Jazzflirt Festival V edizione – Formia, 29 Luglio-2 agosto 2009

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L’associazione di Promozione Sociale
Jazzflirt – Musica eamp; altri Amori


Presenta


Jazzflirt Festival
V edizione


Formia 29 Luglio – 2 agosto 2009



La rassegna Jazzflirt Festival, evento organizzato dall’Associazione di promozione sociale Jazzflirt – Musica eamp; altri Amori, con il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Formia, dell’Ente Parco Regionale “Riviera di Ulisse”, della Provincia di Latina, di sponsor privati e sotto il patrocinio della Regione Lazio, arriva quest’anno alla sua quinta edizione.
Per festeggiare degnamente il primo lustro di attività saranno presentati come di consueto concerti di artisti internazionali e giovani locali, in una tre giorni di grande musica jazz e non solo.


Il festival avrà anche quest’anno, come nella scorsa stagione, un prologo: grazie alla collaborazione dell’Ente Parco Regionale “Riviera di Ulisse”, mercoledì 29 luglio, immersi nel verde del Parco di Gianola, saranno i Dinamitri Jazz Folklore a dare il via alle danze.
Sette giovani talenti che sotto la direzione del sassofonista Dimitri Grechi Espinoza si confrontano con la storia della musica afroamericana e ne ricercano i più profondi legami con la madre Africa.


Le trombe di Cuong Vu e di Paolo Fresu, rispettivamente con il SynerJazz Trio e con il Devil Quartet, caratterizzeranno invece le giornate dell’1 e del 2 agosto nella tradizionale location del cortile interno del Palazzo Municipale.
Non mancherà lo spazio offerto a giovani ed interessanti musicisti locali per presentare i propri progetti.
Quest’anno sarà la volta del gruppo degli Scarlet Balanga che apriranno la serata del 1 agosto, presentando il loro progetto, già pubblicato sul cd di esordio “Out Of The Window”,  in cui esplorano istintivamente le modalità secondo cui possono incontrarsi istanze di diversa derivazione, dalla musica popolare ai ritmi latini e mediterranei, dal jazz al funky, al rock, alla musica etnica, lasciando da parte ogni divisione precostituita di generi e forme. Il risultato è una musica aperta, di ampi orizzonti e con piacevoli sorprese.


A seguire il SynerJazz Trio che ritorna a Formia per presentare in anteprima alcuni dei brani presenti nel nuovo cd di prossima uscita (Stradivarius Dischi) avvalendosi, inoltre, della preziosa collaborazione di Cuong Vu , musicista di origine vietnamita, sicuramente uno dei trombettisti più interessanti degli ultimi anni, capace di passare con disinvoltura e classe dalle avanguardie creative della Grande Mela alla prestigiosa collaborazione con Pat Metheny, la cui eclettica presenza arricchisce il sound di suoni evocativi e suggestivi (straordinario è l’utilizzo che il trombettista vietnamita fa degli effetti elettronici).
Daranno vita ad un progetto nuovo ed originale, con l’intento di tradurlo in cd.


In grande stile, come di consueto, la serata finale del 2 agosto, con Paolo Fresu (anche questo un gradito ritorno) questa volta con il Devil Quartet.


