ELISABETTA ANTONINI e CLAUDIA MARSS chiudono il VILLA CELIMONTANA JAZZ FESTIVAL 2010 “Jazz in Rosa” – Roma, 4-5 settembre 2010

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SABATO 4
settembre – Ingresso € 10

ELISABETTA ANTONINI eamp; PAUL MCCANDLESS
“Un minuto dopo”

Elisabetta Antonini voce

Paul McCandless Oboe e sax

Gabriele Coen sax e clarinetto

Alessandro Gwis pianoforte

 

Un Minuto Dopo nasce da un’idea di Elisabetta
Antonini ispirata da una composizione di Enrico Rava, motivo propulsore di un
intento volto a tradurre in musica l’imprevedibile, lo spirito di libertà,
l’innocenza, lo stupore, quegli angoli segreti, quei luoghi interiori in cui il
tempo si ferma, la realtà si dissolve nel sogno, la fantasia e la memoria
muovono e danno forma a tutte le cose. Il concerto è arricchito del lirismo del
grande oboista e sopranista degli Oregon Paul McCandless, prezioso ospite della
serata e del primo lavoro discografico di Elisabetta Antonini uscito per
l’etichetta DODICILUNE.

 

Nato in Pennsylvania da una famiglia di musicisti,
nel corso di una brillante carriera ultratrentennale, Paul McCandless porta il
suo modo di suonare e comporre a un elevato lirismo che è fondamentale nel
suono di due bande di rilievo della world music: l’originale Paul Winter
Consort e l’instancabilmente innovativo quartetto Oregon.

E’ unanimemente riconosciuto come il più grande
oboista jazz di tutti i tempi. Aggiungendo sax sopranino, penny whistle, flauti
etnici, sintetizzatori e Electronic Wind Controller al suo repertorio
strumentale di oboe, corno inglese, soprano e clarinetto basso, Paul ha
allargato anche la sua attività al di fuori degli Oregon. La sua carriera
comprende più di 200 dischi e collaborazioni con artisti come Jaco Pastorius,
Wynton Marsalis, Carla Bley, Pat Metheny, Elvin Jones, Mark Isham, Al Jarreau,
Bela Fleck, Eberhard Weber, Miroslav Vitous e Jack De Johnnet

Nel 1996 ha vinto un Grammy
come Best Pop Instrumental in qualità di ospite di Bèla Fleck e il Flecktones. Paul
ha registrato tre delle sue partiture orchestrali con gli Oregon e la Moscow
Tchaikovsky Orchestra nel CD intitolato “Oregon in Moscow”. In
qualità di solista si è esibito con la Chamber Orchestra di Città del Mexico,
con la St Paul chamber Orchestra e con le Orchestre Sinfoniche di Philadelphia,
Buffalo, Los Angeles e Stuttgart.

Con il brano “Round
Robin”, degli Oregon ha ricevuto due nomination ai Grammy 2001 per la
migliore composizione strumentale ed il miglior arrangiamento.

Nel 2009 ha ricevuto una nuova
nomination ai Grammy nella categoria miglior assolo jazz per il suo solo nel
brano degli Oregon 1000 Kilometers.

 

 

