Dal 4 dicembre il pre-order del nuovo album di PAT METHENY – ROAD TO THE SUN

Inizia il 4 DICEMBRE il pre-order del nuovo album di PAT METHENY "ROAD TO THE SUN", assieme alla pubblicazione di un estratto omonimo, “ROAD TO THE SUN, part ll”.

Comunicato Stampa

INIZIA IL 4 DICEMBRE IL PRE-ORDER
DEL
NUOVO ALBUM DI PAT METHENY
“ROAD TO THE SUN”
ASSIEME ALLA PUBBLICAZIONE DI UN ESTRATTO OMONIMO,
“ROAD TO THE SUN, PART ll”

Esiste solo un ristretto gruppo di musicisti viventi capaci di reinventarsi di continuo anno dopo anno, e ancora meno quelli che possono affermare di aver mantenuto in egual misura innovazione ed eccellenza lungo una carriera che si sviluppa per decenni.

Pat Metheny è uno dei pochi artisti nel mondo che possono rivendicare tale descrizione. Col suo nuovo album Road To The Sun, Pat Metheny ci sorprende nuovamente con un’apparente ed infinita abilità di creare nuove prospettive riuscendo sempre a conservare il suo suono inconfondibile.

L’album sarà pubblicato il 5 marzo 2021 dalla Modern Recordings, etichetta della BMG dedicata a jazz, classica ed elettronica, prima nuova casa discografica per Metheny da oltre 20 anni.

Con due opere maggiori, eseguite da cinque dei principali chitarristi mondiali, Metheny scopre un nuovo modo di annullare i confini tra i generi e al tempo stesso di svelare nuovi aspetti di un ampio linguaggio personale.

Il vincitore di Grammy Jason Vieaux, descritto da NPR come “probabilmente il più preciso ed espressivo chitarrista classico della sua generazione” è stato scelto da Metheny per eseguire la suite in 4 parti per chitarra solo Four Paths Of Light.

Il nucleo di questa storica registrazione è Road To The Sun, una piece composta da 6 movimenti per il Los Angeles Guitar Quartet LAGQ, anch’esso vincitore di Grammy, che Metheny descrive come “una delle migliori band del mondo”.

Alla fine Road to the Sun non è altro che un altro davvero grande album di Pat Metheny. Prenderà il suo posto accanto a Secret Story, Bright Size Life, 80/81, One Quiet Night, Still Life (talking), Song X e tutti gli altri come un’altra deviazione inaspettata e quasi caparbiamente imperscrutabile, inevitabile per un genere che ha solo un elemento in comune: Metheny stesso.

Con oltre 40 album pubblicati durante la sua luminosa carriera, e 20 volte vincitore di Grammy, Pat Metheny è l’unico artista ad aver vinto un Grammy in 12 categorie diverse tra cui Best Rock Instrumental, Best Contemporary Jazz Recording, Best Jazz Instrumental Solo, and Best Instrumental Composition.

Esploso sulla scena internazionale nel 1974, la sua sfera musicale è quasi senza pari. Negli anni ha suonato con artisti che spaziano da Steve Reich a Ornette Coleman a Herbie Hancock, a Jim Hall a Milton Nascimento a David Bowie, mantenendo sempre la propria identità malgrado i diversi scenari.

Ascoltalo:                             
https://patmetheny.lnk.to/RoadToTheSunPart2

Pre-ordina:
https://patmetheny.lnk.to/RoadToTheSun

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Maurizio Spennato
In principio furono un mangiadischi e un registratore a nastro, con cui “rubare” la musica, che all’epoca non era a portata di orecchio come oggi, dalla TV, dalla radio e, dai dischi prestati da amici, parenti, compagni e, in seguito, colleghi e conoscenti. Quando sentii “Il Primo Giorno di Primavera”, dei Dik Dik (sull’onda stilistica di “A Whiter Shade Of Pale”, dei Procol Harum, a sua volta ispirata alla progressione armonica dell’Aria Sulla IV Corda, di J. S. Bach) da una ”band” di periferia, mi folgorò il suono dell’Hammond, che mi spinse ad iscrivermi ad una scuola di musica. Oltre ai fondamenti della musica, conobbi e familiarizzai con organo, pianoforte e tantissimi strumenti musicali di cui non avevo idea (e, tra differenze e similitudini, mi innamorai di ciascuno di essi), con la Canzone Napoletana classica ma anche con quella moderna, di Renato Carosone, e con le riletture di Peppino Di Capri e di Fred Bongusto. Quando scoprii di avere un discreto orecchio musicale, abbandonai lo studio e mi buttai nei primi complessini di ragazzi. Finita questa stagione, rimase l’ascolto dei dischi e della musica in generale dove imparavo ad apprezzare le differenze delle contaminazioni tra generi e le influenze della Bossa Nova, del Blues, del Jazz e del Rock sulla musica Pop. Da allora non ho mai smesso di raccogliere musica - in una collezione di oltre 2000 dischi – di ascoltarla, “osservarla” e “studiarla” criticamente e di descriverla, documentarla e trasmetterne, anche visivamente attraverso la fotografia, tutte le emozioni che riesco a coglierne nei concerti “live” che ho l’opportunità di seguire.