Fresu, col suo incredibile talento e con l’abilissimo e colorato inserimento di effettistica elettronica, darà vita ad uno spettacolo musicale entusiasmante, anche grazie alla collaborazione di grandi musicisti come Bebo Ferra alla chitarra e agli effetti, Paolino Dalla Porta al contrabbasso e Stefano “Brushman” Bagnoli alla batteria. Fresu è dagli anni Ottanta uno dei trombettisti jazz più apprezzati al mondo. Il Devil Quartet è la “fisiologica continuazione” dell’Angel Quartet, progetto che Fresu aveva intrapreso anni fa, per l’esigenza di una ricerca e di un’espressione innovativa del jazz, sfondando tra i primi i muri che separano il jazz dalla musica elettronica. Col progetto Devil invece, Fresu e la sua band, dopo aver maturato e raccolto i frutti della sperimentazione elettronica degli anni precedenti, hanno raggiunto quella che per il momento sembra una dimensione matura, recuperando la tradizione, rileggendola attraverso le possibilità che la sperimentazione ha insegnato loro, magari fondendo in un unico set strumenti e sonorità acustiche con elettronica e tecnologia. Il suono è sicuramente più acustico rispetto ad altre esperienze passate, anche se “filtrato” attraverso l’elettronica di Fresu e di Ferra, il quale però, usa spesso anche lo strumento acustico.
Un repertorio enciclopedico che spazia da materiali originali composti dai componenti del combo, a standards opportunamente rivisitati grazie a raffinate tecniche moderne.


 


Questo il programma:


Mercoledì 29 luglio


Dinamiti Jazz Folklore
ore 21,00 Parco  Regionale “Riviera di Ulisse” di Gianola


Dimitri Grechi Espinoza  – alto sax
Beppe Scardino  – baritono sax
Pee Wee Durante  – hammond, tastiere
Emanuele Parrini – violino
Simone Padovani  – percussioni
Andrea Melani – batteria
Gabrio Baldacci – chitarre



Sabato 1 agosto


Scarlet Balanga
ore 21,00 Corte comunale


Rossella Piccolo – voce e chitarra classica
Giovanni Caruso – chitarre
Daniele Buttaro – piano e tastiere
Antonio Colaruotolo – basso
Augusto Bortoloni – batteria


 


SYNERJAZZ TRIO
special guest CUONG VU
Ore 22,00 Corte comunale


Mirko Signorile – piano
Giorgio Vendola – contrabbasso
Vincenzo Bardaro – batteria
Cuong Vu – tromba



Sabato 2 agosto


Paolo Fresu Devil Quartet”
Ore 21,15 Corte comunale


Paolo Fresu – tromba
Bebo Ferra – chitarre
Paolino Dalla Porta – contrabbasso
Stefano Bagnoli – batteria



Info: 333-9576098 /  392-8229224 / 338-6924358 / 339-2374053
sito web:
www.jazzflirt.net
e-mail: info@jazzflirt.net


Biglietti:
– mercoledì 29 luglio   – ingresso libero
– sabato 1 agosto  – ingresso 10.00 euro
– domenica 2 agosto   – ingresso 15.00 euro


Prevendite:
Formia: Bar Vittoria – Piazza Vittoria
 


 


 


Dinamitri Jazz Folklore
L’obiettivo di Dinamitri Jazz Folklore è quello di esplorare il linguaggio jazzistico – e, in senso lato, afroamericano – dall’interno. Il che presuppone il tentativo di indagare le connessioni tra i vari idiomi percorrendo un cammino a ritroso: da un’espressione moderna segnata dall’impronta di Ornette Coleman ed Eric Dolphy al modale; dalla complessità ritmico-armonica del be bop alle polifonie di New Orleans; dal retaggio del blues urbano e rurale all’Africa. L’approccio con l’Africa, e soprattutto con la concezione rituale e terapeutica della musica vigente in quelle culture, ha rivelato l’esistenza di veicoli efficaci per avviare un processo di analisi ed approfondimento della funzione di un musicista di jazz oggi, processo avente come obiettivo primario la consapevolezza. Così come, nel rituale, il musicista africano conduce la propria comunità a compiere un’esperienza che lui per primo deve affrontare, allo stesso modo l’improvvisatore dovrebbe radunare tutte le proprie energie per esplorare l’ignoto, per trarne “Axè” l’energia vitale. Un’altra priorità è quella di acquistare (o conquistare, a seconda dei punti di vista) un suono ed un linguaggio propri, traguardo che la stessa trasmissione jazzistica incita a raggiungere: un suono personale è un veicolo emozionale, senza il quale è come parlare con la voce e le parole degli altri. Anche nella ricerca dei legami tra l’improvvisazione jazzistica e forme derivanti da altre culture musicali la consapevolezza del musicista dovrebbe fondarsi sulla coscienza dei propri limiti culturali, sul rispetto per le altre tradizioni e soprattutto sullo sforzo di cogliere gli elementi che accomunano i vari linguaggi presi in esame. Sono questi i presupposti che alimentano la ricerca del Dinamitri Jazz Folklore.


SynerJazz Trio
Nel Luglio del 2004 in occasione del prestigioso festival di Clusone nasce il SynerJazz Trio. La sua prima incisione discografica risale proprio a questo concerto (Live in Clusone) e viene prodotta da Flavio Bonandrini per la Soul Note. Ma è il secondo lavoro discografico a portarlo alla conoscenza della critica  specializzata e del pubblico. Votato da alcuni autorevoli giornalisti “miglior cd dell’anno 2005”, “The Magic Circle” è anche l’inizio di un tour fortunato in molti tra i più importanti festival italiani. Nel maggio 2006 arriva l’invito da Tokyo ad esibirsi per tre sere in uno dei templi del jazz: il Cotton Club. Nel maggio 2007 viene trasmesso su Radio 3 Suite dal giornalista Pino Saulo il concerto tenuto al Festival “Jazzflirt” di Formia.
Ciò che colpisce ascoltando il SJT è la sensazione di compiere un immaginario viaggio musicale, a tratti onirico, tra ritmi urbani, spigolosità rock e melodie mediterranee. Il loro è un linguaggio aperto ad ogni tipo di influenza sonora, difficilmente etichettabile e che trova nel jazz la cornice ideale.
Il ritorno al “Jazzflirt” Festival di Formia rappresenta l’occasione per presentare in anteprima alcuni dei brani presenti nel nuovo cd di prossima uscita (Stradivarius Dischi) avvalendosi, inoltre, della preziosa collaborazione di Cuong Vu la cui eclettica presenza arricchisce il sound di suoni evocativi e suggestivi (straordinario è l’utilizzo che il trombettista vietnamita fa degli effetti elettronici).


Cuong Vu
Nato in Vietnam e attualmente stabilitosi a New York, Cuong Vu è considerato uno dei maggiori talenti della scena jazz americana. Chiamato da Pat Metheny per il recente disco e il relativo tour – la leggenda vuole che il chitarrista avesse già la band pronta, e abbia voluto includervi Cuong Vu dopo averne ascoltato un disco – ha ottenuto un lusinghiero riconoscimento di pubblico e visibilità, ma era già ben conosciuto dagli appassionati della scena impro.
Gli studi lo hanno anche messo a confronto con la musica classica e la contemporanea, scenari che hanno contribuito ad allargare la sua concezione compositiva e solistica, tutte esperienze che Cuong Vu ha convogliato e filtrato nel proprio linguaggio strumentale e nella propria scrittura.
Oltre a Pat Metheny ha collaborato tra gli altri con Dave Douglas, Gerry Hemingway, Bobby Previte, Myra Melford.


Paolo Fresu Devil Quartet
L’idea che sta alla base della nuova avventura di Paolo Fresu nasce alla fine del 2003, quando si rese evidente la volontà di formare un nuovo quartetto dopo la fortunata esperienza dell’Angel Quartet. A metà strada fra il serio e il faceto, il nome del gruppo nasce proprio sull’idea di scherzare sulla continuazione del discorso musicale iniziato con “Angel”.
“Devil” è stata la prima risposta “logica”.
Il suono, rispetto a “Angel” è sicuramente più acustico rispetto ad altre esperienze passate anche se “filtrato” attraverso l’elettronica di Fresu e di Ferra, il quale però, usa spesso anche lo strumento acustico.
Il repertorio è davvero enciclopedico e spazia da diverso nuovo materiale originale dei vari componenti l’organico a diversi standard, ovviamente rivisitati grazie a raffinate ottiche moderne. Sostanzialmente resta jazz, ma decisamente più “melangè” con altri progetti sicuramente inseriti nel moderno più “spinto”.
“Diavolo che gruppo!” …. È stato già detto più volte a riguardo!


