XXII FESTIVAL DI MUSICA ANTICA a Salerno – Georg Friedrich Haendel e i suoi contemporanei

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COMUNICATO STAMPA


REDAZIONE CULTURA E SPETTACOLI


XXII FESTIVAL DI MUSICA ANTICA


Incontri: Haendel e i suoi contemporanei


Domenica 27 dicembre 2009 – ore 20,30
Complesso monumentale di Santa Sofia – Salerno


INGRESSO LIBERO


Georg Friedrich Haendel incontra i suoi contemporanei


I duetti d’amore di Georg Friedrich Haendel e Agostino Steffani – Continuano gli Incontri del XXII Festival di Musica Antica: l’ensemble Experidys ospite, domenica 27 dicembre, del prestigioso cartellone dell’Associazione Koine’


Domenica 27 dicembre, nel Complesso Monumentale di Santa Sofia, alle ore 20,30, ritorna l’Associazione Koine’, presieduta dal medico e clavicembalista Gianvito Amoroso, con il suo Festival di Musica Antica, organizzato da Carmine Mottola, giunto alla sua XXII edizione. Il cartellone, realizzato con il sostegno della Provincia di Salerno e nello specifico dell’Assessorato per le Pari Opportunita’ di Anna Ferrazzano, dell’Amministrazione comunale, e della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, e’ dedicato interamente a Georg Friedrich Haendel. Continuano gli incontri di Haendel con i suoi contemporanei e per il secondo appuntamento, affidato all’ Ensemble Experidys, composto dal soprano Elena Bertuzzi, dal tenore Alberto Allegrezza, sostenuti da Giovanni Cavallaro al fagotto barocco e flauto dritto, Daniele Cernuto al violoncello e Michele Vannelli al cembalo, l’opera del genio di Halle verra’ confrontata con quella del maestro veneto Agostino Steffani.
I due compositori s’incontrarono a Brunswick in Germania ove Agostino Steffani era divenuto maestro di cappella, incarico che lascera’ designando come suo successore proprio il giovane Handel. Il programma della serata e’ interamente incentrato sui duetti per voce di soprano e tenore accompagnate da una linea di basso, forma compositiva in cui entrambi si cimentarono diffusamente e che vide nelle opere degli italiani Lotti, Clari e Steffani, su tutti, la piu’ alta espressione. Queste composizioni di carattere profano sono il banco di prova attraverso cui Handel riusci’ a coniugare il rigore contrappuntistico tipico della scuola tedesca, che gia’ dominava perfettamente, alla bellezza melodica tipica del bel canto italiano. Di Haendel verra’ eseguito “Caro autor di mia doglia”, una cantata per soprano tenore e basso continuo, unitamente alla suite n 8 in Fa Hww 433 per cembalo solo, la sonata in Si minore Hwv 367 per flauto dritto e Basso continuo e la cantata “Quel fior che all’alba ride”. Di estremo fascino le linee melodiche di questi duetti,  che sono una particolare forma della cantata italiana profana e come tali rappresentavano la controparte dell’opera e degli oratori, andando ad occupare il ruolo che nel Rinascimento fu del madrigale. Di Agostino Steffani, invece verranno proposte due cantate “E cosi’ mi compatite?” e “Gelosia, che vuoi da me?”, latrici di una scrittura che si basa su alcuni stilemi tipici della cantata del secondo Seicento, adottati da grandi esperti di tale forma, quale Giacomo Carissimi, di cui fece sua la predilezione per le tonalita’ minori, e Antonio Cesti, dal quale acquisi’ l’utilizzo estensivo del tempo ternario. Inoltre, il tessuto armonico di queste opere e’ reso denso da numerosi episodi cromatici che si muovono parallelamente o si intersecano in intrecci arditi, dando vita a progressioni languide che giocano su continui ritardi e dissonanze.


L’Ufficio Stampa – Olga Chieffi


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