Sapri Jazz Waves 2012

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Si e’ svolto con ottimo successo di pubblico, gradimento da parte degli “addetti ai lavori” e con grandissima soddisfazione per l’organizzazione il Sapri Jazz Waves 2012. La rassegna e’ soltanto alla seconda edizione ma mostra gia’ una buona fluidita’ negli ingranaggi organizzativi e, soprattutto, un’attenta e raffinata selezione dei contributi artistici.
Il palcoscenico e’ stato installato nell’incantevole cortile dell’Hotel del Sole al Plebiscito di Sapri, location che, anche quest’anno, ha ospitato tutte le serate della manifestazione.

La scelta per la prima serata, quella di sabato 21 luglio, e’ caduta su Elisabetta Serio col suo trio, per una sorta di rito scaramantico nel segno della continuita’ con gli eventi di chiusura della scorsa edizione, che videro la stessa Serio proporsi a chiusura della medesima manifestazione e con gli stessi ottimi risultati. Il trio della pianista partenopea era composto, per quest’occasione, da un ottimo Giacomo Pedicini al contrabbasso e da Leonardo De Lorenzo che ha offerto alla batteria una performance eccellente, caratterizzata da inusuale fantasia a fluidita’ nell’esecuzione.

Venerdi’ 27 luglio il palcoscenico e’ stato occupato dal trio di Francesco Villani, pianista che unisce le doti di una spiccata simpatia personale a quelle di una grandissima sensibilita’ artistica. Ad accompagnarlo sul palco il noto ed eclettico contrabbassista Giorgio Vendola e, alla batteria, il fratello del band leader Pierluigi Villani.

La successiva serata di sabato 28 luglio e’ stata la volta del Trio di Salerno. Una performance ormai collaudatissima, quella della band formata dal pianista Guglielmo Guglielmi, dal contrabbassista Aldo Vigorito e dal tenor-saxophonista Dario Deidda, che non rinuncia a prodursi spesso anche al sax soprano. Lo spettacolo si dipana fluido e scorre liscio come l’olio con una tale disinvoltura che sembra finire troppo presto. Alcuni nuovi brani proposti, estratti dal nuovo cd dei tre, non ancora pubblicato, riscuotono un ottimo gradimento da parte del pubblico.

Nell’appuntamento del commiato “fuochi d’artificio”: il quartetto capitanato dal giovane batterista Giovanni Scasciamacchia – timido ma tecnicamente brillante – formato dal pianista Alfonso Deidda al piano, da Tommaso Scannapieco al contrabbasso, e da Giulio Martino al sax tenore, ospita la tromba di Fabrizio Bosso. I brani in lista, quasi tutti originali e firmati dallo stesso band leader, intercalati solo a tratti da alcuni standard del repertorio jazz classico, vengono eseguiti con grande maestria dal gruppo. Particolarmente riguardo ai brani inediti dello Scasciamacchia, caratterizzati da una verve compositiva ariosa e particolarmente attenta alla linea melodica, il pubblico ha mostrato molto apprezzamento. La performance della band e’ stata caratterizzata da numerosi momenti di improvvisazione, nei quali erano evidenti la partecipazione emotiva dei singoli musicisti, il divertimento sincero e la soddisfazione di fare assieme buona musica.

A tutto questo e’ stato contornato da una settimana di workshop e da una serie di piccoli concerti tenuti in giro per la citta’ di Sapri.
A parte l’indiscusso talento ed il meritato consenso riscosso da tutti i musicisti partecipanti, la chiave del successo di quest’iniziativa, dati anche la crisi incombente e le varie contingenze in ambito economico, va senz’altro ricercata nell’impegno e nella determinazione dell’organizzazione nell’affrontare le varie difficolta’.
Ne abbiamo discusso piu’ approfonditamente, a sipario appena calato, con Palmira Congiusti, vicepresidente dell’associazione Officine Creative – Luigi Sainato, che ha patrocinato la manifestazione.