UMBRIA JAZZ 2017 | Tradizioni musicali a confronto

0
398

Perugia, 12 luglio 2017

Aria un po’ ferma e temperature decisamente in rialzo stamane: Perugia si risveglia piano piano e le strade tornano a risuonare di note, tra le più varie, tra le più differenti.

Alle 11,30 tutti puntuali alla Rosetta per la marciante dei Funk Off: sembriamo tanti topini che, stregati dalla musica del pifferaio magico, li seguiamo, ballicchiando a ritmo. Oggi c’è anche uno special guest: Lorenzo, studente del conservatorio di Livorno, che si esibisce in un solo durante il brano Bye Bye Blues.

Pranzo in una taverna tipica perugina e ci rechiamo presso la storica e spettacolare Sala Dei Notari, dove abbiamo l’occasione di assistere alla proiezione del film documentario dedicato alla memoria del trombettista jazz americano Lee Morgan, purtroppo scomparso per mano omicida di sua moglie Helen, nel 1972.

Morgan inizio’ giovanissimo a suonare la tromba, mostrando immediatamente il suo grandissimo talento. Fece presto parte della Band di Dizzy Gillespie, che spesso “sfidava” a colpi di eccelse note e suono’ con tantissimi grandi nomi della scena jazz statunitense, tra cui Wayne Shorter.

La sua vita on the road, fatta di pettinature impeccabili, donne bellissime, serate e jam-sessions nei locali jazz più in voga, abiti eleganti e scarpe tirate a lucido, subì un brusco colpo di arresto quando Morgan purtroppo incontro’ la droga.

La sua salute peggioro’ in maniera repentina, aveva perso il gusto del suonare e del comporre; i colleghi e gli amici musicisti con cui suonava lo incontravano in strada  con lo sguardo perso nel vuoto. Molto spesso, non si presentava neppure a suonare in occasione di concerti già fissati da tempo.

Helen, una donna molto più grande di lui anagraficamente, arriva nella sua vita e riesce a risollevare le sorti di un destino che sembrava irrimediabilmente compromesso: riesce a tirarlo fuori dal giro della droga, a ridargli la sua dignità di uomo e di musicista. Morgan ritorna a suonare, ha un quintetto a suo nome e sposa Helen, che diventa sua moglie, ma anche la sua manager, migliore amica e confidente.

Tornato sulla cresta dell’onda, Morgan conosce Angela, una donna coetanea con cui scopre grande affinità; si innamora di lei, le dedica un brano, appositamente composto per lei da uno dei membri della suo quintetto; inizia a non ritirarsi a casa, a sparire senza dare notizie di se’, esasperando Helen. Fino al tragico epilogo, al colpo di pistola che, nel febbraio 1972 tolse la vita al trentatreenne e talentuoso genio della tromba, Lee Morgan.

DSCN01852Alle 18,30 siamo di nuovo al Corso Vannucci, dove ci imbattiamo nei Funk Off che ci deliziano con tre brani inediti del loro repertorio e ci regalano alcuni classici, come la bellissima e ritmata The Funkin’ Been, che cadenza piacevolmente la marcia.

Alle 19,00 in Piazza IV Novembre, si esibisce sul palco il California Jazz Conservatory’s Blue Ensemble: un gruppo di studenti di un college americano che propone brani della tradizione standard statunitense.

Ci trasferiamo all’Arena Santa Giuliana, dove, alle 21,00, si esibisce un duo d’eccezione: la pianista Hiromi, nell’aspetto giovane e delicata ma dalla tecnica ed energia incredibili e l’arpista di Bogota’ Edmar Castaneda, dal brio latino e dall’indiscusso e versatile talento.

Un incontro originale tra Giappone e Colombia, che prende corpo in maniera suprema, omaggiando Jaco Pastorious con il brano Para Jaco, durante il quale ambedue i musicisti pizzicano le corde del rispettivo strumento: Hiromi quelle del piano e Castaneda quelle dell’arpa.

La platea è avviluppata letteralmente dall’energia di questi due favolosi artisti: mentre Hiromi ci saluta e da’ prova anche di volersi cimentare in una presentazione in lingua italiana, descrive alcuni dei brani che via via ci propongono. Piano And Up, per esempio, e’ dedicato ad un film che lei ama particolarmente e che ha avuto una lunga genesi creativa, prima che lei trovasse il suono giusto  da proporre al pubblico.

Si alternano così brani più lenti ed intimistici ad altri più energetici, tutti magistralmente interpretati da questo originale duo, che ci regala guizzi creativi tanto spettacolari da lasciarci a bocca aperta.

Ottima The Elements: 4 canzoni in una, dedicate rispettivamente ai quattro elementi: Air, Earth, Water e Fire.

Applausi scroscianti e standing ovation, per un cambio palco che porta la musica cubana e la salsa ad inondare l’area; la talentuosa cantante africana Angelique Kidjo, dalla importante ed elegante presenza scenica, scalda gli animi con la sua potente voce, regalandoci un tributo a Celia Cruz di altissimo livello. Vincitrice di tre Grammy Awards, è ambasciatrice dell’Unicef e di Amnesty International nel mondo.

Ci sono inoltre una grande orchestra ed il percussionista Pedrito Martinez, che è lo special guest di questa serata.

Bastano un paio di brani ed il pubblico, sia in platea che in gradinata, si lascia coinvolgere dai ritmi latini, mettendosi a ballare in completa libertà ai margini delle sedie e sui prati limitrofi.

Per il ‘round Midnight ci spostiamo nuovamente al Centro Storico, dove il bandoneonista Daniele Di Bonaventura propone il suo omaggio al tango di Astor Piazzolla, insieme all’Orchestra da Camera di Perugia.

Si parte da Piazzolla, non dimenticando altri due importanti compositori argentini del genere, come Gardel e Villoldo.

Quest’anno ricorre il venticinquesimo anniversario dalla scomparsa di Piazzolla e l’eclettico Di Bonaventura, arrangiatore e direttore d’orchestra in questo progetto musicale, lo ricorda in maniera incisiva e totalizzante. Spazia infatti nel suo repertorio, rileggendo brani come  El Choclo, alla luce della propria formazione musicale classica, basata sull’ascolto di Verdi, Puccini e Monteverdi.

Ci propone brani come Tango Por Una Cabeza e Jeanne Y Paul, scritta originariamente per farne la colonna sonora del film Ultimo Tango a Parigi e poi non utilizzata per quello scopo.

Ci illustra le due fasi principali della carriera di Piazzolla, quella degli anni Trenta è quella degli anni Settanta.

Chiude la straordinaria performance con una suite di brani: un valzer, una milonga ed un tango. Ovazione del pubblico e bis con uno struggente pezzo per bandoneon solo, per ricordare l’originale missione di questo strumento, nato per accompagnare i canti delle processioni sacre.

La notte avvolge Perugia…buonanotte e a domani.