SOLIS STRING QUARTET & SARAH JANE MORRIS | All You Need is Love

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SOLIS STRING QUARTET & SARAH JANE MORRIS
All You Need is Love
Irma Records
2022

Prendiamo un quartetto di archi, strumenti per loro natura legati a origini classiche anche se poi ampiamente utilizzati in ogni genere musicale, dal pop alla musica folk e al jazz, nella fattispecie il gruppo dei Solis String Quartet, i violini di Vincenzo Di Donna e di Luigi De Maio, la viola di Gerardo Morrone, il violoncello o, in alternativa, una chitarra, per mano di Antonio Di Francia. Aggiungiamo una voce grave e profonda, a tratti roca e avvolgente, in alcune sfumature perfino androgina, una voce nera nascosta in una donna dalla pelle bianchissima e dai capelli rossi, nata a Southampton, come quella di Sarah Jane Morris. Prendiamo poi le composizioni di un geniale gruppo di (ex) ragazzi inglesi, tali Beatles da Liverpool, che seppero inventare, precorrere e rivoluzionare la musica rock a livello mondiale. Mettiamo ancora, un generoso pizzico di blues, un pezzo di rock, un profumo di sensibilità musicale mediterranea che solo in quei quattro musicisti partenopei è possibile trovare, perché quella particolare essenza di napoletanità può crescere solo su un substrato di studi classici, coltivati alle pendici del Vesuvio e maturati nel segno del jazz e della contaminazione dei generi. Mescoliamo il tutto con attenzione, con la delicatezza e la raffinatezza musicale proprie del maestro Di Francia, ed ecco pronto “All You Need Is Love”, la nuova fatica, fragrante e appetitosa, dei Solis String Quartet con la fantastica voce di Sarah Jane Morris. Un modo del tutto nuovo ed originale di rileggere e reinterpretare il meglio delle canzoni dei leggendari Beatles.

Tutti i brani selezionati per questa compilation, composti a suo tempo da John Lennon & Paul McCartney, ri-arrangiati oggi da Antonio Di Francia con “occhio”, e soprattutto orecchio, attenti alle caratteristiche espressive del proprio gruppo di cui fa parte e delle particolari caratteristiche vocali della Morris, hanno rappresentato la colonna sonora di molti di noi, anche tra i più giovani. Composizioni geniali e accattivanti, che hanno sfidato il tempo lasciando un segno indelebile nell’evoluzione della musica moderna. Fin dai primi anni Sessanta erano nati i diversi filoni ibridi tra Rock’n Roll e Blues, quelli americani, naturalmente, i capostipiti, che si erano poi rapidamente diffusi, sviluppati ed evoluti anche in Europa e particolarmente in terra britannica. Nascevano così anche le prime dispute tra i Rolling Stones e i Beatles; ambedue facevano in qualche modo “scandalo” tra le vecchie generazioni, sopraffacendo il “bel canto” con atteggiamenti urlati e aggressivi, chitarre elettriche, capelli lunghi, abbigliamenti anticonformisti e stili di vita molto originali, alternativi e, particolarmente nei primi, addirittura dissennati. In quel contesto però, mentre gli Stones avevano abbracciato sonorità ed espressioni più “dure”, di rottura e destinate poi a evolversi in espressioni musicali più” hard”, i Beatles avevano invece percorso uno stile morbido, tratti più melodici e “pop”, e riuscivano ad ammiccare anche alle generazioni più conservatrici e “benpensanti”, fino ad essere accettati come fenomeno di costume perfino dalla Casa Reale Britannica ed insigniti del titolo di Baronetti. Tutta questa storia, tornando al nostro contesto, aiuta a spiegare perché la scelta di ri-arrangiare e reinterpretare i Beatles si è prestata così bene al sapore classicheggiante e romantico dell’accompagnamento dei Solis, come sia così ben riuscito l’avvicinamento di due “mondi” e come mai ogni brano, a cominciare da quello di apertura, All You Need Is Love, a quello che segue, Come Together, fino a The Long And Winding Road e Yesterday, sebbene attempatissimi, risultino in realtà “senza tempo”, immediatamente riconoscibili e familiari a tutti, anche ai più giovani. Da notare inoltre che, mentre nei mitici ’60 uno degli elementi basilari e di “rottura” era l’uso duro, massiccio, imprescindibile e sovrastante della batteria, l’intero disco dei Solis con Sarah Jane è realizzato senza contributo alcuno di sezioni ritmiche, né batteria né basso, quindi, l’azione “legante” è delegata al violoncello e il tempo è scandito dalla cadenza delle note basse un po’ di tutti gli archi.

A tratti anche con risvolti e dissonanze dai tratti drammatici come in Helter Skelter o in Lucy In The Sky With Diamonds. Da segnalare ancora un medley particolarmente dedicato al compianto John Lennon, fondatore e co-leader, assieme a Paul McCartney, e caposaldo della poetica del gruppo, scomparso prematuramente ad opera dalla scellerata mano assassina di Mark David Chapman, che attinge oculatamente a brani meno conosciuti, ma non per questo meno qualificanti, del grande genio di Liverpool. L’intero progetto prende origine dalla pièce teatrale Ho ucciso i Beatles”, un atto unico di Stefano Valanzuolo per la regia di Pierluigi Iorio interpretato da Paolo Cresta, oltre che dagli stessi Solis & Morris, che ripercorre proprio gli attimi dell’omicidio di Lennon. Concludo dicendo che, ove mai non si fosse fin qui capito, questo omaggio ai Beatles e, indirettamente, agli anni ’60, così pregno di spessore artistico e raffinatezza, mi è piaciuto molto.

 

Genere: Pop

Musicisti:

Vincenzo Di Donna, violin
Luigi Di Maio, violin
Gerardo Morrone, viola
Antonio Di Francia, cello, guitar and arrangements
Sarah Jane Morris, voice

Tracklist:

01. All You Need is Love
02. Come Together
03. Helter Skelter
04. Hey Jude
05. Lennon Medley
06. Lucy in the Sky with Diamonds
07. Norwegian Wood
08. Strawberry Fields Forever
09. The Fool on the Hill
10. The Long and Winding Road
11. Yesterday

Link:

Solis String Quartet

Sarah Jane Morris