CLAUDIO GIAMBRUNO | Overseas

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CLAUDIO GIAMBRUNO
Overseas
Via Veneto Jazz
2023

Un album ricco di ottimi brani swing, blues e latin, sia classici che originali ad essi ispirati, eseguiti da un quartetto di fuoriclasse con grande sobrietà e raffinatezza.  

 

“Potevamo stupirvi con effetti speciali e colori ultravivaci…”. Iniziava così un vecchio spot pubblicitario e questo concetto ben si attaglia a Overseas, il nuovo album del saxofonista siciliano Claudio Giambruno.

Dirò quindi, anzitutto, quello che non si trova in questo disco. Non vi si trovano costrutti cervellotici, non ci sono dissonanze spiazzanti, non c’è nessun tentativo di stupefare e sorprendere a tutti i costi.

Cosa si trova, invece, in questo album? Vi si trova del buon vecchio swing, ispirato a quello che, nell’immediato dopoguerra, riscosse grande successo in Italia ad opera di quelli che furono considerati i padri fondanti del jazz italiano, che lo avevano importato a loro volta dall’America.

Vi si trovano grande attenzione per la melodia, per le armonie, swing, blues e bossanova onesti e veraci, ispirati, anche nelle composizioni originali dello stesso Gianmbruno, ai musicisti dei tempi passati e ai classici che essi hanno composto.

Vi si trova ottima musica, briosa, ritmatissima, di quella che, come suole dire il famosissimo batterista americano Greg Hutchinson, il pubblico vuole sentire perché si sente invogliato a partecipare, battendo il piede a terra all’unisono, ricca di una grande fantasia jazzistica, una profonda originalità nell’interpretazione e nell’improvvisazione che non sconfina mai, però, oltre i confini della sobrietà.

Si trovano richiami, anche nell’impostazione del quartetto, al modo classico di eseguire i brani, dove dopo la presentazione del tema, ciascun musicista trova il proprio spazio per esprimersi e interpretalo modo suo.

A proposito dei musicisti, c’è da dire subito che Claudio Giambruno sa gestire le chiavi del suo tenore con particolare sensibilità e gusto, senza essere mai “sopra le righe.

I compagni – potremmo dire co-protagonisti – di questo suo progetto sono una squadra di autentici “fuoriclasse” del jazz italiano contemporaneo, Andrea Rea al pianoforte, Dario Rosciglione al contrabasso e Amedeo Ariano alla batteria.

Ovvio che, con il supposto di musicisti di questo calibro, non è – e non avrebbe potuto essere – un semplice accompagnamento ma ciascun intervento, ogni assolo, ogni nota, accordo o colpo ritmico, piazzato al punto giusto e al momento giusto con oculata raffinatezza sotto la guida di consumata esperienza, è un vero e proprio cameo, determinante nell’economia complessiva di ogni esecuzione.

Tra i brani – quelli originali, composti dallo stesso Giambruno, e gli altri scelti da autori nazionali e internazionali – una nota particolare, a cui, da buon napoletano, non posso rinunciare, merita ’Na Voce, ‘Na Chitarra E ‘O ‘Poco ‘E Luna, un brano che, composto nel 1955 da Ugo Calise e Carlo Alberto Rossi, si è prestato a moltissime interpretazioni in chiave jazzistica e che, nell’interpretazione di Giambruno & C., risulta decisamente deliziosa.

In definitiva, in questo Overseas troviamo del buon jazz “melodico”, di quello che si fa ascoltare volentieri, con soddisfazione e che saprà conquistare anche coloro che di solito, di fronte alla parola “jazz” storcono il naso…

 

Genere: Swing, Blues, Latin Jazz

Musicisti:

Claudio Giambruno, tenor sax
Andrea Rea, piano
Dario Rosciglione, double bass
Amedeo Ariano, drums

Tracklist:

01. Lu’s Bounce
02. First Time I Heard Jobim
03. Gouvy
04. ‘Na voce ‘na chitarra e ‘o poco ‘e luna
05. Sea Muse
06. You Make Me Feel Brand New
07. Thinkin’ Before Swingin’
08. Ginza Samba
09. Pure Immagination

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