BALLROGG | Rolling Ball

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BALLROGG
Rolling Ball
CleanFeed / Trem Azul CF 558 CD
2020

Si era già notata la vita musicale del trio elettroacustico Ballrogg, ensemble norvegese già forte di tre incisioni, nei primi due casi performances in duo improntate dai mondi di Eric Dolphy e Jimmy Giuffre, matrici idiomatiche dello strumento d’ebano solista (oltre ad influenze da Morton Feldman), convertitosi in trio (in “Abaft the Beam”) con l’apporto del chitarrista Ivar Grydeland, elemento fondativo degli ensemble Dans les Arbres e Huntsville, ora avvicendato dall’omologo strumentale David Stackenäs, triangolando in forma rinnovata la line-up dei fondatori, il clarinettista Klaus Ellerhusen Holm ed il contrabbassista Roger Arntzen.

Si era ugualmente apprezzata una fruibilità ed una trasparenza d’impianto insolita in siffatte formazioni, primariamente per le linee solistiche tracciate dai clarinetti solisti, le cui escursioni trovavano plastiche alonature nel carnoso, sodale contrabbasso e nelle ariose parti chitarristiche, punteggiate peraltro da componenti percussive, comunque non dominanti nel soundscape d’insieme.

Si ravvisavano, dunque, gli elementi che avevano condotto alla definizione “Free Chamber Americana” per la proposta complessiva del trio, sostenuta nelle sue meccaniche dalla dualità contrabbasso-chitarre e nella sua fisionomia solistica appunto dagli strumenti d’ebano, connessi in spirito e sintassi ad una certa classicità del jazz (nella sostanza quella denominata dal grande Ellington, secondo le note, American Classical Music).

Si registra adesso, e come infrequentemente viene esperito da una tale tipologia di combo, un discreto grado di refreshing del sound, in primis per l’avvicendamento alla chitarra del neo-arruolato David Stackenäs, che s’astiene dall’apporto di alcuna componente percussiva, integrandosi con naturalezza nell’ulteriore affinamento musicale del conciso collettivo, persistente entro il già apprezzato carattere (che palesa ancor più nitide connessioni con la citata corrente “Americana”).

 

Giocando su aggraziati quanto ipnotici loops micro-melodici e su soluzioni improvvisative per lo più leggibili, entro una formula d’interplay sottile, con non pochi tratti d’ironia lieve ed un clima di generale freschezza, senza rimettere in gioco nella sostanza la propria costruttività, anzi in un certo modo compattandone l’identità formale, rispetto alla correlata scena generale, e non soltanto rispetto alle modalità praticate (se non perpetrate) presso la maison lusitana, l’allure del trio conferma le proprie ariosità e fruibilità, in parte per l’assenza di gravità delle risorse strumentali, nonché per i definiti orientamenti progettuali del coeso ensemble. La propulsiva rotondità del motore a corde basse, la ricchezza d’interpunzioni della chitarra, liberamente interventista nei propri tratteggi, sostanzialmente lineari, il nitore espressivo delle brunite ance, foriere di solida carica poetica, confermano le caratteristiche cifre idiomatiche ed espressive dell’originale triade, che si rinnova all’insegna di una creatività raffinata e visionaria.

 

Musicisti:

Klaus Ellerhusen Holm,  clarinetto, clarino basso
Roger Arntzen,  contrabbasso
David Stackenäs,  chitarre elettriche ed acustiche

Tracklist:

01. Terms or Conditions   5.50
02. Merkén   5.39
03. Rolling Ball   4.59
04. Collage Casual   4.26
05. Miami Weekend   5.45
06. Nostalgic Idol   5.15
07. Sonata 220 and 110   5.02
08. Multiplié Maximal   5.25

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