Di Nicola Barin


SERENA SPEDICATO / NICOLA ANDRIOLI

The Shining of Things. Dedicated to David Sylvian

Dodicilune Edizioni Discografiche e Musicali, 2019

The Shining of Things. Dedicated to David Sylvian

Serena Spedicato, cantante dalla incredibile sensibilità, non è nuova a questo genere di progetti. Ricordiamo il suo album del 2013 che omaggiava la musica di Tom Waits, “My Waits, Tom Waits Songbook”. Questa volta la cantante leccese offre un magnifico omaggio ad uno dei più interessanti artisti inglesi: David Sylvian. Il musicista londinese nel corso sua carriera si è avvicinato spesso al jazz collaborando con famosi jazzisti: ricordiamo Derek Bailey o Bill Frisell.

Come ricorda in maniera chiara e semplice il sassofonista Roberto Ottaviano nelle note di copertina: “Serena fa propri i testi di Sylvian e li destruttura musicalmente in modo da evitare di fargli il “verso”, li rende così quasi avulsi dall’originale e li colloca in una ambientazione meno evanescente, più terrigna, forse intrisi di quella terra da cui proviene la cantante. Un profondo Sud, quello Salentino, nobile e ricercato, finisterrae ma al contempo porta verso l’ignoto.”

La cantante salentina ripropone Sylvian tentando di far emergere le atmosfere jazz, forse già presenti nei brani: il tentativo è di esplorare i singoli brani e disvelare ciò che in potenza contengono. Facendosi accompagnare da meravigliosi musicisti, la Spedicato adotta per ogni traccia un approccio adatto, utile a dischiudere la verità profonda in ogni motivo.

Forbidden Colours viene azzerata dal pathos della voce di Sylvian, la melodia serve per transitare il brano in ambiti più evanescenti con la tromba di Kalevi Louhivuori che segue e apre il brano verso altre direzioni, mentre la cantante recita il testo.

Altro brano complicato da affrontare è Hertbeat: qui si sceglie di togliere inizialmente la parte ritmica e sviluppare un contrappunto a più voci.

Orpheus viene raffreddata rendendo spigolosa la traccia con l’inserimento delle percussioni inquiete di Michele Rabbia e l’improvvisazione collettiva sostenuta dalla tromba di Louhivuori: la cantante quasi recita il testo con un timbro elegante che diviene la sua cifra stilistica.

September insieme ad Orpheus si riscopre molto jazz, con la ritmica sincopata di Rabbia e la voce che riscrive le melodia: ancora una volta è determinante l’accompagnamento di Nicola Andrioli e il lungo assolo della tromba, filtrato dall’elettronica, che dona un timbro ovattato.

Un progetto che nasce con una marcia in più, sia per la caratura dei musicisti, dotati di un deciso interplay, sia per gli arrangiamenti di Andrioli. La Spedicato con la sua voce pulita, profonda ma nello stesso tempo dotata di echi e sedimenti che si affastellano in lontananza, costruisce un fertile tappetto musicale per tutti i componenti.

 

 

Musicisti:

Serena Spedicato, vocals
Nicola Andrioli, piano, original arrangements
Kalevi Louhivuori, trumpet, flugelhorn, electronics
Michele Rabbia, drums, percussions, electronics

Brani:

01. Orpheus
02. Forbidden Colours
03. Weathered Wall
04. Heartbeat
05. Brilliant Trees
06. Laughter and Forgetting
07. September
08. The Shining of Things

Link:

Serena Spedicato

Dodicilune edizioni discografiche e musicali

 

 


Pubblicata il 23/07/2019