BLACK CAT CLUB: Allan Holdsworth, tecnica ed emozioni

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Che meraviglia vedere all’interno del Black Cat, “luogo simbolo” per cio’ che concerne la musica dal vivo in provincia di Caserta, una moltitudine variopinta di estimatori, una mescolanza organica tra coloro che lo seguono fin dagli esordi, datati primi anni Settanta, e le nuove “leve chitarristiche” che vedono in lui un grande riferimento, l’innovatore della dimensione fusion, tutti accorsi per assistere alla travolgente performance di Allan Holdsworth, un evento clou reso possibile grazie alla impeccabile organizzazione del Centro Chitarre di Cristiano Ceruti con la collaborazione di Ciro Manna e l’Associazione Faremusica.

Nato a Bradford, una cittadina nel West Yorkshire, Allan Holdsworth, riconosciuto dalla critica come uno dei grandi esponenti del genere jazz fusion, soprattutto per il contributo dato alla ricerca sperimentale e alla ideazione di nuove soluzioni tecniche, inizia la sua carriera nel progressive rock, prima con i “Tempest” e poi nei “Soft Machine”, quindi riceve la chiamata del batterista Tony Williams che lo vuole nei suoi “Tony Williams New Lifetime”. La svolta cruciale avviene negli anni ’80, avvalendosi della collaborazione di Gary Husband, Jack Bruce, Jimmy Johnson, Alan Pasqua e Chad Wackerman da’ alla luce perle discografiche come “I.O.U.”, “Metal Fatigue” e “Atavachron” nei quali il suo stile jazz rock assume una connotazione unica e di pregio. Nei suoi lavori spiccano pulizia di suono, cerebrali costruzioni armoniche e melodiche e una tecnica esecutiva, che vede nell’ utilizzo unico del legato e nell’importante estensione della mano sinistra i suoi punti di forza. Nei suoi soli, oltre ad un impressionante equilibrio tra espressione e virtuosismo, e’ forte la grande influenza di John Coltrane, la sua “musa ispiratrice”. Con lui sul palco Ernst Tibbs, membro della band di Phil Upchurch, al basso elettrico e il compagno di avventure soniche Chad Wackerman alla batteria, per sette anni il batterista di Frank Zappa, che vanta nel suo curriculum partecipazioni  con Steve Vai, Andy Summers, Albert Lee, James Taylor e membro del The World Drummers Ensemble.

Il repertorio proposto e’ la sintesi del continuo esperire musicale, dove le addizioni stilistiche contaminandosi lasciano liberta’ di intenti alla band, dosando le quote tecniche senza mai spegnere il fuoco emozionale, evitando cosi’ di scadere in una ridondanza scevra di contenuti. In Leave Them On, la ruvidezza dirompente del solo di Chad Wackerman, oltre a dare lustro alla composizione, evidenzia la profonda conoscenza armonica e le costruzioni percussive di geniale fattura.

Nell’intimismo labirintico di Fred, brano di complessa esecuzione, Allan prende accordi a strappo cimentandosi in paurose posizioni da extra-terrestre, quindi assistiamo all’alternanza delle virtuose stanze dei classici come Proto Cosmos. Le scale siderali prodotte dalla sua fidata Steinberger mandano in visibilio l’intero uditorio, il groover Ernest Tibbs, succeduto a Jimmy Johnson, non sembra peccare di poca amalgama con il trio, anzi il solo in Water On The Brain Pt.2 fa muovere,  una mistura fina di ottime idee ed una linea melodica forbita. Allan ha fatto sognare, ha dispensato aria buona, un etereo scorrere di essenze dell’anima, un dialogo intenso, narrante, basta chiudere gli occhi e saper ascoltare…

 

 

 

Black Cat Club, Caserta
Allan Holdsworth Trio

24 ottobre 2010