Pino Daniele. Spiritual 10/70 | Dal 20 marzo al Palazzo Reale di Napoli

Dal 20 marzo e fino al 6 luglio 2025, sarà aperta al pubblico tutti i giorni, escluso il mercoledì, presso il Palazzo Reale di Napoli, a Piazza del Plebiscito, la mostra Pino Daniele. Spiritual 10/70 in occasione della ricorrenza del suo 70esimo compleanno ed a 10 anni dalla sua tragica scomparsa.

Sembra incredibile, ma dal giorno nefasto della scomparsa di Pino Daniele sono già passati 10 anni.

Il 19 marzo 2025, giorno della ricorrenza del suo 70esimo compleanno ma anche del suo onomastico e  della festa del papà, nelle Sale Plebiscito e Belvedere al Palazzo Reale di Napoli è stata presentata alla stampa la mostra Pino Daniele. Spiritual 10/70, che  dal giorno successivo 20 marzo sarà aperta al pubblico tutti i giorni, escluso il mercoledì, fino al 6 luglio 2025.

Curatori ed organizzatori della mostra, prodotta da C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, sono Alessandro Nicosia e la Fondazione Pino Daniele, presieduta dal figlio di Pino  Alessandro Daniele, con il patrocinio di: Ministero della Cultura, Palazzo Reale, Regione Campania, Comune di Napoli, e con media partner Rai con la collaborazione di Rai Teche, Archivio Luce e con Fondazione Campania dei Festival.

Come anticipa il sottotitolo “Spiritual” la mostra, suddivisa in due parti nelle due sale dedicate e nove diverse aree tematiche, permette al visitatore di ripercorrere in parallelo sia il percorso di vita personale che quello artistico dell’uomo Pino Daniele, attraverso gli oggetti personali, i filmati, i documenti ed i manoscritti anche inediti pubblici e privati, i suoi strumenti ed i suoi dischi.

Lo spirito dell’iniziativa è quello di evidenziare come egli abbia saputo portare un’inattesa novità nella musica partenopea, coniugando le sue radici mediterranee con le esperienze vissute in ambito internazionale.

Come le chiavi di questo successo siano state, da una parte, l’affetto e la sinergia con i suoi tanti colleghi che si sono avvicendati nel corso della sua esperienza artistica, sia conterranei, specializzati nei filoni musicali mediterranei ed internazionali, sia stranieri, e dall’altra l’affetto incondizionato del suo pubblico.

E, con l’occasione, per i suoi fan affezionati sono state pubblicate altre due “chicche”.

La prima, un brano inedito dedicato al suo ultimo figlio, che vi proponiamo di seguito.

pino_daniele_10-70-plettro
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La seconda, il conio speciale di una medaglia celebrativa a forma di plettro in argento con, su una faccia, l’effige di Pino virata in blu, come “blues” è stata gran parte della sua musica e sull’altra la sigla dell’evento 10/70 intervallata dalla sua mitica “Paradise”.

Inutile sottolineare che per tutte le migliaia di affezionati, che lo apprezzano e stimano per l’inestimabile contributo che ha lasciato alla cultura e alla musica napoletana – ma indiscutibilmente anche in quella nazionale ed internazionale – Pino Daniele è restato sempre e costantemente presente e, grazie a queste recenti iniziative, lo sarà ancora di più.

Info e prenotazioni: www.palazzorealedinapoli.org

Prevendite – www.ticketone.it

 

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Maurizio Spennato
In principio furono un mangiadischi e un registratore a nastro, con cui “rubare” la musica, che all’epoca non era a portata di orecchio come oggi, dalla TV, dalla radio e, dai dischi prestati da amici, parenti, compagni e, in seguito, colleghi e conoscenti. Quando sentii “Il Primo Giorno di Primavera”, dei Dik Dik (sull’onda stilistica di “A Whiter Shade Of Pale”, dei Procol Harum, a sua volta ispirata alla progressione armonica dell’Aria Sulla IV Corda, di J. S. Bach) da una ”band” di periferia, mi folgorò il suono dell’Hammond, che mi spinse ad iscrivermi ad una scuola di musica. Oltre ai fondamenti della musica, conobbi e familiarizzai con organo, pianoforte e tantissimi strumenti musicali di cui non avevo idea (e, tra differenze e similitudini, mi innamorai di ciascuno di essi), con la Canzone Napoletana classica ma anche con quella moderna, di Renato Carosone, e con le riletture di Peppino Di Capri e di Fred Bongusto. Quando scoprii di avere un discreto orecchio musicale, abbandonai lo studio e mi buttai nei primi complessini di ragazzi. Finita questa stagione, rimase l’ascolto dei dischi e della musica in generale dove imparavo ad apprezzare le differenze delle contaminazioni tra generi e le influenze della Bossa Nova, del Blues, del Jazz e del Rock sulla musica Pop. Da allora non ho mai smesso di raccogliere musica - in una collezione di oltre 2000 dischi – di ascoltarla, “osservarla” e “studiarla” criticamente e di descriverla, documentarla e trasmetterne, anche visivamente attraverso la fotografia, tutte le emozioni che riesco a coglierne nei concerti “live” che ho l’opportunità di seguire.