C’è un piccolo paese in provincia di Isernia dove, ogni agosto, la chitarra jazz torna nel luogo in cui — idealmente — è nata. Monteroduni è il borgo che diede i natali alla famiglia di Eddie Lang, il musicista italoamericano universalmente considerato il padre della chitarra jazz, e da trentacinque anni gli rende omaggio con un festival che porta il suo nome.

L’Eddie Lang Jazz Festival, giunto quest’anno alla sua XXXV edizione, si conferma un punto di riferimento non solo per la scena molisana ma per il jazz nazionale, capace di richiamare pubblico ben oltre i confini regionali.

La rassegna è cominciata il 6 agosto e si sviluppa nella cornice suggestiva dei giardini del Castello Pignatelli. Ho assistito alla serata di venerdì 7 agosto, la seconda del cartellone, che aveva in programma un ospite di primissimo piano: il chitarrista statunitense Jonathan Kreisberg. Prima del concerto ho incontrato il direttore artistico del festival, Marco Zampogna, per farmi raccontare il senso di questo traguardo.

 

Trentacinque edizioni: intervista a Marco Zampogna

Giovane musicista e artista, Marco Zampogna ha assunto la direzione artistica della manifestazione da qualche anno, raccogliendo un’eredità pesante e portandola avanti insieme a un’intera associazione di volontari.

Trentacinque edizioni sono un traguardo importante. Qual è la prima cosa che ti viene in mente?

“Come dici tu, è un punto fermo. Anche quest’anno abbiamo registrato vendite di biglietti da fuori regione — parliamo di Toscana, Marche e altre zone — e questo ci rende molto soddisfatti. Un altro elemento che resta un perno della manifestazione è il concorso, che si è svolto ieri: la XV edizione, che ha visto vincere una ragazza, Sonia Infriccioli, che si esibirà qui con noi l’anno prossimo”.

La partecipazione al concorso è ormai una realtà consolidata?

“Sì, è sentita da anni. Abbiamo avuto molte iscrizioni anche dall’estero, quindi si sta sempre più consolidando”.

Anche quest’anno il festival propone nomi di rilievo internazionale.

“Saranno tre giorni di concerti e abbiamo scelto di spaziare tra le varie anime del jazz. Questa sera, con Kreisberg, sarà una serata di jazz contemporaneo: ormai è un punto di riferimento assoluto, oltre che un grandissimo didatta, quindi un appuntamento importante anche per i giovani e per chi ama la chitarra jazz. Domani, 8 agosto, avremo il Grupo Compay Segundo, il progetto che porta avanti l’eredità del Buena Vista Social Club: è guidato da Salvador Repilado, figlio di Compay Segundo, che a sua volta suonava nei Buena Vista. Chiuderemo domenica con la fantastica voce di Veronica Swift, giovane cantante americana che nel tempo si è affermata e che riesce a ipnotizzare il pubblico”.

Si parla molto del tema delle aree interne. Voi siete in Molise, a Monteroduni. Quanto conta questo Festival per il territorio?

“Parliamo appunto di aree interne. Monteroduni si trova in un punto abbastanza strategico: siamo vicini al confine con la Campania e con il Lazio, e anche per questo riusciamo ad attirare persone dalle metropoli più vicine, come Roma e Napoli. L’Eddie Lang negli anni è rimasto un punto fermo anche perché la qualità degli artisti non è mai scesa: cerchiamo di mantenere il livello sempre alto, ogni anno ci impegniamo per farlo. E devo ringraziare tutta l’Associazione: siamo tutti volontari e ci dedichiamo al Festival da ottobre dell’anno prima fino ad agosto”.

Il Festival è dedicato a Eddie Lang, il padre della chitarra jazz. Pur spaziando tra più forme musicali, la chitarra resta il filo conduttore.

“Il chitarrista in ogni edizione non può mancare: è un artista sempre di grande spessore, ed è un elemento imprescindibile per un festival dedicato a Eddie Lang. Potrà cambiare la formula — non necessariamente quattro giorni consecutivi, magari due weekend come abbiamo già fatto in passato — ma continueremo a coprire tutte le declinazioni del jazz mantenendo la chitarra al centro”.

Senza spoilerare nulla: avete già qualche idea per l’anno prossimo?

“Qualche idea ce l’ho, ma niente che si possa ancora dire”.

 

La serata: dal groove di Nicola Di Tommaso al virtuosismo di Kreisberg

Ad aprire la serata è stato il Nicola Di Tommaso Quartet, formazione guidata dal chitarrista e compositore molisano. Accanto a Di Tommaso — chitarra e composizioni originali — hanno suonato Antonello Sorrentino alla tromba, Giuseppe Romagnoli al contrabbasso e Michele Santoleri alla batteria. Un set d’apertura dal fraseggio elegante, con la tromba a dare colore e respiro melodico alle composizioni del leader: la scelta ideale per scaldare il pubblico dei giardini del Castello Pignatelli e ricordare, ancora una volta, quanta qualità sappia esprimere la scena jazzistica del territorio.

GIOVANNI DI TOMMASO QUARTET

Poi è arrivato il momento del main event: il Jonathan Kreisberg Trio. Considerato una delle punte di diamante del jazz chitarristico contemporaneo, Kreisberg è un musicista dal virtuosismo cristallino, capace di coniugare rigore armonico e libertà improvvisativa con una naturalezza disarmante. Al suo fianco una formazione internazionale di altissimo livello: Marko Churnchetz all’organo Hammond e Greg Hutchinson alla batteria. La combinazione chitarra–Hammond–batteria ha dato al set un carattere caldo e avvolgente, tra momenti di lirismo sospeso ed esplosioni di groove serrato, con Hutchinson a dettare un drumming tanto potente quanto raffinato.

A rendere ancora più speciale la serata è stata la presenza di una special guest d’eccezione: la cantante messicana Karla Pavón, che ha aggiunto la sua voce al trio. Il timbro caldo e la musicalità di Pavón hanno dialogato con la chitarra di Kreisberg regalando al pubblico i momenti più intensi e magnetici della serata, in un incontro tra sensibilità diverse che ha trovato un equilibrio sorprendente.

JONATHAN KREISBERG TRIO+KARLA PAVON_1

Un festival che è anche un presidio

Al di là del cartellone, ciò che colpisce dell’Eddie Lang Jazz Festival è la sua funzione di presidio culturale in un’area interna. In un Molise spesso raccontato solo attraverso lo spopolamento, una manifestazione capace di portare a Monteroduni pubblico anche da altre regioni e di attrarre giovani musicisti da tutta Italia e dall’estero al proprio concorso, è molto più di una rassegna musicale: è una dimostrazione concreta di come la cultura possa restituire centralità ai margini geografici. Trentacinque edizioni, portate avanti da un’Associazione di soli volontari, lo raccontano meglio di qualsiasi analisi.

La chitarra, a Monteroduni, continua a essere di casa.

 

JONATHAN KREISBERG TRIO+KARLA PAVON_3Eddie Lang Jazz Festival – XXXV edizione
7 agosto 2026, Giardini del Castello Pignatelli, Monteroduni (IS)
Nicola Di Tommaso Trio
Jonathan Kreisberg Trio

 

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