Un pop d’autore assolutamente intelligente quello della cantautrice Valeria Angelotti in arte VEA. Si intitola “Sei chi non sei” un disco assai interessante che Vea cura in tanti preziosi dettagli che difficilmente ritroviamo dentro le produzioni indipendenti di oggi. Suoni e mix sono sicuramente un punto forte oltre alla forma canzone che non porta con sé chissà quale rivoluzione ma dimostra quella chimica di stile che significa maturità, consapevolezza e pulita personalità. Un focus lo segnaliamo sul singolo “Esplosa” che in sé racchiude molte delle peculiarità di questo disco, concettuali e sonore. Un video davvero d’impatto dentro cui, come nel resto dell’ascolto d’altronde, veniamo invitati a mettere a nudo noi stessi, senza maschere ma con molta leggera intelligenza… pop.

 

 

Ci aveva colpito il singolo “Esplosa” e poi il resto del disco dove, non sempre, ma spesso la voce ha un mix insolito per la canzone pop d’autore italiana. Sono solo impressioni o sono scelte particolari che avete effettuato in sede di produzione?

Sono scelte, sì. Ho sempre avuto un modo di cantare molto aggressivo, pensando che l’energia di un brano dovesse corrispondere per forza ad una dinamica vertiginosa. E invece siamo riusciti a trovare uno stile diverso e a mio avviso molto intenso.

 

L’elettronica gioca un ruolo portante come sempre ormai. Ma in questo disco sembra essere trasparente. Di questo cosa mi dici?

Mi piace questa definizione! Non ci avevo mai pensato, ma è vero: l’uso dell’elettronica in questo disco è un velo che ti permette di vedere attraverso e scorgere tutto il resto dell’arrangiamento acustico. È una spezia che non copre il resto dei sapori.

 

Devo dirti che in fondo la scrittura di VEA si lascia riconoscere. È una cosa assai speciale oggi, la personalità viene meno troppo spesso. Come ti rapporti a questo obiettivo durante la scrittura delle canzoni?

Ti ringrazio, è la cosa più bella che si possa dire a chi scrive canzoni. La verità? Non ci penso, nel senso…non è che mi metto lì e dico “adesso scrivo un pezzo alla VEA” perché per assurdo tradirei immediatamente me stessa. Essere me stessa non è un obiettivo, ma una condizione del mio vivere. Non so fingermi altro da me…anche se nel profondo può accadere, come ho cercato di esplorare con “Sei chi non sei”.

 

E guardandoti attorno, pandemia a parte, pensi che la tua musica, come quella delle nuove generazioni, abbia avuto il giusto spazio?

No, ma è veramente complicato…siamo troppi, tutti desiderosi di attenzione e in sostanza la musica è, spesso, soltanto un sottofondo. Nonostante la mia età, ad ogni modo non ho alcuna fretta e sono sicura che arriverà il tempo anche per le mie canzoni. Di certo non starò qui ferma a guardare e ad aspettare… continuerò a macinare idee ed interrogativi per poter contribuire (nel mio piccolo) al cambiamento del destino della cultura e della musica.