SILVIA DONATI & NOVA 40 | Vortice

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SILVIA DONATI & NOVA 40
Vortice
IRMA Records
2021

Note frizzanti, un pizzico di sonorità elettroniche contrapposte a ricche sonorità analogiche, tanto latino-brasiliano; non mente il titolo, Vortice, di questo lavoro della bravissima Silvia Donati che però, a dire il vero in tutta onestà, non è titolare al 100% di tutto il merito, che condivide con i Nova 40.

Il lavoro è infatti un classico esempio di fattivo e proficuo lavoro di squadra tra la nostra Silvia e diversi altri eccellenti collaboratori, Massimo Greco, nella triplice veste di trombettista ma anche di autore e arrangiatore di alcuni brani dell’album, Maurizio Piancastelli, anch’egli trombettista, compositore e arrangiatore, Alessandro Meroli, flautista e saxofonista-baritono, il trombonista Massimo Zanotti, il chitarrista Giancarlo Bianchetti, il contrabbassista Christian Lisi, Roberto Rossi, batterista, cantante e coautore, con la partecipazione del cantante Nelson Machado oltre che delle coriste Barbara Giorgi e Monica Dardi.

Non amo le liste e i confronti tra nomi ma, per presentare bene Silvia Donati a chi non la conoscesse ancora, è utile ricordare che ha partecipato a diverse trasmissioni radiofoniche e televisive, in Italia e all’estero, e anche qualche altra collaborazione eccellente; ha infatti cantato e composto testi con Nicola Stilo, collaborato con Toninho Horta, Barbara Casini, Stefano Bollani e Roberto Gatto. Ha inoltre partecipato a spettacoli vari su diversi palcoscenici assieme a moltissimi altri jazzisti di grande calibro, quali Roberto Taufic, Gabriele Mirabassi, Achille Succi, Andrea Pozza, Ares Tavolazzi e molti altri.

Con questo Vortice ci troviamo di fronte a un disco di genere latin-jazz davvero sorprendente, nel quale  abbondano Samba e Bossa Nova, e dove un solo brano dell’album è firmato dall’unico vero brasiliano D.O.C. Jorge Ben Jor. 
Per il resto, gli autori, gli arrangiatori, i musicisti e i cantanti che compongono questa formazione Nova 40, sono tutti italiani e questo a conferma del fatto che questi artisti hanno saputo introiettare e fare propri completamente il feeling e il groove della musica popolare brasiliana.

E’ sorprendente come, ascoltando questi brani per la prima volta e senza conoscere altro del disco, non si possa minimamente intuire né sospettare che esso è interamente concepito, progettato e realizzato in Italia da italiani che riescono a riproporre e trasmettere la raffinatezza e la ricercatezza proprie del latin-jazz, e della Bossa Nova in particolare, d’autore.
La prestazione artistica di Silvia Donati è assolutamente ineccepibile, mostra notevoli passione e trasporto nel proporre i suoi brani con maestria ed esperienza.

Una vera chicca da non perdere per gli amanti del genere.   

 

Tracklist:

01. Parece Vortice (Giuseppe Lisi, Roberto Rossi, Silvia Donati) – Silvia Donati, voce – Giancarlo Bianchetti, chitarra – Roberto Rossi, batteria, percussioni e voce.
02. Fale Claro (Roberto Rossi, Giancarlo Bianchetti, Maurizio Piancastelli, Silvia Donati) – Silvia Donati, voce – Alessandro Meroli, flauto – Maurizio Piancastelli, tromba – Giancarlo Bianchetti, chitarra – Roberto Rossi, batteria e percussioni.
03. Mantener A Calma (Massimo Greco, Silvia Donati) – Silvia Donati, voce – Massimo Greco, tromba – Roberto Rossi, batteria.
04. Sim Ou Nau (Massimo Greco, Silvia Donati) – Silvia Donati, voce – Nelson Machado, voce – Barbara Giorgi, voce – Monica Dardi, voce – Alessandro Meroli, flauto e sax baritono – Massimo Greco, tromba – Massimo Zanotti, trombone – Giancarlo Bianchetti, chitarra – Christian Lisi, contrabbasso – Roberto Rossi, batteria e percussioni.
05. Asas De Veludo (Dora Schillizzi, Silvia Donati) – Silvia Donati, voce.
06. Wide (Arianna Scartozzi, Silvia Donati) – Silvia Donati, voce – Massimo Greco, tromba – Giancarlo Bianchetti, chitarra – Christian Lisi, contrabbasso – Roberto Rossi, batteria.
07. Toda Colorida (Jorge Ben Jor) – Silvia Donati, voce – Massimo Greco, tromba e arrangiamenti – Massimo Zanotti, trombone – Alessandro Meroli, sax baritono.
08. Xeque Mate (Dora Schillizzi, Roberto Rossi) – Silvia Donati, voce.
09. Sampinho (Roberto Rossi, Giancarlo Bianchetti, Massimo Greco, Silvia Donati) – Silvia Donati, voce –  Alessandro Meroli, flauto – Massimo Greco, tromba – Massimo Zanotti, trombone – Giancarlo Bianchetti, chitarra – Roberto Rossi, batteria e percussioni.
10. Apaixonada (Massimo Greco, Silvia Donati) – Silvia Donati, voce – Alessandro Meroli, flauto – Giancarlo Bianchetti, chitarra – Christian Lisi, contrabbasso – Roberto Rossi, batteria e percussioni.
11. Holland (Giuseppe Lisi, Silvia Donati) – Silvia Donati, voce

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Maurizio Spennato
In principio furono un mangiadischi e un registratore a nastro, con cui “rubare” la musica, che all’epoca non era a portata di orecchio come oggi, dalla TV, dalla radio e, dai dischi prestati da amici, parenti, compagni e, in seguito, colleghi e conoscenti. Quando sentii “Il Primo Giorno di Primavera”, dei Dik Dik (sull’onda stilistica di “A Whiter Shade Of Pale”, dei Procol Harum, a sua volta ispirata alla progressione armonica dell’Aria Sulla IV Corda, di J. S. Bach) da una ”band” di periferia, mi folgorò il suono dell’Hammond, che mi spinse ad iscrivermi ad una scuola di musica. Oltre ai fondamenti della musica, conobbi e familiarizzai con organo, pianoforte e tantissimi strumenti musicali di cui non avevo idea (e, tra differenze e similitudini, mi innamorai di ciascuno di essi), con la Canzone Napoletana classica ma anche con quella moderna, di Renato Carosone, e con le riletture di Peppino Di Capri e di Fred Bongusto. Quando scoprii di avere un discreto orecchio musicale, abbandonai lo studio e mi buttai nei primi complessini di ragazzi. Finita questa stagione, rimase l’ascolto dei dischi e della musica in generale dove imparavo ad apprezzare le differenze delle contaminazioni tra generi e le influenze della Bossa Nova, del Blues, del Jazz e del Rock sulla musica Pop. Da allora non ho mai smesso di raccogliere musica - in una collezione di oltre 2000 dischi – di ascoltarla, “osservarla” e “studiarla” criticamente e di descriverla, documentarla e trasmetterne, anche visivamente attraverso la fotografia, tutte le emozioni che riesco a coglierne nei concerti “live” che ho l’opportunità di seguire.