FABIO CRISEO | Anche noi avremmo voluto essere Lapo Ercane

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Sottile, irriverente ma soprattutto diretta. La polemica di Fabio Criseo si fa canzone, di una canzone d’autore che non bada troppo alla filosofia e al sottile intreccio delle parole letterate. Che poi anche le melodie di questo disco sono semplici, efficaci, vanno dritto al sodo. Brani come “Cci vostri” o “Me so rotto” diventano dei veri e propri chiodi che non si staccano più dalla testa. Un nuovo disco che si intitola proprio “Avrei voluto essere Lapo Ercane” che poi infondo cerca sempre una via di fuga nella conquista dei veri significati contro la finzione industriale dell’ordine costituito. Se non si fa l’errore di essere scanzonati dietro al motivetto, ci sono belle morali dentro questo disco, tutte da riportare a casa e rifletterci su.

 

 

Nella tua canzone cosa c’è: polemica o rabbia? O probabilmente accettazione?

Voglia di parlare. Devi accettare per forza le cose, ma è inaccettabile non dirle. Credo che ci siano 10000000000 di motivi per essere arrabbiati, la polemica è sempre stato un mio difetto. Pazienza me ne sono fatto una ragione da tempo.

 

Ti prego spiegaci perché Calcutta e non Bob Dylan? Da cantautore…

Perché mi piace, perché è un sogno più realizzabile! Bob Dylan è più bravo di me di parecchio, per ora è irraggiungibile, per ora. Irraggiungibile anche per il Premio Nobel, figurati per me…

 

E ora spiegaci anche perché Lapo Ercane… e senza filtri se puoi!!!

Lapo Ercane è Lapo Elkann, un giorno un tipo è entrato in un bar dove stavo, ha preso un caffè e ha detto, stanco della solita routine di tutti i giorni in cui spiegava di portare il furgone, “ma nun potevo esse Lapo Ercane, c’avevo li sordi, le donne…”. Quindi da questo suo desiderio di essere il ricco Lapo è nato il titolo dell’album.

 

Luigi Piergiovanni e la produzione Interbeat. Com’è avvenuto il lavoro assieme? Di chi è cosa?

Ci conosciamo da quasi 20 anni, c’è molto feeling, sia umanamente che artisticamente. Facciamo in studio da lui i brani, dopo che mi è venuta un’idea o è venuta a lui ci lavoriamo insieme, buona parte dei brani dell’album sono stati creati e arrangiati insieme. Lui smanetta pure più di me su certi arrangiamenti elettronici.

 

Ma poi alla fine, cantargliene quattro serve a qualcosa? A cosa?

No, se si pensa che serva ci si illude. Non serve a nulla di rilevante. Solo a far pensare. Ma per tradurlo in fatti ce ne vuole.