SPIRITUALIZED | Ladies And Gentlemen We Are Floating In Space

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SPIRITUALIZED
Ladies And Gentlemen We Are Floating In Space
Dedicated Records
1997

Ebbene sì. La classe non è acqua e quanti ne possiedono anche solo una parte nelle piastrine del DNA prima o poi la mettono in mostra, con buona pace di tutti i detrattori. Dopo aver vissuto per parecchi anni all’ombra dell’egocentrismo di Pete “Sonic Boom” Kember, a partire dal 1990 la statura artistica di Jason “Spaceman” Pierce si erge senza più ostacoli nello splendido progetto personale Spiritualized.

 

Diventato a sua volta maniaco dittatore, l’ex Spacemen 3 sembra avere dalla sua una vena creativa estremamente prolifica (la discografia degli Spiritualized batte in quantità e qualità quelle di Spectrum, Darkside e Alpha Stone messe insieme), a dispetto di un patologico perfezionismo che lo porta a rielaborare e limare fino al parossismo ogni pezzo registrato in studio.

Alle originali intuizioni dei “tre astronauti” Pierce ha saputo aggiungere tappezzerie psicosoniche colorate di liquida psichedelia elettro-space-gospel, aggiornando, con tanto altro ancora , quelle spigolose trame stoogesiane ed elevetorsiane che in tempi non sospetti avevano dato nerbo all’esplosione dell’ala più ruvida del brit-rock primi anni Novanta.

Negli Spiritualized v’è comunque un innegabile rimando al verbo velvettiano, una mal celata devozione alla lezione di Sun Ra, all’acid blues delle migliori formazioni Sixties unito agli sperimentalismi di gente come Suicide, Silver Apples e Can.

Al Nostro bastarono però appena due passi (“Lazer Guided Melodies” del 1992 e “Pure Phase” del 1995) per metter finalmente piede in quell’Eden sonico che è, ancor oggi, “Ladies And Gentlemen We Are Floating In The Space”. Pubblicato nel giugno del 1997, l’album prende titolo da un passaggio de “Il mondo di Sofia”, romanzo filosofico e bestseller dello scrittore norvegese Jostein Gaarder.

Per confezionarlo Pierce impiegò cinque studi di registrazione diversi e una cinquantina fra musicisti e ospiti: nella fattispecie il Balanescu Quartet (già presente in “Pure Phase”), il London Community Gospel Choir e Dr. John (per il cui contributo Pierce si spostò appositamente negli Stati Uniti).

Il risultato di tanta manovalanza è condensato in dodici fantastiche composizioni per un totale di settanta strabilianti minuti di musica, combattuti tra dissonanti armonizzazioni pop e slanci propulsivi sfarinati in un surreale mantra lisergico, chiassoso e delicato al tempo stesso.

L’iniziale title track accoglie subito l’ascoltatore con modi garbati e gentili, sfoderando tra voci e tastiere, una smerigliata melodia dal sapore quasi canterburiano. C’è anche da sottolineare che il brano divenne subito un caso sia per l’intro vocale (quello dell’ ex tastierista Kate Radley, partner professionale e sentimentale di Pierce che due anni prima dell’uscita del disco era convolata a nozze segrete con Richard Ashcroft dei Verve ), sia per il refrain inglobato di I Can’t Help Falling In Love di Elvis Presley, riguardo al quale gli eredi della star fecero causa e ne vietarono l’uso fino al 2009.

La successiva Come Together è animata da accordi di chitarra vigorosi e da una sezione di fiati che regala al tutto una circolare solennità. C’è poi un incredibile trittico, composto da I Think I’m In Love, All Of My Thoughts ed Electricity, nel quale convivono, con controllata potenza espressiva, combinazioni rhythm ‘n’ blues, tradizione soul, graffianti lineee stoogesiane e sprazzi di acida psichedelia texana. A questo gruppo si contrappongono pezzi più vellutati e allucinogeni (Home Of The Brave e Stay With Me) mentre The Individual e No God Only Religion scorrono su stranianti scenografie di rumorismo sonico e vertiginose orchestrazioni space-jazz.

Nella parte finale della raccolta la musica si sposta su coordinate esteticamente più raffinate (il quartetto d’archi che interviene in Broken Heart) e passionali (il gospel-soul di Cool Waves). Ma tutto ciò è ancora nulla in confronto all’orgia di note e idee che scaturiscono dai diciassette minuti di Cop Shoot Cop, un visionario tornado psichedelico di feedback e decibel mitigato, in momenti diversi, dal canto drogato di Pierce e dal piano in chiave night club di Dr. John.

Dopo tanti anni “Ladies And Gentlemen” resta ancora l’apice artistico degli Spiritualized e un “classico” tra i più memorabili e seminali degli anni Novanta. Un’opera epica e affascinante, eternata dalla luce abbagliante dei suoi dodici inscalfibili diamanti.

Voto: 10/10
Genere: Space Rock / Psych-Pop / Chamber / Jazz-Rock / Gospel

Musicisti:

Jason Pierce – vocals, guitars, hammered dulcimer, piano, autoharp
Kate Radley – organ, piano, synthesizer, backing vocals
Sean Cook – bass guitar, harmonica
Damon Reece – drums, percussion, timbales, bells, timpani
John Coxon – guitars, melodica, synthesizer
Ed Coxon – violin
B.J. Cole – pedal steel guitar
Angel Corpus Christi – accordion
Andy Davis – organ
Dr. John – piano, backing vocals #11 (Cop Shoot Cop…)
Simon Clarke – flute, baritone saxophone
Tim Sanders – tenor saxophone
Terry Edwards – tenor saxophone
Roddy Lorimer – trumpet, flugelhorn
Neil Sidwell – trombone
Tim Jones – French horn
The Balanescu Quartet
London Community Gospel Choir

Tracklist:

01. Ladies And Gentlemen We Are Floating In Space (I Can’t Help Falling In Love)
02. Come Together
03. I Think I’m In Love
04. All Of My Thoughts
05. Stay With Me
06. Electricity
07. Home Of The Brave
08. The Individual
09. Broken Heart
10. No God Only Religion
11. Cool Waves
12. Cop Shoot Cop