QUINTORIGO | Play Mingus

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Quintorigo
Play Mingus
SAM Production - distr. Egea
2008

Arriviamo con colpevole ritardo a parlare dell’ultimo progetto dei Quintorigo. Arriviamo quando gia’ il gruppo ha mietuto il successo meritato, sia di critica (Miglior gruppo nel Top Jazz 2008 di Musica Jazz) che di pubblico. Ma per i dischi migliori c’e’ sempre tempo, anzi il suo passare li pone sotto una luce diversa ad ogni ascolto e ne evidenzia particolari e qualita’.
E’ quello che accade con questo Play Mingus, con il quale la band romagnola dedica un intero disco al genio di Nogales. Play Mingus, che e’ anche un complesso e intenso spettacolo teatrale, prende spunto probabilmente da un brano di Charles Mingus (“Goodbye Pork Pie Hat”) arrangiato dai Quintorigo nel precedente disco Il cannone. Da quella scintilla parte la ricerca dei pezzi, cosa non facile nell’infinito universo mingusiano, fino alla scelta di composizioni perlopiu’ note. Non certo una nota di demerito, questa. Anzi, un rischio in piu’, per un gruppo dalla cifra stilistica apparentemente lontana dalle corde di Mingus. La ricerca filologica si fonde con la condivisione degli ideali politici del contrabbassista afroamericano e con l’animo rock del quintetto che, nonostante l’intenzione di fare un disco dichiaratamente “jazz”, costituisce un sottofondo davvero interessante.


“Pithecanthropus erectus” e “Fables of Faubus” sono tra gli esempi meglio riusciti di “recupero” e “reinterpretazione” dell’opera mingusiana, grazie anche alla presenza di Antonello Salis che alla fisarmonica si cala perfettamente nell’atmosfera del quintetto, donandone grinta e “rabbia”. Cosi’ come fa Luisa Cottifogli, che interpreta con voce sporca e “bastarda” “Oh Lord don’t let them drop that atomic bomb on me” e la struggente “Freedom”. La potente voce della Cottifogli, che ha sostituito ormai stabilmente John De Leo, sembra meno appropriata invece nell’interpretazione troppo “pulita” di “Portrait” e di un classico come “Goodbye Pork Pie Hat”, che risulta comunque uno dei pezzi piu’ groove del disco. I Quintorigo, da sempre per scelta orfani di batterista, affidano un rullante a Cristian Capiozzo in “Moanin'” e con ritmica minimale e il clarinetto di uno dei piu’ grandi jazzisti italiani, Gabriele Mirabassi, gettano l’ascoltatore in piena atmosfera anni ’50. Mirabassi torna e chiude il disco con “Better Get Hit Your Soul” in un clima di energica allegria, accompagnato al pianoforte dal terzo ospite dei Quintorigo, Michele Francesconi.
Un disco riuscito, Play Mingus, di non facile ascolto, ma che si fa apprezzare alla distanza e che apre (forse) un nuovo corso nella storia dei Quintorigo.

 

Musicisti:
Valentino Bianchi, sax
Andrea Costa, violino
Gionata Costa, violoncello
Stefano Ricci, contrabbasso
Luisa Cottifogli, voce
Special guest:
Antonello Salis, fisarmonica
Gabriele Mirabassi, clarinetto
Christian Capiozzo, batteria
Michele Francesconi, piano

Brani:
01. Pithecanthropus Erectus
02. Moanin’
03. Portrait
04. Fables of Faubus
05. Jelly Roll
06. Freedom
07. Oh Lord Don’t Let Them Drop That Atomic Bomb on Me
08. Reincarnation of a Lovebird
09. Bird Calls
10. Goodbye Pork Pie Hat
11. Ecclusiastic
12. Better Get Hit in Your Soul

Link:
Quintorigo:
www.myspace.com/quintorigo