ANDREA PAPETTI: da oggi in radio il primo singolo

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“Cosi’ lontano, Cosi’ vicino”: in questo brano Papetti racconta la storia di
Pablo Neruda e della dittatura in Cile per mano di Gabriel Gonzàlez Videla.
Riesce ad amalgamare i testi impegnati con arrangiamenti capaci di rendere il
pezzo  fruibile e facilmente
orecchiabile .

 

Chi l’ha detto
che la musica italiana non sia piu’ capace di regalarci pagine di
cantautorato d’amore e d’impegno? L’esordio discografico del giovane cantautore
marchigiano Andrea Papetti e’ qui a
dimostrarcelo. Poiche’ porta con se’, ancora intatte, tutte le emozioni della
poesia e il colore di certi ideali. Basta scorrere le tracce de “L’inverno a settembre“, album prodotto
da Storie di note per accorgersene.
Perdersi nelle sue pagine poetiche e di 
profonda caratura artistica, in cui i testi e le musiche composte da Andrea
Papetti trovano spessore sonoro grazie alla produzione artistica di Alessandro Svampa, noto per le sue
collaborazioni con artisti del calibro di Francesco De Gregori, Sergio
Cammariere, Ron e molti altri. Sono suoi gli arrangiamenti, acustici ed avvolgenti,
che contraddistinguono questo album a cavallo fra rock, folk e jazz, realizzato grazie al contributo di musicisti di
spicco quali Massimo Fumanti
(Chitarre), Luca Bulgarelli
(Contrabbasso), Fabrizio Mandolini (Sax
soprano), Angelo Trabucco (Pianoforte),
Mauro Menegazzi (Fisarmonica).

 

Un album dai testi evocativi
e ricchi di suggestioni romantiche e
sociali, che proiettano
l’ascoltatore in un mondo di strade, citta’ e mari in cui eroi dimenticati come Peppino Impastato e il giornalista
morto in Iraq Enzo Baldoni diventano
assoluti protagonisti. L’inverno a settembre e’ composto da dodici brani in un’ora di musica coinvolgente e impressionista per la descrizione
pittorica della realta’, e la crudele atrocita’ di guerre dichiarate o nascoste da una blanda normalita’, per
approdare ad un amore struggente, passionale,
malinconico sullo sfondo del mar Mediterraneo
del calore siciliano o di una
splendida Parigi. Sono pagine
profonde, come la letteratura e l’arte che evocano, da Verlaine a Monet,
passando per un emozionante testamento
di Enzo Baldoni, recitato con maestria da Piergiorgio
Cini’
e una perla in chiusura del disco: la bellissima “Banneri” di Pippo Pollina,
cantata in duo insieme all’autore palermitano, che di questo album si e’ fatto
appassionato sostenitore e
promotore.

 

 

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