MASSIMILIANO LAROCCA | Qualcuno stanotte

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Massimiliano Larocca
Qualcuno stanotte
Brutture Moderne / Audioglobe
2014

Color whisky e odor di uomo.Toscana, blues, barba e capelli arricciati. Andare a pesca di domenica. Questo il sapore che lascia addosso “Qualcuno stanotte” il lavoro di Massimiliano Larocca,che arriva a quattro anni di distanza da Chupadero!”, il fortunato esordio dei Barnetti Bros nel quale si poteva osservare ed ascoltare un seriosissimo Larocca al fianco di Massimo Bubola, Andrea Parodi e Jono Manson.

 

Nel frattempo qualcosa e’ cambiato. La notte di Massimiliano Larocca si e’ colorata di tinte “noir” e le intenzioni si sono intrecciate con i postumi di passeggiate abitate da pensieri malinconici.

 

Il tentativo sembra essere quello di voler apparecchiare una tavola per ospiti speciali, manca pero’ un lignaggio di primo letto, un pedigree da concorso. Il Galateo del Larocca e’ un insieme di sassi e gel, orecchini e chitarre che corrono ai 130 km/h verso l’Emilia del rock, verso le routes italiane (e mi viene da chiedere: verso Correggio?).

 

Chitarre, madonna quante chitarre! E poi: rullanti, madonna quanti rullanti! Ma d’altronde lo si sa: la chitarra e’ il fallo del rock, il Membro, il Gambo, il Legno e il “rullo” ti ricorda come muoverti per dare piacere, farsi piacere, farsi “piacione” ecc…

 

Nel cantiere, al lavoro nel quartier generale di “Qualcuno stanotte”, oltre a Massimiliano c’e’ anche e soprattutto Antonio Gramentieri, chitarrista e produttore romagnolo nonche’, cito, mente e braccio della band strumentale SACRI CUORI”.

 

Se poi qualcuno avesse bisogno di un paio di tecnicismi arrivano per direttissima: brani composti in griglia, ordinati, che si poggiano l’80% delle volte su uno schema di tre/ quattro accordi al quale si ancorano metricamente le liriche, a tratti pungenti, a tratti decisamente polverose. Il continuum stilistico delle tracce aiuta l’ascolto perche’ si entra e si esce dal disco senza essersi fatti troppo male e nello zainetto restano un paio di snack al sapore di rabarbaro. Indubbio che Dylan abbia esercitato un ascendente sul cantautore toscano, indubbia la maturita’ con la quale gli artisti hanno messo del loro (e non dell’oro!) sul progetto. Buona anche la chimica tra i vari collaboratori. Ne risulta una macchina ben oliata, confortevole, di quelle con le quali porti il nipotino a pescare una domenica mattina di Aprile, ma ricorda: mai superare i 90 kmh!

 

Musicisti:
Sacri Cuori

Brani:
01. Angelina
02. Scarpe Di Lavoro
03. Le Luci Della Citta’
04. Magnifici Perdenti
05. Strade Perdute
06. Sottomondo
07. Invisibili
08. Piccolo Eden
09. Interludio: Il Grande Caldo
10. Nella Citta’ Degli Angeli
11. Ti Porto Con Me
12. Niente Amore (In Questa Citta’)
13. Dopo Il Diluvio

 

Testi e musiche di Massimiliano Larocca
tranne 7 (Larocca/Gramentieri),
8 (originale: “Blue jeans and white t-shirt”, Gaslight Anthem – adattamento in italiano di M. Larocca)

 

Produzione e arrangiamenti di Antonio Gramentieri

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