POLO JAZZ VILLAGE – Mehldau, Shorter e Yellowjackets a Marcianise (CE)

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Dal 5 al 30 luglio 2008 tre concerti da non perdere per la prima edizione della rassegna POLO JAZZ VILLAGE
Le grandi stelle del jazz internazionale sul palco del POLO DELLA QUALITÀ di Marcianise (Caserta) per la prima, imperdibile edizione di POLO JAZZ VILLAGE, la rassegna che dal 5 al 30 luglio 2008 ospitera’ i concerti del BRAD MEHLDAU Trio, del WAYNE SHORTER Quartet e degli YELLOWJACKETS con MIKE STERN.
Un calendario-live per tre concerti che vedranno alternarsi sul palco del tempio campano dell’eccellenza quattro astri del jazz mondiale: la “leggenda vivente” Wayne Shorter, il fenomeno del pianoforte-jazz Brad Mehldau, la formazione storica degli YellowJackets e uno dei piu’ grandi chitarristi al mondo come Mike Stern.
“Polo Jazz Village e’ la rassegna-live piu’ ambiziosa del POLO DELLA QUALITa’ – spiega Guglielmo Aprile, Presidente del centro poliproduttivo di Marcianise -Shorter, Mehldau, Stern e gli YellowJackets sono straordinari esempi di eccellenza nella Musica e autentici punti di riferimento per il jazz mondiale. Polo Jazz Village e’, dunque, una grande celebrazione della Musica e dell’Eccellenza”.


5 luglio 2008 _ h 22.00


BRAD MEHLDAU TRIO


Brad Mehldau (pianoforte) / Larry Grenadier (contrabbasso) / Jeff Ballard (batteria)


Il trentottenne pianista statunitense Brad Mehldau e’ uno degli astri piu’ luminosi e apprezzati del jazz contemporaneo. Nato in Florida, ma formatosi a New York con Fred Hersch e Kenny Werner, deve i suoi primi importanti live al batterista Jimmy Cobb, che lo convoca nella sua formazione al fianco del sassofonista Joshua Redman. È nel 1994 che Mehldau forma un trio di cui e’ leader, sulle orme del grande pianista Bill Evans, sua dichiarata fonte di ispirazione.
Introducing del 1995, Elegiac Cycle del 1999, Places del 2000, Largo del 2002 sono i capitoli discografici che costellano una carriera in costante crescita espressiva e caratterizzata da successi raccolti in tutto il mondo. Testimonianza di cio’ e’ il Live in Tokyo, per il quale il prestigioso jazz-magazine statunitense Down Beat lo incorona come miglior pianista jazz del 2004. Al pianoforte di Mehldau sono legate anche alcune tra le piu’ belle e intense composizioni delle colonne sonore dei film Eyes Wide Shut (1999), ultima pellicola del grande regista Stanley Kubrick, Space Cowboys (2000) o Million Dollar Hotel (2000).
Tra composizioni originali, jazz standards e riletture d’autore di canzoni celebri – dai Radiohead a Nick Drake sino ai Beatles – il repertorio del trio costituito da Brad Mehldau (pianoforte), Larry Grenadier (contrabbasso) e Jeff Ballard (batteria) aprira’ la rassegna Polo Jazz Village 2008 portando sul palco della Piazza Eventi del Polo della Qualita’ il suono che ha caratterizzato i lavori discografici The Art of Trio (ben cinque capitoli dal 1996 al 2001) e Brad Mehldau Trio Live, recente e fortunato disco dal vivo registrato dai tre musicisti.


17 luglio 2008 _ h 22.00


WAYNE SHORTER QUARTET


Wayne Shorter (sassofono) / John Patitucci (basso) / Brian Blade (batteria) / Danilo Perez (pianoforte)


