OFFICINAMUSICA – Intervista a Caterina Palazzi

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Sound Contest intervista la contrabbassista Caterina Palazzi in occasione del concerto del CPQ per la rassegna OFFICINAMUSICA

CATERINA PALAZZI QUARTET

15 febbraio 2013
Officina Teatro, Caserta

Una produzione Sound Contest, in collaborazione con OfficinaTeatro e con la direzione artistica di Antonio Feola.

Il nuovo appuntamento con la programmazione 2013 di OFFICINAMUSICA ha avuto come protagonista il quartetto della giovane contrabbassista e compositrice romana CATERINA PALAZZI, artefice nel 2010 del fortunato e acclamato album di debutto “Sudoku Killer”. Classe 1982, talento dalla tecnica grintosa e dalla penna felicemente ispirata per sonorita’ estremamente moderne e magistralmente combinate con sapienza melodica, Caterina Palazzi schiera al suo fianco musicisti di ottimo spessore tecnico che sanno dar corpo alle sue composizioni integralmente originali: Danielle Di Majo al sax alto, Giacomo Ancillotto alla chitarra elettrica (ospite anche nell’album “Tribe” di Enrico Rava) e Stefano Costanzo alla batteria.

Al Jazzit Award del 2010 Caterina Palazzi e’ stata votata come prima migliore compositrice italiana e quinto miglior contrabbassista italiano mentre “Sudoku Killer” e’ risultato il secondo miglior album italiano. La musica di Caterina Palazzi riesce a creare una sorta di universo letterario musicale piuttosto atipico nel musicista jazz contemporaneo, con le sue esplorazioni sonore fascinosamente intriganti e psichedeliche, strettamente correlate ad atmosfere e armonie mediterranee.

In particolare “Sudoku Killer” (Zone di Musica, 2010) si rivela come un concept mentale e musicale dai tratti inquietanti e romantici al tempo stesso, un “jazz noire” in cui la passione per lo spirito inventivo del rock acid-prog anni ’60 e ’70 incontra la “forma canzone” per dar vita a raffinate alchimie algebrico-letterarie e suggestivi richiami cinematografici. Un mondo musicale che si sviluppa spesso e volentieri in percorsi e temi diversi all’interno del medesimo brano, innescando cosi’ interessanti “incontri-scontri” di idee, generi, ritmi e motivi a tutto vantaggio di una formula sonora leggermente caustica ma sempre accessibile e assolutamente godibile.

Intervista di Olindo Fortino
Riprese – editing e montaggio di Diego Librando