DIEGO BETTAZZI | Alternate Dream

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DIEGO BETTAZZI
Alternate Dream
Wow Records
2023

E’ caratteristica comune tra gli artisti la dicotomia tra il sogno e la realtà, tra la necessità di essere solidi e concreti e il bisogno di sognare e sentirsi “liquidi”.

 

La copertina di Alternate Dream esordisce con una citazione di Arthur Schopenhauer, che dice più o meno così: “Realtà e sogno sono pagine di uno stesso libro. Leggerle in ordine è vivere, esplorarle a caso è sognare”.

Concetto che fa il pari con La Vida Es Sueño – “… toda la vida es sueño, y los sueños, sueños son…” –  di Pedro Calderòn de la Barca

Sono state quindi proprio questo tipo di considerazioni a guidare le composizioni di Diego Andrea Bettazzi che esordisce, con questo suo nuovo “concept album”, sognando una città immaginaria e disegnandola con la sua musica in cui è costantemente presente il riferimento ai grandi maestri del jazz moderno, in particolar modo quelli precursori del suo strumento.

I brani dell’album sono infatti tutti composti dal “band leader” Diego Bettazzi, saxophonista alto e soprano, titolare di un efficacissimo quartetto – formato dal pianista Lewis Saccocci, dal contrabbassista Alessandro Bintzios e dal batterista Cesare Mangiocavallo – in cui è evidentissimo l’interplay, il senso dell’afflato profondo e consolidato che aleggia tra i componenti della band.

Il viaggio immaginato dall’autore si presenta, tutt’altro che idilliaco, piuttosto concretamente drammatico nei suoi aspetti e nelle sue prospettive; i toni della musica sono spesso duri e il filo conduttore che descrive le atmosfere e le sensazioni incontrate nel percorso risulta nel complesso drammatico, a tratti contorto e cupo.

La ritmica del jazz proposto in Alternate Dream è invece improntata al dinamismo, a partire da Rem Phase, quella che avvia il vero e proprio turbinio dei sogni, dov’è ottimamente rappresentata in musica la particolare inquietudine dei globi oculari che caratterizza quella specifica fase del sonno; Bettazzi concede infatti molto alle dissonanze e ai tempi sincopati, i fraseggi sono tutt’altro che scontati ma piuttosto variamente articolati con l’effetto di mantenere alta la “tensione” dell’ascoltatore.

Nei brani intermedi si alternano tutti i diversi scenari che – come spesso avviene nei sogni – si susseguono senza essere necessariamente legati da un preciso filo logico, Camel Ride è una sorta di viaggio nel deserto col suo stile vagamente arabeggiante, Rough Road rappresenta un difficile passaggio su una strada insidiosa, Football Arena, col suo swing, evoca l’alternarsi del possesso palla nella danza dei calciatori, e così via fino a Hope’s House, l’ultimo brano dell’album nel quale si può ritrovare l’esiguo spazio concesso all’armonia e alla “distensione”.

In quest’ottima prova Diego Bettazzi riesce, sia nella composizione che nell’esecuzione della sua musica, nell’esercizio di trasmettere perfettamente all’ascoltatore, in un misto di lirismo drammatico e inquietudine, tutte le profonde emozioni oniriche che ha inteso riversare sull’intero lavoro.

 

Genere: Contemporary Jazz, Swing

Musicisti:

Diego Bettazzi, Alto & Soprano Sax
Lewis Saccocci, Piano & Fender Rodes
Alessandro Bintzios, Double Bass
Cesare Mangiocavallo, Drums

 

Tracklist:

01. Rem Phase
02. Camel Ride
03. Rough Road
04. Fear
05. Foosball Arena
06. Wrong Way
07. Big Lex’s House
08. Bad Luck Park
09. Hope’s House