nel sottotitolo del disco,  il Vittorio Cuculo Quartet Incontra i Sassofoni della Filarmonica Sabina “Foronovana”.

Andiamo dunque a chiarire un aspetto per volta.

Il disco è formato da una raccolta di brani, che per la maggior parte, con l’eccezione di Brava, del Maestro  Bruno Canfora, e di un altro paio di brani composti da Roberto Spadoni, sono classici del jazz rivenienti dalla prolifica produzione dei grandi “maestri”, Charlie Parker, Errol Garner, Duke Ellington, Thelonius Monk, ecc.

E’ quindi evidente l’intenzione di Vittorio Cuculo di confrontarsi in questo disco con il bebop delle grandi scuole jazzistiche internazionali sebbene seguendo degli arrangiamenti nuovi, firmati da Riccardo Nebbiosi, Mario Corvini, Roberto Spadoni e Massimo Valentini, gradevoli per freschezza e originalità ma sempre sobri e rispettosi degli intenti iniziali degli autori.

Il pianista Danilo Blaiotta e il contrabbassista Enrico Mianulli, sono i due giovali talentuosi, almeno quanto il titolare Cuculo – e come poteva essere diversamente? – che partecipano alla formazione del quartetto, completato e consacrato dalla partecipazione di un mito, un vero e proprio pezzo di storia del jazz italiano, il grande batterista Gegè Munari.

Al nucleo portante del quartetto così formato, si affiancano con un significativo apporto il complesso di fiati I Sassofoni della Filarmonica Sabina “Foronovana”, la bravissima cantante Lucia Filaci, nell’impegnativo ruolo di interpretare Brava, che fu già un cavallo di battaglia di Mina, l’ottimo percussionista Dimitri Fabrizi alla marimba nel brano Misty, e il contributo del chitarrista Roberto Spadoni, in veste di autore, arrangiatore e chitarrista.

La certificazione di questo progetto è dato dall’inanellamento della catena di referenze che lo contraddistingue nel suo complesso.

È infatti del tutto superfluo elencare i meriti artistici del grande batterista napoletano Gegè Munari, la grandissima qualità delle collaborazioni e l’innumerevole quantità dei nomi più altisonanti del jazz nazionale e internazionale con cui ha avuto contatti artistici e percorso la sua brillantissima carriera.

Ora, siccome dall’ascolto si evince con chiarezza quali sono i riferimenti artistici di Vittorio Cuculo e, del resto, sarebbe quasi tedioso elencare tutti riconoscimenti di studio, i premi e le collaborazioni che ha collezionato nella sua ancor breve, ma intensa e prospetticamente lunga, carriera appare sicuramente più semplice darsi risposta a una semplice domanda: «Come mai un grande nome come Gegè Munari, consolidata icona e “padre” di una considerevole pagina del jazz Italiano, avrebbe deciso di scendere in campo al fianco di un giovane saxofonista e del suo gruppo?».
L’ovvia risposta è che, dall’alto della sua esperienza, ha saputo subito intuire di aver trovato un musicista che si sposava completamente col suo “groove” innato, di aver incontrato un nuovo talento, di quelli che non capita tutti i giorni di scoprire e apprezzare, il quale, per il momento, ha solo iniziato a far parlare di sé.

Non è infine secondario leggere le note di copertina del disco, firmate Stefano Di Battista, Paolo Fresu ed Eugenio Rubei, per convincersi della stima che il giovane Cuculo gode già nell’ambiente del jazz e tra i suoi colleghi più blasonati.

Sono proprio questi “certificati di garanzia” la migliore promozione per tutto l’Ensemble di Vittorio Cuculo.

Musicisti:

Vittorio Cuculo, Sax Alto e Soprano
Danilo Blaiotta, Piano
Enrico Mianulli, Contrabbasso
“The Legend” Gegè Munari, Batteria
Lucia Filaci, Voce in Brava
Roberto Spadoni, Chitarra
Dimitri Fabrizi, Marimba

I Sassofoni della Filarmonica Sabina “Foronovana”:
Lorenzo Abati, Simone Bellagamba, Diego Bettazzi, Riccardo Bussetti, Leonardo Crescimbeni, Giulia De Mico, Francesco Desideri, Francesco Dominicis, Andrea Leonardi, Alessio Micheli, Riccardo Nebbiosi, Andrea Piccione

Tracklist:

1 – Io Non Ridevo (di Roberto Spadoni)
2 – Donna Lee – (di Charlie Parker, arrangiamento di Riccardo Nebbiosi)
3 – Misty – (di Errol Garner, arrangiamento di Riccardo Nebbiosi)
4 – Brava – (di Bruno Canfora, arrangiamento di Riccardo Nebbiosi)
5 – My Funny Valentine (di Richards Rodgers, Lorenz Hart, arrangiamento di Massimo Valentini)
6 – Fuga di Notizie (di Roberto Spadoni)
7 – Caravan (di Juan Tizol, Duke Ellington, arrangiamento di Mario Corvini)
8 – Bye-Ya (di Thelonious Monk, arrangiamento di Roberto Spadoni)
9 – My Funny Valentine (di Richards Rodgers, Lorenz Hart, arrangiamento di Massimo Valentini)

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