Paolo Fresu
La banda del paese e i maggiori premi internazionali, la campagna sarda e i dischi, la scoperta del jazz e le mille collaborazioni, l’amore per le piccole cose e Parigi.
Esiste davvero poca gente capace di mettere insieme un tale abbecedario di elementi e trasformarlo in un’incredibile e veloce crescita stilistica.
La “magia” sta nell’immensa naturalezza di un uomo che, come pochi altri, è riuscito a trasportare il più profondo significato della sua appunto magica terra nella più preziosa e libera delle arti.
A questo punto della sua fortunata e lunga carriera, non serve più enumerare incisioni, premi ed esperienze varie che lo hanno imposto a livello internazionale e che fanno sistematicamente ed ecumenicamente amare la sua musica: dentro al suono della sua tromba c’è la linfa che ha dato lustro alla nouvelle vague del jazz europeo, la profondità di un pensiero non solo musicale, la generosità che lo vuole “naturalmente” nel posto giusto al momento giusto ma, soprattutto, l’enorme ed inesauribile passione che lo sorregge da sempre.


Paolino Dalla Porta
Uno degli storici e più affermati contrabbassisti italiani,  premio miglior contrabbassista italiano 2008, ha all’attivo circa ottanta incisioni molte delle quali con musicisti di fama mondiale, tra cui Kenny Wheeler, Kurt Rosenwinkler, Lester Bowie, Michel Petrucciani, Oliver Lake, Domenique Pifarely, Aldo Romano, Enrico Rava.
Ha compiuto tournèe in Europa, Stati Uniti, Australia e Polinesia e ha suonato nei principali festival internazionali. Ha recentemente composto le musiche per il documentario “Magie d’Africa” di Achille Mauri, la colonna sonora del film “Domenica” di Wilma Labate e formato un nuovo quintetto a nome proprio.


Bebo Ferra
Chitarrista tra i più richiesti nell’ambito nazionale, vanta collaborazioni con diversi artisti di importanza sia in Italia sia all’estero tra cui Paul Mc Candless, Billy Cobham, Enrico Rava, Franco D’Andrea, Pietro Tonolo, Mauro Negri, J.P. Ceccarelli, Carol Welsman, Paolo Fresu e Gianni Coscia. Da qualche anno a questa parte è riconosciuto quale uno dei migliori compositori nazionali.
Ha suonato nei più importanti festival e rassegne nazionali e in Europa e ha all’attivo più di venti dischi, di cui tre come leader, fra cui il recente, fortunato, “Mari Pintau”. Collabora alla creazione di musiche per il cinema e il teatro, incidendo con l’Orchestra della Scala di Milano musiche di scena scritte e dirette da Carlo Boccadoro.


Stefano Bagnoli
Conquistatosi nell’ambiente batteristico il titolo di “Brushman” in quanto raffinato specialista nell’uso delle spazzole, è da molti anni al fianco di alcuni prestigiosi personaggi e gruppi del mondo jazzistico nazionale. Di rilievo le collaborazioni con artisti stranieri tra i quali Clark Terry, Cedar Walton, Harry Sweet Edison, Buddy de Franco, Curtis Fuller, Johnny Griffin, Chico Buarque, Chucho Valdes, Bob Wilber, Peter Washington, Sir Roland Hanna, Al Grey, Jimmy Woody, Bob Mintzer e molti altri ancora.
Circa un centinaio le registrazioni discografiche dall’inizio della carriera (1978) ad oggi, a confermare la sua estrema creatività e duttilità stilistica.
Attualmente è impegnato con i gruppi di Francesco Cafiso, Paolo Fresu, Franco Ambrosetti, Dado Moroni, Andrea Pozza, Gianni Basso, Mario Rusca e Franco Cerri.