Vai Mò 2008 Live a Napoli – Pino Daniele promosso, bocciato Gigi D’Alessio

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E cosi’, tra una polemica, il cambio – due o tre cambi – di location, qualche accusa, parecchie smentite, minacce di querele, ricorsi, rimborsi e quanti altri impedimenti si possano immaginare, l’attesissimo tour Vai Mò 2008 Live di Pino Daniele ha debuttato ieri sera nella Piazza del Plebiscito a Napoli, gremita di pubblico festoso, caloroso ed emozionato.
E se per Pino Daniele e’ stato un trionfo, una sonora bocciatura senza appello – peraltro annunciata – e’ toccata a Gigi D’Alessio.


Ma, come quasi tutto quello che accade a Napoli, il trionfo e’ stato sofferto, macchiato dalla cronica mancanza di serenita’ e di fluidita’, di cui e’ ormai preda quasi ogni espressione di questa citta’.


Qualcuno diceva che la cosa piu’ bella di un viaggio, di una vacanza, e’ l’attesa, il progetto, il pregustare quello che accadra’, perche’ poi la realta’ dura un attimo.


Ai napoletani questa parte della felicita’ e negata! Bisognera’ rifarsi con i ricordi. 


Polemiche, anzi tutto, perche’ e’ stato negato il preannunciato Stadio San Paolo. Qualcuno vorra’ poi spiegarci perche’ nello Stadio di San Siro a Milano si tengono, senza particolari problemi e con cadenza inesorabile, concerti rock di personaggi del calibro di Vasco Rossi, Zucchero, Bruce Springsteen ecc.


Si e’ poi detto che il sito indicato in sostituzione, l’Ippodromo di Agnano, non sarebbe stato adatto, anche per il disturbo che avrebbe arrecato ai cavalli la musica ad alto volume fino ad ora tarda. Casualmente, una delle prossime tappe del tour di Pino Daniele si terra’ all’Ippodromo delle Capannelle a Roma, nell’ambito del Roma Rock Festival, dodici concerti a giorni alterni per quasi tutto luglio…  


Poi finalmente l’opportunita’ di Piazza Plebiscito… che rappresenta comunque il simbolo della continuita’ con quel magico concerto di trent’anni fa, divenuto ormai mitico, da cui trae ispirazione quello di oggi.



Resta una serie di fatti su cui riflettere. A Napoli, e non solo – al diavolo stadi e ippodromi – mancano spazi adatti ed attrezzati appositamente per i grandi eventi musicali, in cui sia protagonista un pubblico di massa. Ma mancano anche tante di quelle cose, ben piu’ cosi’ importanti, e la location per i concerti non puo’ certo essere una priorita’. E fra tutte le cose che mancano, la piu’ importante e’ una buona regolata che dovrebbero darsi proprio i napoletani, specie quelli che parteggiano per il “tira a campare” o che “predicano bene e razzolano male”…


Sembra poi proprio che chi conta, decide e puo’, nella cittadinanza napoletana, ce l’abbia con i grandi concerti di musica, specie di quella “non colta”, per cui uno stadio o un ippodromo non possono sopperire alle suddette mancanze. Forse, alcuni di quelli che oggi hanno voltato la faccia a Pino Daniele e messo in difficolta’ la sua organizzazione, trent’anni fa erano dei giovani “di belle speranze”, presenti a quello storico concerto, che sognavano di cambiare il mondo… e forse, proprio da questo, nasceva l’amarezza di Pino nei giorni che hanno preceduto il concerto.


Ma continuiamo a sperare che, dove non e’ riuscito trent’anni fa “quel concerto”, riesca quello di oggi, cioe’ a contribuire a modificare gli intenti, ad elevare il livello culturale e sociale ed a risollevare l’immagine di Napoli e dei napoletani. 


Ce ne e’ stato un altro grandissimo esempio appena pochi giorni fa, proprio a Piazza Plebiscito, quando il grandissimo Zubin Metha, alla direzione dell’Orchestra e del Coro del San Carlo assieme all’Orchestra ed al Coro del Maggio Musicale Fiorentino – oltre 400 musicisti – ha ricevuto una grandissima ovazione per l’interpretazione dalla Nona Sinfonia di Beethoven, un concerto-evento definito maestoso, alla presenza di un pubblico di oltre novemila persone.



Altre polemiche erano sorte gia’ da tempo per la presenza, al fianco di Pino Daniele, di Gigi D’Alessio, un personaggio controverso che – senza troppi giri di parole – tantissimi, tra napoletani e non, amano, ma che tantissimi non riescono assolutamente a tollerare.


Perche’, dunque, polemiche per D’Alessio e non per gli altri ospiti? Perche’ D’Alessio e’ il portabandiera di una forma espressiva – quella della canzone neo-melodica napoletana – che alcuni ritengono sia una tutela della tradizione ed altri, invece, pensano essere divenuta una specie di caricatura, non piu’ perseguibile e non piu’ rappresentativa della musicalita’ della Napoli di oggi, per alcuni addirittura offensiva e discreditante del buon nome della Canzone Napoletana.


