PARISSE | ‘Vagabonda’ no stop

0
315

Dopo aver scalato le classifiche radiofoniche del Brasile con “Feel Like Runnin'” nel 2011, e con “That’s The Way It Goes” e “My Baby’s Gone” nel 2012, tratti dall’album d’esordio “Vagabond” (pubblicato da LAB e distribuito da Sony Music), la ventiseienne romana Valentina Parisse, fisico da modella e voce possente, torna a riscuotere successo oltreoceano con il suo nuovo singolo “Don’t Stop”, che e’ stato video della settimana sull’emittente radiofonica brasiliana Antena 1 ed e’ in heavy rotation su altre radio del paese latinoamericano. Il video di “Don’t Stop”, ideato e diretto da Luca Bizzi, ha ottenuto in poco tempo oltre 100.000 visualizzazioni su YouTube. Cover di Parisse dello storico successo anni ’70 dei Fleetwood Mac, “Don’t Stop” e’ in rotazione radiofonica e in vendita su iTunes. Con il brano (la cui produzione artistica e’ del DDG Project), Parisse e’ diventata anche la voce del nuovo spot di Eni Gas e Luce, in rotazione televisiva in Italia, Francia e Belgio.

 

Lunedi’ 22 aprile Parisse sara’ in concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma (Teatro Studio – ore 21.00 – Viale Pietro de Coubertin, 30), dove interpretera’, accompagnata dalla sua band e con la partecipazione di Phil Palmer e Nick The Nightfly, brani estratti dal disco “Vagabond assieme ad altri successi del suo repertorio.

 

Soundcontest ha incontrato l’artista alla vigilia di questo grande appuntamento:

 


S.C.: Ci siamo quasi… a giorni il concerto al Parco della Musica della tua citta’, Roma. Come stai vivendo questa attesa e cosa ti aspetti?

P.: Siamo tutti molto carichi e pieni di energia. Per me e’ un traguardo importantissimo e in questi giorni non faccio altro che provare, per fare in modo che tutto vada bene. Mi aspetto una grande festa, non solo mia, ma anche degli artisti ed amici che porteranno sul palco il loro contributo, su tutti Phil Palmer e Nick The Nightfly. Avremo l’opportunita’ di condividere un momento di gioia e di buona musica.

 


Sei italiana e stai letteralmente spopolando all’estero, soprattutto in America Latina. Sembra che non si e’ mai “profeti in Patria”. Cosa ne pensi?

Sembra un paradosso, ma essere apprezzati e conquistare il successo al di fuori dell’Italia e’ sicuramente piu’ semplice. Nel nostro Paese mancano gli spazi per farsi conoscere: ci sono poche rassegne musicali, pochissimi festival, e’ difficile per i giovani talenti riuscire a proporre la propria arte. All’estero, invece, c’e’ molta piu’ attenzione in questo senso.

 


Eppure l’Italia e’ il Paese dei talent show, che riempiono i palinsesti televisivi…

Io penso che la musica non debba essere gara. Relegare la musica ad una gara, come avviene nei talent, e’ sbagliatissimo. Per contro, in Italia, chi ha voglia di proporre un qualsiasi progetto artistico fatica e non poco.

 

 


Parliamo del tuo album d’esordio, “Vagabond”, da cui sono stati estratti diversi singoli di successo, tra cui “Feel Like Runnin'”, “That’s The Way It Goes” e “My Baby’s Gone”. Perche’ questo titolo e cosa rappresenta?

“Vagabond” e’ il mio primo progetto da solista ed e’ stato concepito, insieme al produttore Steve Galante, tra Canada, dove ho vissuto per diversi anni, Inghilterra ed Italia. L’album si muove su sonorita’ pop, vicine ai colori della Motown e al vibe del neo-soul, un sound che fonde in una chiave molto personale due generi altrimenti distanti tra loro. Abbiamo deciso di chiamare il disco “Vagabond” perche’ rappresenta il punto d’inizio del mio percorso musicale e la mia voglia di incamminarmi lungo una strada ancora indefinita, senza una meta precisa. E’ un album da ascoltare soprattutto se si ha voglia di evadere dalla quotidianita’.

 


Quali sono i temi che prediligi nelle tue canzoni?

I miei brani mi rappresentano in toto. Parlo delle mie esperienze, di come vedo l’amore e la musica. Sono il filtro delle mie emozioni, mi lascio contaminare dalla musica e dagli artisti che amo.

 


Quali artisti ti piace ascoltare?

Ho avuto la fortuna di avvicinarmi alla musica sin da bambina. Ho sempre apprezzato molto nomi come Stevie Wonder e Diana Ross…

 


Tra l’altro hai anche realizzato una splendida cover del brano “Upside Down” di Diana Ross…

Nell’estate 2012 sono stata ospite all’opening act del 105 Music eamp; Fun, il tour estivo di Radio 105, che ha toccato le principali localita’ balneari d’Italia. Per l’occasione ho presentato il singolo “Upside down”, cover del celebre brano di Diana Ross, appunto. La cover e’ molto particolare ed e’ nata quasi per caso: ho immaginato l’artista in una situazione di totale relax su una spiaggia, un’immagine molto lontana da quello che e’ il suo reale personaggio.

 


Che rapporto hai coi media ed i social network? Pensi ti aiutino nel tuo lavoro?

La rete rappresenta la liberta’ ed e’ essenziale per noi artisti. Devo ringraziare voi giornalisti e i siti come il vostro per la visibilita’ che ogni volta mi date.