CHES SMITH | Interpret It well

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CHES SMITH
Interpret It well
Pyroclastic records RR19
2022

Premesse già partenti da una formazione insolita: era nelle intenzioni del leader Ches Smith di triangolare il proprio drum-set (nonché il suo strumento a lamine) con la tastiera acustica di Craig Taborn e la viola di Mat Maneri, per rendere il tutto la propria “band di strada” – ed il rodaggio d’insieme si consolidava almeno nell’esperienza discografica “The Bell” (ECM, 2016) nonché un intensivo tour tra le due sponde dell’Atlantico.

L’avvento di Bill Frisell, inizialmente quale uditore, condusse ad un suo coinvolgimento attivo (e ‘naturale’) entro le fila del combo, maturando così un progetto che trovò un favore inatteso nell’emergenza della corrente pandemia: ennesima ricaduta del grave fenomeno di primo decennio 2020, almeno in questo caso contrappose allo stop delle attività di palco individuali la disponibilità di tutti a ritrovarsi almeno in sala d’incisione.

La presente sequenza si apre con la breve Trapped, dalla strutturazione in apparenza limpida e schematica ma recante caratteri progressivamente misteriosi ed oscuri; all’insegna della capricciosa arguzia sembra enunciarsi l’eponima e ben intessuta Interpret it well, vivida nell’intro quanto drammatica e criptica nello sviluppo, aprendo una successione di passaggi consistenti per estensione ma soprattutto per spiccato carattere.

Ambizioso già nel titolo, Mixed Metaphor esordisce nelle fattezze di una sensibile ballad, in buona parte per lunghe note di chitarra e sottili fraseggi di vibrafono e piano, mutando di poco nelle atmosfere oniriche della parte centrale, quindi inspessendo il tratto con una conclusione di cadenzato vigore.

Tra i più corposi tours de force dell’abum, Clear Major è introdotto dal vibrante pianismo di Craig Taborn e dallo sferzante drumming del titolare, incorporando le note ‘sporche’ di Mat Maneri e le figurazioni rade e sottili di Bill Frisell, il tutto proteso verso una corrente d’instabilità e nella cangiante fisionomia del brano, che può intendersi come paradigmatica dello spirito del lavoro, di cui un diverso volto è fornito dall’apparentemente più ‘composto’ I need more, d’impianto fusion nella ritmica ma fortemente segnato da dissonanze nei passaggi solistici. Concisa come l’introduttiva Trapped, la conclusiva Deppart ne inverte nel titolo l’ordine grafico e ne rivolta nella sostanza lo spirito, conducendo all’epilogo entro un carattere nebuloso ed aspro.

A conclusione della session, si afferma di aver “improvvisato con spirito compositivo” (citando le introduttive parole di Smith) “impiegando spazio, lirismo, suono, densità, rumore e aggressività, a seconda del momento, abbiamo creato transizioni al volo, infondendo in ogni ripresa un’emozione idiosincratica e un arco narrativo.

Questo album è il risultato di quella chimica cruciale: quattro individui che interagiscono con la musica e tra loro, in buona fede. In effetti, “Interpret It Well” potrebbe essere il credo non enunciato della band”.

Fatta salva la connotazione programmatica della sequenza, così come l’ampio spirito di libertà, inviteremmo a non fissarsi sugli stilemi individuali delle personalità in gioco nel corso dell’ascolto (che ne è comunque ed intuitivamente disseminato): gli istinti creativi dei singoli palesano d’aver compreso la superiore finalità del convergere verso l’edificazione dinamica di un sound meta-solistico, investendosi entro un catturante playfield sapientemente agito da assortiti spiriti sovversivi.

Genere: Contemporary jazz, free jazz

Musicisti:

Craig Taborn, pianoforte
Mat Maneri, viola
Bill Frisell, chitarra elettrica
Ches Smith, batteria, vibrafono

Tracklist:

01. Trapped 2.27
02. Interpret It Well 13.38
03. Mixed Metaphor 16.26
04. Morbid 7.19
05. Clear Major 15.29
06. I Need More 11.41
07. Deppart 2.35

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