“Chi l’avrebbe mai detto!” di Lemò – Una raffinata ode al cantautorato italiano

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L’ultimo lavoro di Lemò, intitolato “Chi l’avrebbe mai detto!”, si presenta come un tributo appassionato al meglio del cantautorato italiano. L’album, composto da undici brani, è il risultato di un’esperienza di ascolto sin dalla giovinezza, improntata su figure iconiche come Dalla, De André, De Gregori e, più recentemente, Capossella e Testa.

La registrazione dell’album è stata realizzata tra la Puglia e Roma, dando vita a un connubio geografico che si riflette nella ricchezza e varietà delle influenze musicali. Lemò si fa affiancare da un cast di musicisti eccezionali, tra cui spiccano nomi come Martino De Cesare e Giancarlo Bianchetti alle chitarre, Vincenzo Abbracciante alla fisarmonica, Gabriele Mirabassi al clarinetto, Ferruccio Spinetti al contrabbasso, Giovanni Astorino al violoncello, Antonio Vinci al pianoforte ed Hammond, e Pierpaolo Giandomenico al basso elettrico. La direzione musicale è affidata a Francesco Lomagistro, esperto batterista e percussionista. 

Benvenuto, Lemó. Cominciamo parlando del tuo nuovo album, “Chi l’avrebbe mai detto!”. Puoi raccontarci cosa ti ha ispirato a creare questo disco?

Grazie. Mi ha ispirato la voglia di far uscire dal cassetto nel quale le avevo relegate una serie di storie che avevano preso la forma di canzoni, e che alla fine hanno avuto la meglio sulla mia ritrosia caratteriale.

Il titolo dell’album, “Chi l’avrebbe mai detto!”, sembra sottolineare una sorta di sorpresa o incredulità. Puoi spiegarci il significato dietro questa scelta?

E’ esattamente questo. Con un po’ di autoironia gioco con il mio stesso stupore per esser riuscito a realizzare questo disco.

Qual è il messaggio chiave che speri di trasmettere con questo album?

Parlo di storie il cui filo conduttore è l’amore in tutte le sue declinazioni, in alcuni casi appagato, in altri, purtroppo, vilipeso.

Il disco è stato registrato tra la Puglia e Roma. Come ha influenzato la tua musica la scelta di queste location?

Sono pugliese d’origine, ma ho trascorso a Roma quasi sei anni della mia vita. La considero una seconda casa, che mi ha fatto crescere tantissimo. E così è stato per il disco. Abbiamo cominciato le registrazioni in Puglia, poi la trasferta romana, con una seconda formazione, credo abbia ulteriormente impreziosito il nostro lavoro.

Nel corso della tua carriera musicale, quali sono stati gli artisti che ti hanno ispirato maggiormente e come si riflettono nelle tue canzoni?

Non riesco ad essere riduttivo sul punto, limitandomi ad un paio di nomi: sicuramente De André, Dalla, De Gregori, Pino Daniele, Vinicio Capossela e Gianmaria Testa. A ciascuno di loro ho rubato impunemente storie e sonorità.

Grazie ancora, Lemó. In bocca al lupo per il successo del tuo album e per tutti i progetti futuri.

Crepi il lupo. Grazie davvero!