CONCERTI D’ESTATE DI VILLA GUARIGLIA: Annamaria Castelli Sings Edith Piaf

0
125


Comunicato Stampa

CONCERTI D’ESTATE DI VILLA GUARIGLIA:

Annamaria Castelli Sings Edith Piaf


Il “Martucci Jazz Festival” chiude sabato 4 agosto con la cantante milanese che si presentera’ sul belvedere di Villa Guariglia in quartetto, con il progetto “Sous le ciel de Paris”.
Prima del concerto presentazione dell’e-book di Daniela Fusco “31 salva tutti” e la degustazione dei vini delle aziende Mila Vuolo e Le Vigne di Raito di Patrizia Malanga

Sabato 4 agosto chiudera’ i battenti il “Martucci Jazz Festival”, ospite della XV edizione dei “Concerti d’Estate di Villa Guariglia”, in una serata che salutera’ l’omaggio ad Edith Piaf di Annamaria Castelli e del suo quartetto, composto da Simone Guiducci alla chitarra, Yuri Goloubev al contrabbasso e Thomas Sinigaglia alla fisarmonica. Il concerto sara’ preceduto da tre eventi. Si iniziera’ alle ore 18 con il seminario della vocalist Annamaria Castelli, dedicato alle nuove strade della tradizione afro-americana con “Oltrejazz”. Alle ore 19, invece, sul sagrato della Cappellina di San Vito con la presentazione dell’E-book della scrittrice napoletana Daniela Fusco “31 salva tutti”, pubblicato dalle edizioni della Sera. Cosa succede quando una donna e’ stufa di essere single? Accade che inizia la ricerca strategica dei posti dove poter incontrare il principe azzurro o quantomeno un suo surrogato. Diventa una ricerca certosina, accurata come il gioco del nascondino. Conti fino a trenta e poi apri gli occhi per capire quale sia la tana migliore, l’ufficio, la palestra, il corso di salsa, il locale di grido, il supermercato, il treno, lo stadio e cosi’ via, per scoprire poi che ogni luogo nasconde soggetti improbabili con caratteristiche comuni dovute al fatto di essere frequentatori di quel posto. “31 salva tutti – dove trovare l’uomo giusto sbagliando tutti i posti” e’ il diario di questa ricerca. In ogni paragrafo sono descritti ironicamente i maschi che si possono incontrare in ognuno dei posti dove le donne credono di trovare l’uomo giusto. Per l’occasione sara’ esposta anche una 500 d’epoca con la pubblicita’ del volume. A seguire l’ Enoteca Provinciale di Salerno, presieduta da Ferdinando Cappuccio, presentera’ i vini delle aziende “Mila Vuolo” che produce IGT Colli di Salerno, ovvero un fiano e un aglianico di alta qualita’ e “Le vigne di Raito” di Patrizia Malanga, che produce il Ragis vino che prende il suo nome da Ratgis il fondatore di Raito, un blend con l’80% di Aglianico ed il 20% di Piedirosso.
Alle ore 21,30 l’appuntamento e’ con la vocalist Annamaria Castelli e il suo quartetto, che schizzeranno un portrait del passerotto di Parigi, Edith Piaf, in “Sous le ciel de Paris”.


Sono trascorsi quasi cinquant’anni da quell’11 ottobre 1963, quando Edith Piaf, l’usignolo di Francia, ha aperto le ali ed e’ volata via. La sua voce si spegneva ed Edith entrava in uno strano mito fatto di leggende, memorie, testimonianze, tutte importanti, ma incapaci, da sole di spiegare un fascino che, a distanza di quasi mezzo secolo dalla sua scomparsa, colpisce ancora l’immaginario dei popoli d’Europa. E la risposta e’ forse in quella voce che riesce ancora ad accarezzare, ferire, accompagnare e far sognare. Li’ c’e’ l’elemento centrale della sua grandezza artistica.
La sua voce, infatti, e’ uno strumento di comunicazione. Nessuno prima di lei l’ha utilizzata cosi’, con quella forza, con quella capacita’ di comunicare se stessa all’indistinto pubblico che ascolta. E’ unica nella sua capacita’ di trasmettere a cosi’ tante persone l’angoscia, la tristezza e la carica drammatica di un’esistenza vissuta come una corsa a ostacoli, ciascuno dei quali superato cedendo in cambio un pezzo di vita. Per questa ragione il concetto di versatilita’ vocale in Edith Piaf cambia significato. In lei non definisce la capacita’ di interpretare una pluralita’ di stili e generi o quella di reinventare e filtrare attraverso la sua personalita’ brani molto diversi fra loro. Per Edith la versatilita’ vocale e’ un concetto complesso, e’ la capacita’ di fare della voce uno strumento espressivo quasi teatrale. Si alimenta direttamente alla sfera dei sentimenti, a un aggrovigliato incrociarsi di pensieri, aspirazioni e tragedie personali.
Non a caso Jean Cocteau disse di lei: