BLUR | The Magic Whip

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BLUR
The Magic Whip
Parlophone Records
2015

Un maxi gelato a dodici gusti, amalgamato e servito su un solo cono. I Blur l’hanno creato e chiamato “The Magic Whip”. L’idea della ricetta è balzata in mente a Hong Kong, un paio d’anni fa, dove in cinque giorni sono state messe insieme le materie prime. Graham Coxon ha poi elaborato gli ingredienti e raffinato la formula di ogni gusto con l’aiuto del produttore Stephen Street. La pastorizzazione finale del prodotto è stata invece a cura di Damon Albarn, ritornato apposta sul luogo dell’illuminazione per trovare le parole giuste e ottenere il miglior legame possibile tra sofficità, freschezza e cremosità. La frutta utilizzata per “The Magic Whip” è della migliore qualità, matura al punto giusto, integrata artigianalmente con aromi orientali e zuccheri occidentali. La limitata presenza di grassi rende il prodotto altamente tollerante e digeribile, adatto ad essere consumato da persone d’ogni età.

Chi ama Beatles e David Bowie oppure certe atmosfere presenti in “Modern Life Is Rubbish” e “Parklife” può iniziare ad assaggiare e leccare Lonesome Street e Thought I Was A Spaceman (psichedelikatessen elettroacustiche e cineserie elettroniche assortite). Coloro che hanno gradito tempo prima il retrogusto amarognolo e dolcemente malinconico di “Everyday Robots” possono trovare soddisfazione nel soul postmoderno di My Terracotta Heart e New World Towers. Al contrario Ice Cream Man gratificherà il palato di chi non resiste ai cortocircuiti acustici e ai loop tecnologici dei Gorillaz. Chi si ricorda di “The Persuaders!”, la fortunata serie televisiva britannica anni Settanta da noi nota come “Attenti a quei due”, con protagonisti Tony Curtis e Roger Moore? Ebbene, There Are Too Many Of Us è un sorbetto orchestrale il cui ritmo e motivo sembra ricalcare incredibilmente quello della celebre sigla della serie, composta all’epoca da John Barry.

Chi ama i gusti più cremosi e scuri a base di cacao può mordere il “groove” di Ghost Ship, funky-soul dal “mood” spensierato e leggero come una nuvola, il cui testo rimanda al proficuo soggiorno in quel di Hong Kong. Attenzione però quando vi troverete ad assaggiare Pyongyang, perché il suo sapore un po’ cinico, disincatato e sinistro vi farà di nuovo scivolare in bocca David Bowie, quello più spettrale della trilogia berlinese. Per rifarvela basterà cercare l’allegria dolce e invitante di Ong Ong, puro Blur-pop a gusto vaniglia-pistacchio. Atmosfere e sapori più acri vi verranno invece ingoiando il lento western-twang di Mirrorball mentre per un’indigestione electro-pop potete scegliere tra i riff di chitarra e sintetizzatore di I Broadcast e i ritmi più urticanti e krauto-meccanici della strabiliante Go Out, uno dei gusti più intensi e originali di questo delizioso cono pop-rock.

 

Voto: 7,5/10

Genere: Alternative Pop-Rock / Songwriting

 

 

Musicisti:

Damon Albarn – vocals, keyboards, acoustic guitar, drum machine, percussion

Graham Coxon – electric guitar, keyboards, percussion, backing vocals

Alex James – bass, backing vocals

Dave Rowntree – drums, percussion, backing vocals

 

 

Brani:

01. Lonesome Street

02. New World Towers

03. Go Out

04. Ice Cream Man

05. Thought I Was A Spaceman

06. I Broadcast

07. My Terracotta Heart

08. There Are Too Many Of Us

09. Ghost Ship

10. Pyongyang

11. Ong Ong

12. Mirrorball

 

 

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