GIUSEPPE D’ALONZO | Un disco di leggera psichedelia d’autore

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Ascoltare un disco come “Tornerà” significa far un bel tuffo nella canzone melodica italiana di tanti anni fa, quella che non cede tanto facilmente alle soluzioni pop mainstream e sa come non svendersi alla comodità mediatiche andando a richiamare qualche buon sapore di psichedelia cantautorale… anni ’70. E non sono soltanto nostrani i riferimenti, tutt’altro anzi. Giuseppe D’Alonzo, che all’esterofilia della sua musica deve molto, pubblica una produzione, per la prima volta nella sua carriera, interamente in italiano, lanciato in rete dal singolo “Respiro” arricchito di un video ufficiale in tono retrò e lo-fi, un po’ come tutto il mood del disco. Canzoni d’amore e canzoni che sanno di un tempo passato, canzoni di un personale conto con la nostalgia, canzoni forse troppo personali che in qualche misura sembrano non avere riguardi per l’orecchio del pubblico… esattamente come accadeva negli anni d’oro della bella contaminazione culturale che avevamo anche noi, qui nel nostro bel paese del santo pop.

 

 

 

Parliamo di suono… un profilo lo-fi che permea un po’ tutto il filo del discorso di questo disco… sbaglio? E perché questa scelta?

Sì, è un disco che vuole entrare in punta di piedi, chiedere quasi il permesso di affacciarsi al mondo della musica cantautorale italiana, mondo per il quale nutro grande rispetto per il calibro degli autori che ne hanno fatto la storia.

 

Un disco che penso sia molto più intimo e tuo rispetto ai lavori passati… non sei d’accordo con questa mia impressione?

Credo che in passato, il rimanere fedele alla corrente artistica che amo, il rock blues, ha limitato la mia voglia di condividere emozioni intime.

Scrivere in inglese era come scrivere ad un pubblico d’oltreoceano o d’oltremanica se vogliamo.

Quando ho iniziato a scrivere in italiano anche la musica ha iniziato ad essere più “intima”.

Prima indossavo un abito confezionato da anni di musica di stampo anglosassone.

Scrivere in italiano è stato come ricevere in dono la possibilità di confezionare l’abito su misura per me. Anche la musica e le melodie sono cambiate, si sono adattate ai testi di una lingua senz’altro più complessa. Ho scoperto un modo di esprimermi che non conoscevo, e credo di essere agli inizi di questo percorso intrapreso con “Tornerà”.

 

Perché un disco in Italiano? Il tuo primo lavoro in italiano se non erro…

Il primo brano che ho scritto in italiano è stato “l’Uomo di ieri”, pubblicato con i Crabby’s e cantato insieme alla mia carissima amica Manuela Limina.

Qualcosa è cambiato in me dopo quel brano. Le canzoni sono iniziate a fluire con testi in italiano. Non è stata una scelta ragionata, ma credo sia stato un naturale percorso di maturazione artistica.

Evidentemente avevo bisogno di anni di rock/blues e tre cd in inglese per approdare alla mia musica, che ora credo di iniziare ad intravvedere…

 

“Tornerà” penso sia una lunga preghiera laica alla nostalgia e alle belle forme di un tempo… cosa mi dici?

Vedi, la cosa incredibile è che in questo periodo particolare che stiamo vivendo, sto ritrovando esattamente il mood con cui ho scritto questo cd l’anno scorso.

La pandemia ci ha costretti a rallentare, quasi fermarci. Abbiamo avuto in molti la possibilità di riflettere su cosa è importante davvero nella vita, sul valore della lentezza, sul valore degli affetti. Paradossalmente la tecnologia che negli ultimi anni ci ha distratto dai cari e da noi stessi, in questo periodo è stata protagonista dell’esatto opposto, ovvero ci ha permesso di vederci a distanza, di rimanere in qualche modo connessi con i nostri cari.

L’insegnamento che ne possiamo trarre è che non sono la tecnologia ed il progresso di per sé a distrarci e renderci meno “umani”, bensì è l’uso che ne facciamo.

Questo pensiero mi accompagnerà per i prossimi anni.

Mentre scrivevo “Tornerà” non potevo immaginare che sarebbe arrivato un periodo così fatale e ravvicinato che mi avrebbe fatto riscoprire il fuoco dell’umanità che ancora arde sotto la cenere generata da anni di indifferenza, anni cinici, eppure sentivo che questo era possibile… da cui il titolo “Tornerà”

Oggi le cose sono cambiate, la fiamma ha ripreso ad ardere…non spegniamola di nuovo!

Il rock degli anni ’60 e ’70, quel suo gusto acido che si nascondeva anche sotto la pelle dei cantautori di controcultura… oggi secondo te che fine ha fatto?

A mio avviso negli Stati Uniti e in Inghilterra c’è ancora, di certo con nuove sonorità, nuove liriche, non nei primi posti in classifica, ma quella gente ama il rock, senza dubbio.

Ma direi che anche in Italia molte persone amano il rock, basta vedere il seguito delle cover band, e il tutto esaurito quando arriva Gilmour o altri grandi del rock.

Perché poi artisti che fanno rock non sono in classifica questo è per me un mistero, ma come sappiamo non sempre domanda e offerta si incontrano come nell’ormai superata idea di mercato perfetto Keynesiano…

 

A chiudere: parlaci di questo video… anch’esso in linea con il resto della forma…

Tutto è nato da uno zoccolo da dottore, di quelli bucherellati.

Mi ero fratturato una caviglia e mentre mi ingessavano la gamba guardavo quegli zoccoli e immaginavo come sarebbe stato guardare il mondo attraverso una parete bucherellata.

Così mi è venuta l’idea di mettere la videocamera all’interno di una scatola con tanti piccoli buchi della stessa dimensione e riprendere il mio studio.

Volevo girare un video molto intimo, senza intermediari, in presa diretta con i miei sentimenti e che mostrasse appunto il luogo dove passo ore a scrivere e arrangiare canzoni.

Spero di esserci riuscito, il risultato è una esperienza un po’ psichedelica.

La luce calda e soffusa, diffusa da una lampada anni ’60, i tanti oggetti riportati dagli innumerevoli viaggi, occhi di strani animali e persone ritratte in quadri che sembrano ricambiare il nostro sguardo indiscreto ma non turbativo, che attraverso uno spioncino fluttua nella stanza… tutto questo, insieme alla musica, contribuisce ad una esperienza che spero avvicini l’ascoltatore al mio stato d’animo e a quello che voglio esprimere con questo disco.