Si intitola “L’estate che va”, disco nato in piena pandemia ed ispirato dalle nuove normalità in cui ci ha costretto. Perché questo nuovo lavoro di Luciano Macchia Crooner nasce proprio nei silenzi notturni della sua Basilicata, terra d’origine, rifugio durante le restrizioni che ha tenuto tutti noi a debita distanza gli uni con gli altri. E fu galeotta quella vecchia tastiera di quasi 30 anni prima, galeotta fu quella estate particolare, galeotto fu il bisogno di restituire la voce al proprio tempo, alla propria vita. Dal famoso trombettista italiano non possiamo che attenderci un suono solare, di sky e di funk, di quella “fusion” letteralmente detta che ora, come detto, si presenta puntuale e didascalica.

 

 

Interessante parlare di suono in questo tempo pandemico. Come hai prodotto questo disco?

Economicamente parlano, coi miei risparmi. Musicalmente invece, ho cercato di registrare la musica dei musicisti anziché strumenti musicali. A tal proposito, ve li presento:

Raffaele Kohler alla tromba, Elio Marrapodi alla chitarra, Giovanni Doneda al basso, Nicholas Celeghin alla batteria, Gianluca Mancini alle tastiere (special Guest il papà di Nicholas e Feyzi agli archi).

E la pandemia e le sue restrizioni, quanto hanno pesato nel suono finale, nelle scelte, nelle liriche?

Beh molto… durante il 2020 ho prodotto “Al mare ci vado da solo” dove avevo suonato quasi tutto io. Poi nei primi mesi del 2021 ho prodotto “Notti di spettri” (sul testo di Gianluca Grossi) facendomi inviare le tracce dai musicisti “chiusi in casa”. In questo disco invece abbiamo suonato e registrato assieme al Mai Tai di Milano, che sopratutto nei mesi di assenza da Live è stato un “toccasana”.

Dopo un disco di questa maturità estetica e lirica, com’è cambiato il tuo modo di suonare per gli altri? Se è cambiato certamente…

Devo dire che un po’ è cambiato… però lascio che tutto scorra verso la direzione naturale, quindi di problemi non me ne faccio, sia che canto, sia che non canto, sia che suono i miei pezzi sia che no.

E dunque alla fine? Turnista o cantautore? Quale direzione scegli?

Se potessi scegliere, oggi farei il cantautore…. Ma ovviamente vivere di canzoni proprie è molto difficile, quindi penso di continuare a fare entrambe le cose.

In chiusura torniamo in Basilicata: hai rubato qualcosa da quella terra per dare un suono a questo disco?

Sicuramente… Ho rubato un musicista…