Luca Gemma ci racconta il suo nuovo album “Fantastiche visioni”

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Esce venerdì 7 ottobre 2022 il nuovo album del cantautore romano ma milanese di adozione Luca Gemma. “Fantastiche visioni esce su tutti gli store digitali per Adesiva Discografica e si compone di 10 tracce, già anticipato dai singoli “Sul precipizio” e “Né santo né killer“. Atmosfere crepuscolari, alternative pop che si nutre di canzone d’autore e influenze internazionali. Benvenuti nel mondo sbilenco e visionario  di Luca Gemma che non tarderete a riconoscere e ad accogliere.

Lo abbiamo intervistato e abbiamo parlato con lui del suo periodo in Germania, del suo approccio alla composizione e di cosa sta per accadere. Ecco com’è andata!

– Abbiamo letto da qualche parte che hai passato parte della tua vita in Germania? Cosa ti è rimasto di quel periodo? 

Il tedesco, i brezel, la passione adolescenziale per l’hardrock, la new wave tedesca dei primi anni 80 (la Neue Deutsche Welle), il primo concerto (Lucio Dalla), la sensazione di appartenere a una minoranza etnica non proprio gradita, un’adolescenza turbolenta ma divertente, la prima band che ho fondato, la libertà sessuale, il senso civico dei tedeschi, la foresta nera, le prime canzoni scritte, i negozi di dischi, ballare alle feste, i picnic con i miei genitori e mia sorella, il calcio giovanile, alcune belle amicizie che resistono al tempo.

– Il tuo timbro di voce ti influenza mai sulla scelta delle parole dei tuoi testi? 

Sì perché a me delle parole interessa molto il suono oltre al significato. E il loro suono in una canzone è strettamente legato alla melodia su cui sono scritte, al timbro di voce che le canta e al modo di cantare.

– E più in generale, cos’è cambiato in “Fantastiche visioni” nel tuo approccio alla composizione? 

Per i testi un maggiore utilizzo della tecnica del flusso di coscienza, cioè l’improvvisazione delle parole sugli accordi o su una melodia già trovata. Questo metodo mi ha liberato anche dall’ossessione della metrica e ha lasciato più spazio all’immaginazione e meno al pensiero. Musicalmente ho dedicato molto lavoro alle melodie dei controcanti: cori, fiati, archi e riff di suoni elettronici che creano altre linee melodiche che si sovrappongono a quella principale della voce.

– Hai mai pubblicato qualcosa di cui non eri soddisfatto al cento per cento e di cui invece ora sei convinto? 

No, però mi è successo il contrario, cioè risentire dopo lungo tempo qualcosa di cui evidentemente ero soddisfatto al momento della pubblicazione e scoprire che poteva e doveva essere fatto meglio.

– Hai già in mente le prossime mosse? 

Ho in mente come dovrà essere il live di questo disco e ci sto lavorando con Andrea Viti, il bassista (Karma e Afterhours). Suoniamo insieme fin dal mio primo disco solista e lui sa sempre come far girare una canzone dal vivo.