BARBIERO | MANERA | SARTORIS | Woland

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Barbiero | Manera | Sartoris
Woland
MB06
2020

Camerismo post-accademico e sincretismo post-jazz additabili tra le ammissibili connotazioni di una triangolazione stilistica non scontata, chiamante all’azione musicale personalità indipendenti ma funzionali ad un’operazione rappresentativa che trova a soggetto ispiratore Mikhail Bulgakov ed il suo postumo “Il Maestro e Margherita”. Opera, questa, che anche il distratto pubblico del secolo scorso potrà più o meno ricordare per almeno una trasposizione cinematografica italo-jugoslava, e forse maggior partecipazione alla materia musicale in oggetto potrebbe esser conferita dalla dimestichezza con il libro di partenza (che potremmo dunque indicare tra le letture con cui scandire le inopinate quarantene dei giorni in cui scriviamo – ed ascoltiamo): carica di atipica tensione moralistica e sulfurea e sovversiva ironia lungo il doppio livello narrativo su cui si sviluppa il testo di riferimento, è pur vero che la materia medesima riesce intellegibile nella libera realizzazione scenica del trio.

Calibrato, accorato e veggente l’arco di Eloisa Manera, di tangibile eclettismo nel conferire corpo drammatico a figurazioni cangianti, e che riserva alla propria firma (oltre all’opera grafica di copertina) la tripartita Suite dei tre Demoni, passaggio di maggior veemenza e concitazione drammatica.

 

Scultorea e discorsiva la prestazione del calligrafico piano di Emanuele Sartoris, animo classicista di palese e funzionale versatilità ed intuito modernista, che condivide l’onere di firma prevalente, nelle dieci stazioni di Woland, con batterista-percussionista Massimo Barbiero, dalle interpunzioni frementi ma espresse per lo più in trasparente souplesse, ed il cui “zampino” potrebbe esser in parte ravvisato anche nelle implicazioni tematiche dei titoli, nemmeno troppo alla lontana accostabili a quanto riscontrato in certe produzioni di Enten Eller, ma da ciò si mantiene formalmente distinto (e alquanto distante) il collettivo patchwork, almeno per la ben differente miscela idiomatica dei tre, che puntano grazie alle traiettorie degli strumenti melodici, lungo passaggi di carattere interrogativo ed estraniante, verso un aggiornato e stratificato humus (post-)classicista e d’arioso carattere impressionista, eminentemente forgiato sul patrimonio e sulle evoluzioni del Novecento, comunque non costrittivo nei rispetti delle efficaci formulazioni espressive dei singoli.

 

 

Musicisti :

Massimo Barbiero, batteria , percussioni
Eloisa Manera, violino, violino elettrico a 5 corde
Emanuele Sartoris, pianoforte

 

Brani:

01. Abadonna (Guerra) 9:49
02. Hella (Sensualità) 5:56
03. Il Maestro (Ragione) 10:37
04. Margherita (Istinto) 5:54
05. Woland (Male Necessario) 8:06
Suite Dei Tre Demoni (9:43):
06a. Behemoth (Chaos)
06b. Korov’ev (Corruzione)
06c. Azazello (Violenza)
07. Pilato (Potere Temporale) 4:48

 

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