Una contaminazione, un confronto-incontro musicale tra Pino Daniele, che pure fa una Serenata a Fronna ‘e Limone – ma una sola e comunque composta – in un disco in omaggio alle sue origini ed alle tradizioni, e Nino D’Angelo, uno degli ultimi melodici veraci, e’ considerato comprensibile ed accettabile come atto di reciproco riconoscimento.


Un duetto tra Pino e Gigi diventa invece, automaticamente, uno scontro tra Titani, cui corrispondono due diverse ed opposte napoletanita’, due pubblici che poco s’intersecano, perche’ poche sono le persone in cui convivono pacificamente due tendenze musicali cosi’ incompatibili. Ne e’ la prova che, diffusasi la notizia della presenza di D’Alessio all’evento di Pino Daniele, il target di pubblico si e’ spostato, attraverso una massiccia richiesta di rimborsi di biglietti gia’ venduti. Quindi, chi ha fortissimamente voluto D’Alessio accanto a Daniele e’ stato categoricamente smentito. E non per – come lo definisce Pino – “razzismo musicale”, ma perche’ proprio, un confronto cosi’, non tiene e non puo’ tenere, e lo hanno dimostrato i fatti. A uno come Pino Daniele, figlio del cuore di Napoli, che – forse un pò per necessita’ professionali ma forse molto anche per scelta – non vive piu’ a Napoli quotidianamente, non e’ concesso di interpretare certi fatti con la riduttiva semplicita’ di un qualsiasi altro osservatore estraneo. Le opinioni che ho sentito mi hanno convinto che, la maggior parte di quelli che hanno mantenuto il biglietto, lo abbiano fatto per tolleranza, per affetto e lealta’ verso di lui pur non condividendo certe scelte. E pur considerando scomoda Piazza Plebiscito e non proprio popolare il prezzo del biglietto, per uno spettacolo a cui assistere in piedi… Zero, quindi, pur riconoscendo tutte le attenuanti del caso, anche all’organizzazione.


Peccato invece siano venuti meno proprio i personaggi piu’ attesi come Wayne Shorter e Al Di Meola, quelli della classe giusta che in molti si aspettavano.



Sul piano della sostanza dello spettacolo, il discorso e’ completamente diverso. Pino Daniele e’ un grandissimo professionista, che ha raffinato e moltiplicato quel carisma che ha sempre avuto nel catalizzare attorno a se collaborazioni che fanno dei suoi spettacoli dei veri e propri eventi irripetibili. Se sullo stesso palco, oltre a diversi componenti delle sue band storiche – raramente Pino si e’ accompagnato con gli stessi musicisti per piu’ di qualche stagione – erano presenti, Giorgia, Irene Grandi, gli Avion Travel, assieme a Chiara Civello, allora diventa chiaro che siamo di fronte ad un evento eccezionale, quasi un festival.


E non si tratta affatto della semplice vanita’ di affiancarsi a veri e propri mostri sacri della musica. Pino ha cantato con Irene Grandi e con Giorgia, ed ha prodotto dei dischi di quest’ultima, quando queste non avevano ancora la celebrita’ di oggi, ed oggi duetta con Chiara Civello, una giovane cantante molto jazzy, ancora relativamente poco conosciuta (ma da stasera non piu’), a dimostrazione della sua vocazione di scopritore di talenti esclusivamente in base alla loro effettiva bravura e della funzionalita’ che assumono nei brani a cui partecipano.


Pino poi, com’e’ noto, lascia pochi spazi per l’improvvisazione vera e propria; lo spettacolo e’ ben progettato nei minimi particolari, non sono ammesse sbavature, e lui e’ capace di una grandissima concentrazione nel seguire attentamente la scaletta.


Particolarmente riuscito il duetto con Avion Travel, dove Peppe Servillo ha ricamato, assieme a Fausto Mesolella, un’azzeccatissima Terra Mia.



Ogni artista ha un feeling particolare con alcune sue creazioni e con alcuni suoi colleghi, specie in campo musicale, dove la creativita’ e’ spesso frutto di lavoro collettivo. Ebbene e’ completamente evidente che Joe Amoruso, James Senese, Rino Zurzolo, Tullio De Piscopo e Tony Esposito, cosi’ come Gigi De Rienzo, Ernesto Vitolo, Agostino Marangolo, Alfredo Golino, Gianluca Podio, Matthew Garrison, Fabio Massimo Colasanti e tutti gli altri, hanno una marcia in piu’ quando suonano con Pino Daniele. Sono poi anche bravissimi in tanti altri contesti musicali e con altre formazioni ma, quando sono assieme, tirano fuori il meglio di se, toccano l’apice del rendimento ed il pubblico, sebbene abbia affrontato dei disagi pur di partecipare, non e’ rimasto deluso.

Le immagini: https://www.soundcontest.com/photo2.php?id=24


 


La sintest del concerto: https://www.soundcontest.com/video2.php?id=29