RIO | Un futuro tutto rose e FIORI

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Lo scorso 14 maggio i Rio hanno festeggiato l’uscita del loro quinto album, intitolato “Fiori”. Cosi’, dopo “Mariachi Hotel” (2004), “Terra luna e Margarita” (2007), “Il sognatore” (2010) e “Mediterraneo” (2011), l’ormai consolidato gruppo pop rock emiliano conferma la propria presenza nell’ambito del cantautorato italiano attraverso un disco prevalentemente acustico, colorato e denso di emozioni. Tredici brani freschi e dal sapore primaverile, legati – come di tradizione per i Rio – alla natura, ai viaggi e agli straordinari sentimenti che ne scaturiscono.

“Fiori” non rappresenta solo l’ennesimo traguardo discografico della band capitanata da Fabio Mora, voce e leader del gruppo, ma e’ anche – e soprattutto – il risultato di un lavoro di squadra iniziato piu’ di un anno fa, tra incertezze e grandi consapevolezze. Un periodo, ovvero, in cui i Rio si sono trovati, dapprima, a dover ricompattare la propria formazione (dopo l’uscita del chitarrista Marco Ligabue e l’inserimento di Gio Stefani, ndr) e, successivamente, ad affrontare, specie da un punto di vista psicologico, il dramma del terremoto che ha colpito l’Emilia. Un anno di dure prove e forti cambiamenti che tuttavia non ha scalfito la serenita’ della band. Cosi’, per Fabio, Gio, Bronski (Fabio Ferraboschi) e Paddo (Alberto Paderni) si aprono ora nuovi orizzonti, che i ragazzi si apprestano a perseguire con passione e tenacia, determinati nel voler dimostrare che l’unione fa sempre la forza!

 

 

S.C.: Fabio, cosa rappresenta il vostro ultimo album?

Fabio Mora: “Fiori” vuole innanzitutto svelare la parte, per cosi’ dire, femminile dell’uomo. Tra le righe delle nostre canzoni si nascondono pensieri particolari, legati principalmente all’amore, al sogno, alla natura e alla voglia di evasione. Si parla di sentimenti e di passioni sgorgati in modo spontaneo, cosi’ come genuino e’ il rapporto che ci lega alla nostra terra”.

Come mai avete deciso di intitolare il disco “Fiori”?

“Intanto, “Fiori” e’ una canzone che ha scritto il nostro bassista Fabio “Bronski” Ferraboschi. Il titolo a volte nasce assieme ai testi, a volte ci si deve ragionare successivamente. In realta’ cercavamo qualcosa legato al nostro impegno sociale ed ecologico, ma soprattutto qualcosa che segnasse il percorso che i Rio hanno fatto in quest’ultimo anno, diciamo un nuovo modo di comporre la musica. Questo disco rappresenta la svolta che ha subi’to il nostro gruppo. “Fiori” ci e’ parsa la parola giusta ed il concetto piu’ forte per legare le tredici tracce del disco.”


Hai fatto riferimento ad un percorso di crescita che i Rio hanno intrapreso nell’ultimo anno. Ce lo spieghi meglio?

“Sentivamo forte l’esigenza di trovare un nostro suono e “Fiori” rappresenta sicuramente un traguardo in tal senso. In realta’ non c’e’ nulla di cosi’ innovativo rispetto agli album precedenti, siamo sempre noi con la freschezza che ci contraddistingue. Abbiamo voluto inserire delle sonorita’ tipiche del roots giamaicano, che portano molta allegria. Il disco e’ metafora di rinascita, di primavera. Lo abbiamo presentato a Modena, che noi consideriamo il nostro baluardo, ed e’ stata una vera e propria festa: tutti vestiti di bianco, circondati da mille fiori. Un’esperienza indimenticabile”.

 

Tu stesso hai accennato al fatto che nell’ultimo anno c’e’ stato un turn over nella vostra formazione: il chitarrista storico, Marco Ligabue (fratello di Luciano, ndr) si e’ staccato per intraprendere la carriera da solista. Quanto ne ha risentito il gruppo?

“Diciamo che il distacco e’ stato comunque avvertito, anche perche’ dieci anni di collaborazione non si cancellano tanto facilmente. Con Marco si sono persi la magia e l’affiatamento di sempre, qualche opinione divergente, abbiamo smesso di confrontarci e cosi’ le nostre strade si sono divise. Succede. Purtroppo tutto e’ avvenuto in concomitanza o quasi con il terremoto che ha sconvolto l’Emilia. Abbiamo trascorso un periodo molto turbato, sotto piu’ punti di vista, dal quale pero’ ci siamo ripresi alla grande. A Marco e’ subentrato Gio Stefani, un ragazzo molto sveglio e versatile, che ha portato idee nuove (lui proviene dal metal) e con il quale ci siamo trovati subito in sintonia. Scherzando, dico sempre che lo abbiamo assoldato con una birra!. Morale: non tutti i mali vengono per nuocere. Quando si cambia, c’e’ sempre il lato positivo. E poi ci siamo io, Bronski e Paddo, il nucleo originario sempre compatto. Ora i Rio sono diventati uno stile di vita”.

 

C’e’ una canzone di “Fiori” che pensi vi rappresenti piu’ delle altre?

“Senza dubbio la stessa “Fiori”: racconta la dichiarazione d’amore di un Girasole che, seppure mantenendo le sue radici nel terreno, continua a rivolgersi e a cercare il Sole nonostante i naturali cambiamenti intorno a se’. Come dicevo, anche i Rio hanno dovuto far fronte a diversi ostacoli, ma siamo stati bravi a volgere sempre lo sguardo verso la luce”.

 

E una a cui ti senti particolarmente legato?

“Ti rivelo una cosa: tutti i brani dell’album mi fanno emozionare tantissimo, addirittura da farmi venire la pelle d’oca. Per i Rio “Fiori” e’ davvero sinonimo di rinascita, d freschezza, di nuova vita. Ora finalmente so cosa significa scrivere le canzoni, oltre che cantarle live. Sono canzoni che non vanno urlate, ma sussurrate. C’e’ una massima di Gandhi che amo particolarmente: “Non bisogna urlare alla gente, ma bisbigliare. Parlando piano, infatti, le persone sono costrette ad aprire bene le orecchie”. Ecco, questo e’ il mood che ci rappresenta in questo particolare omento della nostra carriera”.

 

Sappiamo, pero’, che vi siete divertiti molto a girare il video di “Un giorno alla volta”…

“Si’, siamo stati nell’isola greca di Cefalonia. Un incanto. La location ideale per il nostro sound e la nostra vena ecologista. Mi fa sempre piacere ricordare che continua il sodalizio dei Rio con Greenpeace e “Lifegate”, organizzazione che si occupa di riciclaggio e riforestazione ambientale. “Fiori” e’ stato infatti realizzato ad “Impatto Zero”. Collaboriamo, inoltre, con “Terre Mosse”, attraverso cui abbiamo scritto l’inno della rete di imprese danneggiate dal sisma del 2012 in Emilia. La cosa ci rende molto orgogliosi”.

 

 

 

A meta’ giugno e’ iniziato il tour dei Rio che fara’ tappa in tutta Italia. Per saperne di piu’?

“Seguiteci sul nostro sito ufficiale www.rio.it oppure sulla nostra pagina facebook. Saremo in tour fino a settembre. Vi aspettiamo numerosi!”.