Affrancarsi da canoni coercitivi, da canovacci eccessivamente rigidi, spesso è un’ardua impresa, ma in realtà consente al musicista di dare libero sfogo, incondizionatamente, alla propria creatività, quella più fervida, più autentica. “Pulcino”, il nuovo episodio discografico concepito dall’ardimentoso e interessante sassofonista/compositore Nicolò Ricci, coadiuvato in questa nuova avventura da due valenti partner come Giuseppe Romagnoli (contrabbasso) e Andreu Pitarch Mach (batteria), simboleggia alla perfezione il concetto sopracitato. Dieci i brani originali, sgorgati dal ferace cerebro di Ricci, che compongo la tracklist, eccezion fatta per Conception (George Shearing), Andreu, Giuseppe e Nico Miao Bau Miao, tre improvvisazioni libere. In The Superfluorescent Boy, composizione piuttosto particolare, il sassofonista dà vita a un eloquio cerebrale, tutt’altro che oleografico, impreziosito da fugaci impennate cromatiche. Il mood di Roy Sullivan è magnetico. Qui l’incedere di Ricci è ricco, materico, adornato da un abbondante utilizzo di intervalli e locupletato da maliardi cenni di growl, supportato dal comping incalzante, energico e stimolante cesellato dal tandem Romagnoli-Pitarch Mach. Da Casam (ia) affiora un climax larvatamente tensivo, che crea un certo stato di suspense. L’elocuzione di Romagnoli è sorprendente, incardinata su alcuni inebrianti effetti timbrici. Il tenorsassofonista costruisce un discorso improvvisativo ben scandito, brillantemente cadenzato e particolarmente articolato. “Pulcino” è un album che merita (e necessita) di essere ascoltato più volte per poterne apprezzare appieno il vero senso estetico e la pletora di spunti che offre, poiché pullulante di architetture armoniche complesse, nonchè al contempo di estremo interesse, ma difficilmente metabolizzabili dopo un ascolto sommario o addirittura superficiale.
01. The Superfluorescent Boy
02. Andreu
03. Dinosauri Verdi E Un Cavallo Bianco
04. Giuseppe
05. Roy Sullivan
06. Nico Miao Bau Miao
07. Casam (ia)
08. Come Vuoi Che Stia, Nicolò
09. Conception
10. Te T’an Vu Ste Cun Me
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