Scenari sonori complessi e policromi che si congiungono in modo sinaptico con pregevoli incastri poliritmici e illuminanti idee armoniche, frutto di un’approfondita incursione tendente al free, al contemporary jazz e all’avant-garde jazz. “Moksha Pulse” è la nuova opera intellettuale concepita dall’ubertosa e onnivora mente del chitarrista e compositore Umberto Tricca. Il leader di questo ardimentoso progetto discografico è coadiuvato da cinque sodali di inconfutabile valore come Achille Succi (sax alto e clarinetto basso), Giacomo Petrucci (sax baritono), Nazareno Caputo (vibrafono), Gabriele Rampi Ungar (contrabbasso) e Bernardo Guerra (batteria). I sette brani che formano la tracklist scaturiscono dalla penna ispirata di Tricca, ad esclusione di Lude (Vijay Iyer). L’incalzante Burning in Varanasi è una composizione dal forte impatto. Qui il chitarrista architetta un eloquio evocativo, sapientemente ponderato e calibrato, sostenuto dal comping cangiante e mai asfittico costruito dal tandem Rampi Ungar-Guerra. Succi intesse un sermone sgusciante, nitido, debordante di vorticosi sprint cromatici. Il climax ombroso di Empty Space è denso di fascino. Tricca genera un’elocuzione pensosa e felpata, senza snocciolare note a grappoli. Chango Rebel è un brano surreale, che esercita un potere ammaliatore. L’incedere di Succi è fluttuante, vibrante, ingemmato da una ricca esplorazione del registro sovracuto. Umberto Tricca scandisce brillantemente le frasi con notevole consapevolezza ritmica. “Moksha Pulse” è un disco che irrora l’intelletto, in cui i sei protagonisti non seguono pedissequamente un canovaccio canonico, ma si lasciano trasportare dalla loro istintività e dal loro estro facendosi pervadere dalla magia della musica.
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