Uno dei piu’ grandi sassofonisti della storia del jazz mondiale; per musicisti e musicofili e’ un’autentica leggenda vivente. Wayne Shorter: il solista nato nel New Jersey 75 anni fa, il sassofonista dei Jazz Messenger, il fondatore dei Weather Report…
Una carriera iniziata all’eta’ di 26 anni, e proseguita per mezzo secolo con straordinaria energia espressiva. Nell’ottobre del ’59, Shorter entra a far parte dei Jazz Messengers del leggendario Art Blakey, assumendo via via un ruolo cruciale all’interno dell’ensemble.
Da The Big Beat del 1960 a Free For All del 1964, il contributo di Shorter al sound della formazione guidata di Blakey e’ estremamente importante ed apre la strada agli anni in cui il sassofonista americano incide per la prestigiosa etichetta Blue Note affiancando il grande Miles Davis. Quando John Coltrane decise di lasciare la formazione di Davis, quest’ultimo individuo’ in Shorter l’erede del grande autore di A Love Supreme. Dal 1964, dunque, Wayne Shorter intraprende una carriera solista ricchissima ma, contemporaneamente, e’ componente stabile di tutte le formazioni di Davis fino al 1970.
Night Dreamer, The All Seeing Eye, Witch Hunt, Dance Cadaverous, Infant Eyes, gli standard Virgo e Footprints, Ju Ju e il disco-capolavoro Speak No Evil realizzato con Freddie Hubbard (tromba), Herbie Hancock (pianoforte), Ron Carter (basso), Elvin Jones (batteria): nell’arco di pochi anni, Wayne Shorter si ritaglia un posto d’onore nella storia del jazz mondiale.
L’esperienza con Miles Davies – e con Dave Holland, Chick Corea, Herbie Hancock o George Benson! – trovera’ spazio sulle tracce di In A Silent Way o Bitches Brew ed aprira’ le porte al progetto Weather Report che prendera’ vita dal 1971 ai tardi anni Ottanta e che produrra’ ben 16 album.
Il legame tra Shorter e il tastierista di origine austriaca Joe Zawinul si concretizza nell’avventura dei Weather Report, che vede coinvolto anche il contrabbassista Miroslav Vitous, Al Mouzon alla batteria e Airto Moreira alle percussioni.
L’esordio con il disco Weather Report e, soprattutto, la pubblicazione del capolavoro I Sing The Body Electric del 1972 segnano un nuovo corso nei linguaggi del jazz internazionale. Sweetnighter e Mysterious Traveller confermano il ruolo-chiave dei WR nel panorama jazz degli anni Settanta.
La sostituzione di Vitous con Alphonso Johnson nella band, un progetto solista di Shorter con il musicista brasiliano Milton Nascimiento, la pubblicazione dell’eccellente Black Market e del pluripremiato Heavy Weather fanno da cornice all’entrata in scena di Jaco Pastorius, figura-chiave nell’evoluzione del basso elettrico contemporaneo.
Il ‘dream team’ del jazz, ovvero Wayne Shorter, Jaco Pastorius e Joe Zawinul, trovera’ nella batteria di Peter Erskine il suo completamento ideale: il suono dei Weather Report segna un determinante ‘cambio di rotta’ nella musica degli anni Settanta e Ottanta. Partendo dal jazz, la formazione statunitense contribuira’ a contaminarlo con il fraseggio del rock o con timbriche appartenenti ad altre culture musicali.
Dagli anni Ottanta ad oggi, Shorter si e’ riconfermata star di primissima grandezza del jazz mondiale e non solo; testimonianza di cio’ e’ la ritrovata partnership con Miles Davis nell’ottimo Tutu, ma anche le collaborazioni con Marcus Miller, Joni Mitchell, Pino Daniele, Carlos Santana, Rolling Stones, Herbie Hancock, Brad Mehldau, Bob Dylan o Emmylou Harris …
È del 2003 la pubblicazione dell’album Alegria segna un momento-chiave nella carriera recente del sassofonista: composizioni originali e repertorio classico si fondono per un disco che riscuote grande successo di pubblico e di critica e che conquista un Grammy Award.
Wayne Shorter al sassofono, John Patitucci al basso, Brian Blade alla batteria e Danilo Perez al pianoforte: sul palco della Piazza Eventi del Polo della Qualita’, il Wayne Shorter Quartet – fara’ rivivere la magia del suono di un musicista che ha segnato gli ultimi cinquanta anni di storia della musica, un’autentica leggenda vivente.


30 luglio 2008 _ h 22.00


THE YELLOWJACKETS featuring MIKE STERN Russell Ferrante (pianoforte e tastiere) / Bob Mintzer (sax / ewi) / Jimmy Haslip (basso) / Marcus Baylor (batteria) / Mike Stern (chitarra)


Polo Jazz Village 2008 si conclude con un altro live da non perdere. Sul palco del Polo della Qualita’ gli YellowJackets con Mike SteRN ovvero una formazione leggendaria ed un musicista che ha segnato la storia recente del jazz chitarristico mondiale.
Oltre venti album, piu’ di un milione di copie vendute, centinaia di concerti in ogni angolo del mondo: questi i numeri degli Yellowjackets, la piu’ longeva ed entusiasmante fusion-band della storia. Il gruppo – costituito da RUSSELL FERRANTE (pianoforte e tastiere), BOB MINTZER (sax / Ewi), JIMMY HASLIP (basso), MARCUS BAYLOR (batteria) – e’ nato nel 1977 ad opera di Robben Ford e da sempre ha legato il suo nome ad una costante spinta alla sperimentazione di linguaggi e contaminazioni d’autore fino a trasformarsi in una poderosa formazione di jazz elettro-acustico.
Grande raffinatezza, sound compatto, preciso ma sempre caratterizzato da forme e spazi lievi, straordinariamente piacevoli da ascoltare.
Samurai Samba, Shades, Four Corners, Live Wires, Run For Your Life o Club Nocturne sono solo alcuni dei capitoli discografici realizzati dal quartetto nel corso degli ultimi trent’anni: un percorso culminato con la pubblicazione di LifeCycle, il disco che vede impegnati gli YellowJackets accanto a Mike Stern e che verra’ presentato sul palco di Polo Jazz Village 2008.
Stern sara’ la special guest del live-concert che conclude la rassegna-jazz del Polo della Qualita’. Il cinquantacinquenne chitarrista di Boston e’ considerato una delle figure-chiave della storia chitarristica musicale contemporanea. Dopo un periodo di formazione trascorso presso il prestigioso Berklee College of Music, Stern si lascia convincere dal compagno di studi Pat Metheny (!) di intraprendere una carriera musicale personale: dal 1976 al 1978 fa parte dei Blood, ma la vera svolta avviene nel 1981, quando Stern entra a far parte della formazione di Miles Davis, prendendo parte alla realizzazione degli album Man with the Horn, Star People e We Want Miles.
Il 1986 segna il debutto discografico di Stern con Upside Downside, alle cui registrazioni partecipano, tra gli altri, Bob Berg, Dave Weckl, David Sanborn e Jaco Pastorius. Nel 1993 la prestigiosa rivista Guitar Player Magazine lo nomina come miglior chitarrista al mondo; negli ultimi anni Stern ha conquistato ben tre nomination ai Grammy Awards, rispettivamente con con gli album Is what it is, Between the lines e Voices.


POLO JAZZ VILLAGE 2008


polo della qualita’
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PRODUZIONE ARTISTICA