MARCO TARDITO | Eleven (Undici Solfeggi Futuristi)

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Marco Tardito
Eleven (Undici Solfeggi Futuristi)
CMC
2013

Quello del clarinettista e sassofonista piemontese Marco Tardito è sempre stato un orizzonte estetico provocatorio e sfaccettato, per nulla incline, in termini di idee, progetti, scrittura e codici espressivi, a sottostare agli abituali cliché di quanti suonano jazz e musiche limitrofe cercando ispirazione e conforto in correnti situate più fuori che dentro casa. Per rimanere ai nomi più noti e capaci, una mentalità siffatta, svincolata cioè dai soliti padreterni statunitensi ed europei, è oggi riscontrabile solo nell’opera di personaggi come Gianluigi Trovesi e Carlo Actis Dato. Come essi anche Marco Tardito si preoccupa, prima di tutto, di partire da stimoli, radici e tesori culturali tricolori, guardando oltreconfine solo per trovare collegamenti e ipotesi di confronto con quanto il mondo internazionale dell’arte e della cultura deve alla genialità italiana. Secondo quest’ottica (senza peraltro andare troppo lontano nel tempo) sono così nati progetti e dischi come l’Amarilli Quartet (impegnato su un repertorio ipercontaminato che partiva dagli “Scherzi” seicenteschi di Monteverdi) o il Kangaroux Quintet (che in “Jumping With Adriano” omaggiava e trasfigurava abilmente il canzoniere del Celentano nazionale).

 

Con il nuovo album “Eleven – Undici solfeggi futuristi”, Tardito focalizza, invece, in modo appassionato e assolutamente meritorio, la propria attenzione sul Futurismo, forse l’unica vera avanguardia italiana novecentesca a cui il mondo intero ha prestato occhio e orecchio con una certa invidia. In termini strettamente musicali, il suo omaggio e la sua indagine rendono però giustizia non tanto al noto Luigi Russolo (inventore delle celeberrime macchine “intonarumori” e profeta del genere noise) bensì al meno citato ma altrettanto fondamentale Francesco Balilla Pratella (1880-1955), originalissimo compositore, docente e musicologo romagnolo, autore tra il 1910 e il 1912 di tre manifesti musicali sul Futurismo. In qualità di teorico della musica futurista Balilla Pratella scrisse e pubblicò nel 1930 anche un volume di didattica musicale, da cui provengono e prendono ispirazione gli undici arrangiamenti di questi surreali solfeggi che Marco Tardito coniuga aggiungendovi lo stile piccante e imprevedibile di Frank Zappa, altro visionario musicalmente e culturalmente non allineato, chiamato qui in causa per la sua nota passione verso Edgar Varese, a sua volta ammiratore di Russolo e del movimento di Marinetti.

 

Tra il terreno di partenza e quello di confine di cui abbiamo detto ne discende un discorso jazzistico composito e articolato, elettrico e frizzante, messo in scena sotto forma di elastica suite strumentale intervallata qui e là con la declamazione di frammenti letterari e ricette gastronomiche, un’operazione che nel suo complesso cerca di legare e tradurre in musica i tanti ambiti d’interesse del futurismo (letteratura, musica, tecnologia, fotografia, gastronomia, aereopittura), soprattutto il suo spirito ludicamente fantasioso, spregiudicato e ribelle. Tuttavia, pur applaudendo la perizia tecnica e la precisione con cui Tardito e soci affrontano questi insoliti spartiti, resta un pizzico di rammarico per non l’avere osato a sufficienza (in termini sia stilistici che improvvisativi), maneggiando un materiale corrosivo che di colpi di scena e di effetti spiazzanti ne avrebbe potuto offrire e sprigionare molti di più.

 

Aerovivanda Tattile

Si serve dalla parte destra di chi mangia un piatto contenente delle olive nere, dei cuori di finocchi e dei chinotti. Si serve dalla parte sinistra di chi mangia un rettangolo formato di carta vetrata, seta e velluto. Gli alimenti devono essere portati direttamente alla bocca con la mano destra, mentre la mano sinistra sfiora leggermente e ripetutamente il triangolo tattile. Intanto i camerieri spruzzano sulle nuche dei commensali un conprofumo di garofano mentre giunge dalla cucina un violento rumore di motore di aeroplano contemporaneamente a una dismusica di Bach.

(formula dell’aereo-pittore futurista Fillia)

 

Voto: 7/10

Genere: Creative Music / Contemporary Jazz

 

 

Musicisti:

Marco Tardito – alto sax, clarinet, bass clarinet
Giuseppe Virone – trumpet
Giorgio Giovannini – trombone
Alberto Occhiena – marimba
Ivano Gruarin – electric guitar
Gualtiero Marangoni – bass
Ruben Bellavia – drums, spoons, dishes, cheese grater, watermelons, “Remington” typewriter
Elena Canone – speaking voice
Paola Roman – speakig voice

 

 

Brani:

01. Case e betoniere (solfeggio 47)
02. Costumi antineutrali (solfeggio 4)
03. L’orologio (solfeggio 50)
04. Ululatori (solfeggio 41)
05. Posate e cocomeri (solfeggio 30)
06. Ode all’automobile da corsa (solfeggio 10)
07. Aeropittura (solfeggio 46)
08. Dinamismo di un ciclista (solfeggio 53)
09. Gorgogliatori (solfeggio 48)
10. Le vie del cielo e del mare (solfeggio 16)
11. Crepitatori (solfeggio 55)

 

 

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