Una BRASS BANG! attraversa il Moon River sulla rotta tra Mediterraneo e New Orleans

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Anteprima dell’edizione 2010 di “Mozart Box” Summer Festival con un’imprevedibile “Brass Bang” .

Affacciandosi con i loro ottoni dalle finestre della Reggia di Portici sullo spazio dell’Esedra, in versione acustica, iniziano ad  improvvisare ad libitum con i loro strumenti. Cosi’ tutti puntano gli occhi verso l’alto, cercando di intravvedere qualcosa nel buio piu’ totale, e poi si girano intorno cercando di capire da dove provengano quelle voci fuoricampo che incalzano sullo sfumare della musica.


Steven Bernestein, Gianluca Petrella, Marcus Rojas e Paolo Fresu, mescolano i racconti del loro primo approccio allo strumento, dove l’americano si sovrappone allo spagnolo, al sardo ed all’inconfondibile barese. Cosi’ se Bernestein aveva scelto la “slide trumpet” perche’ aveva visto Luis Armstrong in TV, Fresu aveva cominciato nella banda, e poi al Conservatorio a suonare la sua tromba, passando poi dalla classica alla musica leggera, dal liscio alle marcette ed arrivando al jazz di Miles Davis, di Beker, di Brown;  Petrella, invece, si ritrova a casa “nu trmbon” portato dal padre 25 anni fa che inizia a suonare quasi per gioco; e Rojas sceglie la tuba quando era ancora “nino” inizialmente per curare il suo asma!


Queste voci che si amalgamano sono un pò la chiave delle esecuzioni di questa sorprendente formazione di ottoni dove nessuno e’ leader e, quasi come i protagonisti del romanzo di Alexandre Dumas “Les trois mousquetaires”, sono tutti per uno e uno per tutti.


Il  nostro “Fresu – D’Artagnan” affronta dapprima il nostro “Athos – Bernestein” a pari colpi di tromba!


Le due voci non  potevano certo rimanere da sole, anche perche’ sarebbe stato troppo faticoso! Cosi’ Fresu, che aveva suonato con il trombone di “Petrella – Phortos” nella Cosmic Band, decide di presentarlo a Bernestein che subito lo volle nel trio!


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A questo punto mancando una voce bassa, e vedendo il disappunto del produttore, decisero di ingaggiare anche il nostro Rojas – Aramis, non altro che il migliore suonatore di oboe al mondo, con il quale questa rivisitazione del tempo ormai perduto delle “Wind Ensembles” pote’ avere inizio!


Fresu li definisce un “quartetto artistico” che ha voglia di riportare allo splendore la musica delle fantastiche ronde d’ottoni di New Orleans – Luisiana. Si mescolano i ricordi che vanno da Lester Bowie con la sua Brass Fantasy –  di cui ci propongono “Zero” – fino alle “Dissonanze Cognitive” di Fresu, uno dei brani proposti nella serata scritti appositamente per i suoi fedeli “moschettieri” che con i loro strumenti lo seguono nei suoi viaggi musicali dalla musica tradizionale sarda fino all’uso di modernissimi effetti elettronici.


Trattandosi di una “banda molto democratica” si continua con una suite che mescola un corale di Marcus Rojas allo storico Mick Jagger.


E se Bernestein ama fermarsi a raccontare come nasce il loro progetto e la loro profonda intesa legata ai piaceri della tavola e alle bevute di tre/quattro ore, concluse magari  con dell’ottima grappa, Petrella si lancia in liberi giochi di trombone che incontrollabili si poggiano sul timing dell’eccezionale oboista Rojas.


Le due trombe si innestano talvolta nel discorso, in pieno accordo o dissonanti, con atmosfere classiche alla Duke Ellington o sperimentali con l’amatissimo uso di effetti, dove l’atmosfera cameristica si mescola ad una linea ora contemporanea, ora di matrice bandistica.


Personalita’ eccezionali che messe insieme non si dominano, ma restano stelle sfolgoranti che non invadono troppo il campo luminoso delle altre e ad intermittenze si accendono, si spengono o si ravvivano tutte insieme d’un tratto.


La “Fuga” di Fresu, arie alla Blues Brothers, silenzi, melodie dimenticate della terra sarda come “Non posso riposare”, tante davvero le atmosfere create dalla loro musica!


Ma alla fine quelli della “Brass Bang” alzano loro stessi gli occhi al cielo e intonano una lunga serenata alla luna che va da “Guarda che Luna” a “Moon River”, a “Fiume Luna, piu’ largo di un miglio” solo “per uscire e vedere il mondo, perche’ c’e’ tanto mondo da vedere” ed una parte del cammino l’abbiam fatto questa sera insieme al nostro quartetto.


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MozArt Box 2010
Portici, 29 luglio 2010

Brass Bang!
Paolo Fresu, tromba e flicorno
Steven Bernstein, tromba e trombone soprano
Gianluca Petrella, trombone
Marcus Rojas, tuba