“Quando, ormai qualche anno fa, sentii cantare
Elisabetta per la prima volta, accompagnandola al piano su uno standard jazz,
pensai che quella era un’allieva speciale: aveva già un bel di fraseggio, un
suono coerente, una grande passione per gli standard del jazz… ma il suo
obiettivo andava ben oltre se stessa e il suo successo. Aderì totalmente alla
mia filosofia, alla cosa banale e brutale che dico da sempre ai miei allievi:
per essere cantante di jazz, in pieno godimento delle tue prerogative, devi
essere una musicista completa. Suonare il piano, conoscere l’armonia, conoscere
la tradizione del jazz , essere consapevole della contemporaneità musicale in
tutte le sue forme, scrivere i tuoi brani, o almeno rileggere ciò che
interpreti. E, nel tempo, trovare la tua voce. La sua modestia e la sua
caparbietà hanno fatto di lei nel giro di pochi anni una insegnante capace, una
cantante raffinata ed una compositrice ed arrangiatrice di talento, come
potrete sentire in questo suo primo lavoro discografico, molto atteso da me e
dai tanti colleghi che la conoscono e la stimano. Un minuto dopo è un primo
disco straordinariamente maturo, pieno di cura e di invenzioni compositive,
esaltate dalla scelta di un organico drumless, e da due compagni di viaggio
quanto mai adatti a questo compito :Alessandro Gwis, a suo agio su ritmiche
complesse, latine e non, quanto su atmosfere spaziose, col suo tocco
impeccabile e risonante, e le sue pennellate elettroniche discrete e
stranianti; e Gabriele Coen, col suo clarino bruno e pastoso, a suo agio nel
ruolo ritmico quanto in quello solistico, nell’improvvisazione melodica che in
quella umoristico-rumoristica. Infine, ospite d’onore, il meraviglioso Paul Mc
Candless, il cui inconfondibile, siderale oboe apre il disco, con un intro
lirica su “Cerco il mare”, prima notevole composizione di Elisabetta. Ma
troverete poi”Lungo la strada”,”Un minuto dopo” (ascoltate che delizia il solo
di Gwis, che interrompe il flusso ritmico, suggerendolo e richiamandolo a
contrasto nelle ottave alte del piano, e l’ingresso rilassato e mellifluo di
Coen…una gioia nella gioia.), brani che mostrano la sua destrezza melodico -ritmica,
soluzioni armoniche mai scontate o prevedibili. E poi La Ballata dell’Alfiere,
e Out of the rolling dream, splendida interpretazione in musica di una poesia
di Walt Whitman, mostrano d’altro canto la sua conoscenza di quella scuola di
jazz europeo che trova in Kenny Wheeler uno dei fari, col suo uso sapiente di
melodia e contro-melodia, …e che lusso favoloso avere l’oboe di Mc Candless, a
sostenere e colorare con la sua classe infinita le delicate campiture sonore
descritte dalla voce. Ma Elisabetta è capace anche arrangiamenti complessi ed
originali . Chi accosterebbe l’originale Leo Rising di Frank Foster a questa
rilettura fuori dalle cornici del fastbop ? Il trattamento cui Elisabetta lo
sottopone ne impreziosisce gli aspetti melodici, e ne esalta i fraseggi
velocissimi donandogli un fondale spazioso, in cui i suoi magnifici compagni di
viaggio, intessono una trama preziosa allo splendido assolo al soprano di Mc
Candless. E infine la rilettura di quattro brani del nostro grande Enrico Rava,
melodie a molti di noi care, e conosciute da tempo, che godono di una luce
differente, nelle interpetazioni sentite di Elisabetta sui testi profondi e
immaginifici della autrice Marina Tiezzi. Una vocalità precisa, delicata e
autorevole allo stesso tempo, che accarezza le note e le parole. L’intonazione
impeccabile, il colore soffiato delizioso, che ritroviamo infine in Alice in
wonderland, che chiude dolcemente questo disco denso con un omaggio agli
standard del jazz che ben conosce ed ama. “Un minuto dopo ” è il primo passo
nella carriera artistica di Elisabetta, che prevedo- e le auguro- sia lunga e
fruttuosa. Ecco un primo ritratto di una artista in continua evoluzione e
ricerca. Enjoy”. 
Maria
Pia De Vito
.

 

 

ULTIMO GIORNO Domenica 5 settembre  – Ingresso € 10 – Recupero concerto della
rassegna “Latin Jazz” annullato per pioggia il 30 luglio.

CLAUDIA MARSS eamp; QUINTETTO NOVO
“MILAGRES”

Claudia Marss – voce 

Paolo Iurich – pianoforte e arrangiamenti

Massimiliano Filosi – sax e flauto

Daniele Basirico – basso e violoncello

Reinaldo Santiago- batteria

Neney  Santos – percussioni

 

Il Progetto Milagres è dedicato alla MPB,
“Mùsica Popular Brasileira” dalle radici ai giorni nostri: dal
“lundù” cantato dagli schiavi al “chorinho”, dal
samba-canc