ENZO AMAZIO | Racconti di viaggio

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Prima uscita al Pomigliano Jazz Festival per Travelogue e presentazione ufficiale del disco a nome di Enzo Amazio e Rocco Di Maiolo. Enzo Amazio ci parla della genesi di questo lavoro prodotto dall’etichetta pomiglianese Itinera.

 

Dopo aver suonato e collaborato tanto insieme finalmente arriva anche un disco. Dimmi di Travelogue. Quanto differisce dai vostri precedenti e personali progetti discografici e in cosa questo è un disco di entrambi?

Musicalmente questo disco si differenzia dalla produzione dell’Enzo Amazio Group in quanto privo o quasi di quelle influenze etniche e mediterranee che caratterizzano il progetto con il gruppo.
Questo credo valga anche per Rocco. In questo disco, invece, è molto presente la parte virtuosistica dell’improvvisazione e si punta tutto sull’interplay tra i vari strumenti, proprio come avviene in un trio.
E’ stata curata molto la scrittura, a cui abbiamo dato lo stesso spazio delle improvvisazioni. Ci siamo preoccupati di scrivere bei temi.
Il disco esce a nome di entrambi, perché ci sono, oltre a tre pezzi miei, anche brani scritti insieme, nati con uno scambio di idee nota dopo nota.

Come mai arriva solo ora? Come dicevo, la vostra collaborazione è rodata da tempo. E com’è arrivata la chiamata di Itinera?

Cercavamo un’etichetta che ci soddisfacesse e si impegnasse sia nella produzione sia nella promozione. Abbiamo fatto ascoltare il master ad Onofrio Piccolo che, appena ascoltato, si è messo in moto per produrlo nel senso più totale del termine. Devo dire che Itinera è quello che fa per noi.

Entrambi avete in comune l’amore e un lavoro costante sulla musica del vostro territorio. Oltre ad usare un linguaggio musicale comune, il jazz. In che modo trattate la musica popolare e che rapporto assume essa con il jazz?

Sì, sia io che Rocco siamo nati in posti dove il senso di appartenenza è molto forte e questo si sente anche nella musica. Penso che il jazz debba avere sempre un’apertura mentale e una predisposizione alla ricerca. Se analizziamo il passato vediamo che è stato sempre così, vedi le grandi rivoluzioni musicali. Anche il bebop era contaminato dalla canzone degli anni Venti, prendeva spunto dalle grandi song classiche e dalla musica latina; il cool dalla musica brasiliana e dalla musica classica; il free dalla musica africana unita all’avanguardia colta toccata dagli eventi politici dell’epoca. Poi ci sono musicisti che si sono creati uno stile e che hanno fatto scuola sposando le proprie radici con il jazz. Un esempio eclatante è quello del tanto amato e odiato Pat Metheny, che ha unito il jazz con il country della sua terra. Ma ce ne sono tanti altri…

 

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Enzo AMAZIO – Rocco DI MAIOLO |  Travelogue 
venerdì 18 luglio 2014, ore 21
Parco delle Acque – Pomigliano d’Arco (NA)
Ingresso gratuito