UMBRIA JAZZ WINTER 2023 | Ancora tanta musica nel penultimo giorno dell’anno

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Un’ aria insolitamente tiepida avvolge la Rupe di Orvieto e caratterizza queste giornate musicali.

A passo svelto, raggiungiamo i Funk Off che partono da via della Costituente e si dirigono verso il Duomo, proponendo i coinvolgenti brani del loro repertorio.

 

Uno sguardo alle vetrine dei negozietti orvietani e ci rechiamo al bistrot Il Malandrino, che propone il concerto, fuori programma rispetto al festival, di una “vecchia conoscenza” di UJW, l’eclettico musicista di strada olandese Vincent Van Hessen.

Van Hessen introduce i brani in scaletta parlando di sé e della sua esperienza musicale in modo simpatico ed accattivante. Alterna pezzi ritmati a dolci ballad, eseguendo, tra gli altri, una evocativa ed emozionante Alleluiah di Cohen.

 

Alle 14.30 ci spostiamo al Palazzo dei Sette per ascoltare il trio Lovesick, che propone musica country americana, permeata dallo swing anni ’40 e ’50’e dal rock’n’roll. Polistrumentisti, bolognesi, coinvolgono il pubblico presente con grande empatia eseguendo, tra le altre, Remember my name, I’m an old comer di Sonny Rollins, per concludere con All over again, un rock’n’roll davvero esplosivo!

Alle 16.00 siamo al Teatro Mancinelli per assistere ad uno dei più bei concerti di questa edizione: il prezioso omaggio a John Coltrane dell’Antonio Faraó Quartet con il sassofonista Chico Freeman come special guest.  Vincente la collaborazione italo – americana del pianista Faraó con Freeman, nata nel 2015: il grandissimo interplay ed affiatamento tra loro è palpabile e regala emozioni continue all’ attentissimo pubblico.

Freeman ci racconta che un giorno ha messo un brano di Coltrane mentre era in auto con la figlia Luani di due anni. Ripeté la stessa cosa per tre mesi, tutti i giorni: un giorno, non appena sistemò la bimba in macchina, fu lei che si rivolse a lui e lo sollecitò: “Papa, Coltrane!”. Ed allora, per ricordare questo momento, Freeman scrisse per lei il brano Dance over for Luani, che esegue.

Il concerto si chiude con uno struggente brano di Coltrane che dedica all’ onore ed alla memoria dei bimbi purtroppo uccisi nelle guerre odierne.

 

Uscendo dal teatro, ci imbattiamo nei Funk Off, che sono attorniati da una grande folla di persone acclamanti: come non fermarsi per una I wanna get funky now! ed una Uh yeah! tutti insieme? Gran finale in Piazza Fracassini con Three for one, il brano che, oltre a far ballare, fa cantare il pubblico con i tre temi diversi, tromba – sassofono – ritmica: originalissimo!

Alle 19.00 ci concediamo un graditissimo bis, l’omaggio a Stevie Wonder dei We 4, l’inarrivabile quartetto del trombettista Fabrizio Bosso, con Julian Oliver Mazzariello al pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria. La ciliegina sulla torta è la presenza del clarinettista toscano Nico Gori: il grande affiatamento tra loro è cementato non soltanto dalle tante condivise esperienze musicali, ma anche e soprattutto da una solida stima ed amicizia: il risultato di questo vincente mix è a dir poco fenomenale…

 

Un po’ di riposo e ci dirigiamo, alle 22.30, nuovamente verso il teatro Mancinelli dove veniamo letteralmente travolti da una sferzata di autentica energia: le coinvolgenti coreografie, la versatilità e la potenza delle voci e la qualità dei brani selezionati, nonché la bravura dei musicisti del nutrito coro Virginia State Gospel Choir ci emozionano e ci infiammano all’inverosimile…

Il pubblico canta, balla, batte le mani in un entusiastico crescendo di energica condivisione che culmina nel battere a terra i piedi per sottolineare il massimo apprezzamento nei confronti di questo, a dir poco, entusiasmante spettacolo offertoci dai ben 30 elementi del coro, presenti sul palco.

Ancora non paghi di musica, ci fermiamo a bere qualcosa di caldo al Bar Sant’Andrea, dove un trio locale alterna vari noti brani di cantautori in chiave jazz.

Che dire se non…buonanotte tra le note?